“Quadri della natura umana” di Paolo Mantegazza

///“Quadri della natura umana” di Paolo Mantegazza
  • La Partie carrée. James Tissot

Anatomia di scene della natura umana, istantanee di vita vissuta in luoghi nazioni continenti diversi, enumerazione di fatti concreti, descrizione di ciò che si trova senza commenti, giudizi etici morali filosofici religiosi. L’autore dice che non vuole fare della storia ma solo della fisiologia antropologica e scoprire l’uomo per assegnargli il posto nella gerarchia delle creature. La ricerca specifica si basa su Feste ed Ebbrezze e su come possano variare a seconda del clima, delle tradizioni, della religione e dei ricordi ancestrali.

Dopo le vive descrizioni dei comportamenti i più svariati che si possano incontrare durante feste sia tribali, che di cittadini delle nostre contrade, il Mantegazza ci offre uno studio approfondito sull’alcool e sugli alimenti nervosi, sui benefici e sui danni che essi comportano. Tratta poi la coltivazione della vite, la produzione, qualità, lavorazione, commercio del vino in Italia e nel mondo.

Sinossi a cura di Paolo Oliva

Dall’incipit del libro:

Un giorno Talete volle in due sole parole stringere tanti consigli, tante idee, tanta scienza quanto il linguaggio umano potesse esprimere, quanto la mente potesse intendere e disse: Conosci te stesso; e quelle parole semplici e sublimi ebbero il divino onore d’essere scolpite sulle porte d’un tempio; non ultima fra le tante eredità di gloria e di scienza lasciate dal genio greco alla civiltà latina. Presso i ghiacci polari un altro pensatore scriveva una santa parola nel Libro degli Edda: L’uomo è la gioia dell’uomo. Due sentenze e due poli del pensiero; una sórta da quel genio limpido e sereno che incarnò nella sua filosofia le più gigantesche simmetrie dell’universo; l’altra nata fra le aurore boreali e i ghiacci eterni; in un mondo fantastico e misterioso: due poli del pensiero, fra i quali da tanti secoli si dibatte impaziente e insaziabile un desiderio gigante, quello di conoscerci. Ed oggi, dopo tanti secoli, il grido di Talete sorge ancora da ogni cervello umano e lo tormenta e lo cruccia; e i pensatori, dopo aver sfiorata appena la prima epidermide della natura umana, lasciano alla generazione che segue lo stesso desiderio, lo stesso problema; e non più sul tempio di Delfo, ma sulla porta d’ogni scuola, sulla prima pagina d’ogni volume, sul carcere e sull’ospedale, sul tempio della legge e sull’ospizio dei pazzi, sulla fronte di ogni uomo che pensa, vedo scritte le fatidiche parole di Talete: Conosci te stesso. E mentre il pensiero solitario tormenta sull’arduo problema, si ode più dolce sorgere dal cuore della donna, dal petto del fanciullo, da tutta l’umana famiglia un altro grido, il grido del Libro degli Edda: L’uomo è la gioia dell’uomo; chè una scienza infinita e un caldissimo amore circondano lo studio dell’uomo.

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2018-06-26T15:33:37+00:0026 giugno 2018|Categories: Manuzio|