Petizione: accesso libero ai dati geografici (geodati)

///Petizione: accesso libero ai dati geografici (geodati)

Petizione: accesso libero ai dati geografici (geodati)

Riceviamo e volentieri pubblichiamo una petizione a favore di un accesso libero ai dati geografici (geodati). Un tema solo apparentemente tecnico, ma che in realtà riguarda tutti noi.

Marzo 2006

Il Parlamento Europeo è chiamato a decidere su un argomento solo apparentemente tecnico: le modalità di accesso alle informazioni geografiche (geodati). Sostanzialmente due gli approcci:

  1. INSPIRE
    la proposta INSPIRE ha il merito di proporre una armonizzazione dei vari sistemi legislativi europei e l’adozione di standard comuni. Purtroppo però prevede anche l’apposizione del copyright sulle informazioni geografiche.
  2. Public Geo Data
    La petizione a favore di informazioni geografiche pubbliche si fonda sulla convinzione che l’accesso aperto ai geodati è la via migliore per assicurare cooperazione tra le agenzie Europee che si occupano di dati ambientali, censimenti e altri importanti campi di indagine. I dati geografici liberi possono lanciare una nuova generazione di tecnologie basate sulla geolocalizzazione che presentano enormi potenzialità economiche e sociali.

Petizione

Per firmare la petizione: http://petition.publicgeodata.org/

Approfondimenti

Per saperne di più su INSPIRE: Inspire.pdf (documento PDF, in italiano), oppure http://inspire.jrc.it/

Per saperne di più sulla tesi “Public Geo Data”, ecco un articolo di Jo Walsh:

Perché l’Europa deve fornire i suoi stessi dati

di Jo Walsh

La settima scorsa ho chiesto al mio amico Norm Vine, un rappresentante di rilievo della comunità GIS Open Source, se poteva presentarmi qualcuno della US Geological Survey. Qualcuno in grado di fare una dichiarazione pubblica per sostenere il fatto che l’accesso pubblico ai dati geografici è una buona cosa per l’economia nazionale. Lui è rimasto perplesso per un lungo momento, come se gli avessi chiesto di mettermi in contatto con un pesce in grado di fare una dichiarazione pubblica circa il fatto che l’acqua è un’ottima cosa per l’ecologia marina.

Negli USA, l’accesso pubblico ai dati geografici (per brevità “geodati”), è stato sempre garantito come parte di una tradizione nazionale. Norm sostiene che negli USA una delle ragioni per avere un governo è quella di disporre di buone mappe di dati. Lo stesso George Washington era un ricercatore e un geografo. L’interno del continente nord americano era sconosciuto ai colonizzatori. Allo scopo di rendersi autonomi dai poteri coloniali, gli americani dovettere creare e condividere accurati modelli spaziali del territorio.

A quel tempo, l’Europa era presa in aspri scontri circa risorse ristrette ma ben mappate. Le dispute avvenivano nel tentativo di avere accesso alle risorse esterne necessarie. I diversi poteri coloniali gestivano le mappe di cui disponevano con modalità sostanzialmente diverse. Filippo II conservava le mappe spagnole sotto chiave. Le mappe erano potenti tecnologie militari utili sia per l’attacco che per la difesa, per tale motivo venivano conservate come segreti militari. L’impero inglese pubblicò le sue mappe apertamente, ed esse furono largamente ristampate. Quando voi esaminate le mappe della costa orientale americana, vi rendete conto facilmente che si tratta di nomi inglesi che sono rimasti gli stessi fino ai nostri giorni.

L’Europa attuale è molto diversa; le colonie non esistono più. Al posto delle rivalità interne c’è l’ideale del libero mercato delle merci e dei liberi movimenti dei cittadini, le associazioni diplomatiche e le zone di cooperazione. Il governo europeo opera contemporaneamente attraverso una struttura tripartita costituita dal Parlamento Europeo, dalla Commissione Europea e dal Consiglio dei Ministri, per definire standard legislativi comuni che autorizzeranno, o costringeranno, le agenzie nazionali a cooperare. Condividere dati geografici attraverso i confini è un fattore fondamentale all’interno di un generale sforzo per raggiungere una gestione collaborativa delle risorse, creare migliori strutture di governo e contribuire ciascuno alla prosperità economica degli altri.

Le agenzie nazionali di mapping (NMA) dell’Europa talvolta sembrano vivere ancora nel passato coloniale. I dati geografici pubblici sono tenuti sotto chiave mediante diritti d’autore e licenze commerciali, che sono proibitive per i cittadini comuni e per gli appassionati del software libero che vogliono intraprendere progetti amatoriali nel campo del GIS. Le agenzie governative europee, specialmente quelle che raccolgono dati relativi a censimenti e che gestiscono reti di risorse, trovano assai difficile cooperare. Esse parlano lingue diverse, usano differenti dati catastali e spaziali, diverse piattaforme tecnologiche e diversi standard interni. Che gli europei attualmente condividano liberamente le infrastrutture di dati spaziali non è soltanto difficile da ipotizzare; è del tutto non ipotizzabile.

La proposta di direttiva INSPIRE sulla definizione di una infrastruttura comune per i dati spaziali in Europa è l’ultimo e il più articolato di una lunga serie di tentativi intrapresi con i rappresentanti delle NMA per superare alcuni di questi problemi. INSPIRE intende stabilire standard comuni per descrivere il mondo fisico e le cose in esso contenute, e per stabilire una serie di norme attraverso le quali le differenti agenzie che collezionano dati possono condividerli le une con le altre. Un insieme normativo comune è qualcosa di cui l’Europa necessita fortemente per conservare la propria integrità.

Gli argomenti attraverso i quali INSPIRE è stata elaborata (?) rispecchiano la falsa dicotomia che ha profondamente diviso la governance dell’Unione Europea negli ultimi anni. Il primo corno della questione è che il “liberismo economico anglosassone” propone di privatizzare i servizi pubblici che solitamente erano gestito dallo Stato, fidando nel fatto che il mercato fornirà il medesimo indispensabile livello di servizi. Il secondo corno è “il tradizionale socialismo centrista” che propone di mantenere il controllo dello Stato sui servizi pubblici, che sia o meno utile o sensato farlo. Se il dibattito Europeo deve essere questione di prendere posizione, sicuramente la tendenza alla privatizzazione e alla liberalizzazione sarà quella “vincente”. Essa sta usando la logica del mercato e gli strumenti di protezione corporativa per accrescere la sua potenza. Ogni volta che la proposta di direttiva è passata ad un nuovo stadio nel processo di co-decisione, il problema del tipo di dati che verranno usati è stato diminuito; contemporaneamente, le possibilità che il pubblico possa vedere immagini di dati spaziali, avere libero accesso ad essi e lavorare con essi nel proprio GISs, sono progressivamente diminuite. La seconda versione di INSPIRE ha rilanciato con nuova enfasi la protezione dei diritti di proprietà intellettuale delle agenzie che raccolgono e distribuiscono dati geografici pubblici.

Le agenzie NMAs subiscono notevoli pressioni affinché si muovano finanziariamente sotto la protezione dei governi. I dati che raccolgono, in fin dei conti, hanno il potere di generare una quantità immensa di valore economico, particolarmente attraverso la progettazione di nuovi tipi di sistemi di trasporto intelligente per le merci e per le persone. Il progetto Europeo GALILEO è un ottimo esempio di una “via di mezzo” per fornire a tutti i cittadini accesso ad un servizio pubblico gratuito, ma supervisionato dal governo e mantenuto con il lavoro dell’industria privata. C’è infatti la certezza che GALILEO fornirà un segnale sufficientemente utile e gratuito, oltre ad un segnale ad accuratezza elevatissima accessibile a un certo prezzo, per operazioni cruciali di carattere infrastrutturale o per operazioni di emergenza riguardanti la salute pubblica. GALILEO è anche un tentativo di diminuire la dipendenza dello sviluppo economico europeo dai sistemi GPS forniti dal governo USA e dalle sue agenzie militari. Tutti i dati di pubblico dominio che le persone dell’intero pianeta tentano di usare per costruire un nuovo Web geospaziale – Immagini Landsat, modelli della terra STRM, il giornale GeoNet dei nomi dei posti del mondo – sono forniti gratuitamente e per il pubblico dominio dal governo USA e dalle sue agenzie militari.

Per come l’Europa si muove nel ventunesimo secolo, è necessario progettare una infrastruttura comune dei dati spaziali che operi al servizio di tutti i suoi cittadini. INSPIRE non è quella infrastruttura. Le Agenzie Nazionali Geografiche che l’hanno progettata sono comprensibilmente preoccupate per il loro ruolo considerando, da una parte, la crescita commerciale delle alternative ai dati che esse producono e, dall’altra, la pressione dei governi che vogliono privatizzare formalmente le informazioni di proprietà dello stato per ottenere attraverso di esse dei profitti a breve termine. INSPIRE non rispecchia il dibattito su tali argomenti, né valorizza il potenziale che le informazioni spaziali possiedono. Esse sono un portentoso motore di innovazione per la ricerca, per nuove forme di attività economica e per pratiche innovative di ingegneria sociale.

Fino ad ora, il dibattito è stato largamente polarizzato tra il classico: “Information wants to be free” (L’informazione vuole essere libera!) e l’altrettanto prevedibile: “Voi avrete solo quel che pagherete!”. Ma esistono moltissimi modelli alternativi che potrebbero essere pensati. GALILEO mostra come potrebbe funzionare un sistema del genere: offrire geodati a bassa accuratezza, ma utilizzabili per molte applicazioni, liberamente accessibili e gratuiti per gli usi del pubblico. Le NMA – o qualsiasi tipo di agenzia le sostituirà nel mercato delle informazioni – possono far pagare un gran numero di operatori economici per dati ad alta accuratezza e avere modo di recuperare le proprie spese. Molti studiosi europei, ricercatori, piccole imprese e sviluppatori di software open source esigono l’accesso pubblico ai geodati che descrivono il loro pianeta. Queste persone offrono nuove e ragionate idee su come l’Europa potrebbe andare avanti nella soluzione dei problemi posti dal fatto di avere 25 diversi modelli spaziali e altrettante lingue diverse.

Ho iniziato a parlare di questi problemi con Norm Vine, perché sto lavorando con Benjamin Henrion della Foundation for Free Information Infrastructures. Henrion ha lavorato duramente perché venisse respinta la direttiva sulle “Software Patents” che rischiava di impedire alla piccola impresa e agli studiosi europei di sviluppare il proprio software. Henrion ed io stiamo realizzando insieme un sito wiki dove le persone possono: sapere qualcosa in più sulla storia di INSPIRE; trovare le indicazioni per essere coinvolti nel processo di lobbyng; trovare altre persone che pensano che INSPIRE sia progettata senza un’appropriata consultazione pubblica e senza alcuna considerazione degli effetti economici e sociali negativi che potrebbe avere. Abbiamo anche avviato una petizione pubblica da consegnare ai membri del Parlamento Europeo. Li stiamo esortando a riflettere su quel che può apparire alla maggior parte delle persone esterne all’industria geografica come una direttiva oscura, di carattere meramente tecnico. Essi sottovalutano l’impatto che avrà sul modo in cui l’Europa sarà gestita e governata nel futuro.

Se vivi in Europa, ti preghiamo di supportare questo sforzo firmando la petizione (vedi in alto), parlando con i tuoi amici di essa e chiedendo loro di firmarla. Se ti trovi al di fuori dell’Europa, tieni d’occhio questo spazio. Le decisioni prese qui e ora riguardo la nuova generazione delle infrastrutture spaziali potrebbero intaccare i tuoi diritti ad avere accesso ai dati pubblici che descrivono il mondo che hai intorno, più velocemente di quel che puoi immaginare.

Reprinted with Permission, Copyright 2006,
Directions Magazine
http://www.directionsmag.com/article.php?article_id=2107

2016-10-14T03:32:29+00:00 28 febbraio 2006|Categories: Politica|