“La porta dalle sette chiavi” di Edgar Wallace

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  • Crypt of Kirkstall Abbey (after J.M.W. Turner). David Cox

(voce di SopraPensiero)

 

Il ricchissimo Lord Selford decide di far costruire una cripta, la cui porta sia dotata di sette chiavi (una per ogni esecutore testamentario) per riporvi oltre alle sue membra anche il suo ingente patrimonio da consegnare al figlio solo al compimento del 25°compleanno.

Purtroppo la morte improvvisa del vecchio Lord consente ad un gruppo di uomini senza scrupoli di architettare ai danni del giovane Selford un’abilissima truffa. L’ultimo discendente della nobile e ricchissima – e piuttosto eccentrica – famiglia Selford è in continuo peregrinare in giro per il mondo senza fissa dimora da diversi anni, preoccupando molto l’avvocato Havelock suo tutore patrimoniale. Questi decide quindi di incaricare Dick Martin, da poco dimissionario dalla polizia di Scotland Yard, di porsi sulle tracce del giovane. Il primo atto sarà l’uccisione di un esperto scassinatore, terrorizzato da un incarico ricevuto, all’interno dell’abitazione di Martin. Il viaggio sulle tracce del giovane Selford dura poco perché Martin intravede una traccia che lo porterà fra uomini dalla forza spaventosa con intenti omicidi, un medico greco senza scrupoli, il vecchio precettore del giovane lord, la sua bizzarra moglie e il suo autista ex ladruncolo, a dipanare l’intricata matassa di una abilissima truffa. Anche la bella e avvenente bibliotecaria non è estranea alla vicenda essendo lontana cugina di Lord Selford ed essendo venuta in possesso della prima delle sette chiavi appartenuta ad un giardiniere portoghese. Chiavi che servono per aprire la porta della cripta dove il vecchio Lord Selford ha voluto farsi seppellire forse con il suo ingente patrimonio.

Nel 1961 Alfred Wohrer, regista tedesco specialista di film “gotici” ha liberamente tratto da questo romanzo un film – accentuandone i caratteri macabri – piuttosto apprezzato dalla critica e molto dal pubblico dell’epoca.

Sinossi a cura di Paolo Alberti

Dall’incipit del libro:

L’ultimo incarico ufficiale assegnato a Dick Martin (o cosí egli credeva) fu quello di arrestare Luigi Pheeney, ricercato per il furto alla banca Holborough.
Dick trovò il suo uomo in un piccolo caffè di Soho, seduto davanti a una tazza dell’aromatica bevanda.
— Che c’è di nuovo, colonnello? – domandò Luigi con piglio quasi allegro, prendendo in mano il cappello.
— L’ispettore ti vuol vedere a proposito del furto alla Holborough – spiegò Dick.
Luigi arricciò il naso in una smorfia di disprezzo.
— Che Holborough d’Egitto! – esclamò con impazienza. – Di affari con le banche non me ne impiccio, credevo che lo sapesse. Che fa ancora qui fra la polizia, Martin? Mi avevano detto che aveva avuto un’eredità e che lasciava il posto.
— Lo lascio infatti. Il tuo è l’ultimo arresto che faccio.
— Peccato allora che per l’ultima volta faccia fiasco – sorrise Luigi. – Ho quarantacinque alibi che camminano su due rotelle. Mi sorprende da parte sua, Martin; dovrebbe sapere meglio di me che non faccio saltare le banche. La mia specialità sono le serrature.
— Dov’eri martedí sera alle dieci?
Un largo sorriso illuminò la faccia aperta dello scassinatore.
— Se glielo dicessi mi accuserebbe subito di mentire.
— Prova! – ribatté Martin con un lampo di malizia negli occhi azzurri.

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2018-09-06T17:47:39+00:006 settembre 2018|Categories: Manuzio, Podcast web|Tags: , |