(voce di SopraPensiero)

 

L’attenzione dell’autore per le dinamiche della società e dei suoi cambiamenti, per un’idea di Italia libera e laica emerge da questa raccolta di scritti brevi ed eterogenei, che spaziano da una descrizione di fenomeni sociali, di testimonianze personali e aneddotiche, spesso legate alla sua terra, il Piemonte, a descrizioni di pensatori di ogni tempo, alle loro intuizioni profetiche, fino ad aspetti letterari legati in qualche modo al Vecchio e Nuovo testamento.

Il tutto mantenendo sempre vivo, anche se sullo sfondo, il concetto caro all’autore di “vita demiurgica” che spesso assume carattere di pietra di paragone per altre idee di tempi passati.

Sinossi a cura di Paolo Alberti

Dall’incipit del libro:

Quando, a mezzo settembre, l’Autunno si presenta improvviso, sbucato da chi sa quale ricettacolo, per cominciare il suo cammino, e lento dal monte scende al piano traendo per gioco con la sua bacchetta – dal fogliame dei boschi, dalle siepi di vitalba – qua e là tocchi di porpora, una dolce emigrazione lo accompagna: sono i greggi coi pastori. Scendono pei sentieri sassosi affollandosi, e a tratti rigurgitando, sui passi del dio invisibile; divallano sinuosi e leggeri con uno scalpiccìo lieve, poco più che la neve quando cade; lasciano dietro senza voltarsi gli alti pini intrisi già di nebbia e, tutte fradicie di guazza, le bacche del ginepro che rendono aromatico il latte di montagna, nelle radure dove l’erba corta non sa crescere più, perchè è nata troppo tardi: tutta una mensa deserta, un’imbandigione apparecchiata che nessuno onorerà, salvo forse qualche ospite selvatico, sia camoscio o marmotta già ubriaca di sonno, rotolante come una palla ai prodromi del letargo invernale – sotto l’occhio segreto delle difformi deità dell’alto, cui non par vero di restar soli, finalmente! e invisibili si affacciano ai margini ammiccando giulivi alle calcagna dei partenti.
«Agosto, porta d’inverno»: essi l’han vista schiudersi nel cielo, questa porta superna, e lenta sui suoi cardini girare – immensa fra le costellazioni – mentre tutto, intorno, fingeva ancora la potente estate; e certi soffi spirarne, e certi segni di mutamento, chiari solo al pastore: un trascolorar di nubi entro lo specchio delle acque, che era sì liscio a riflettere l’acceso cielo, e ora s’increspa; un abbrividire d’erbe, svettar di piante, una cicala che manca, un grillo che cresce al coro usato; e, giorno per giorno, egli un po’ se ne immalinconiva.

Scarica gratis: Favole e moralità di Filippo Burzio.