Rassegna stampa

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Bugiardo come un libro online

2018-07-24T14:01:26+00:0016 luglio 2018|Categories: Rassegna stampa|

Ci era sfuggito, nella rassegna stampa che facciamo periodicamente, questo articolo di Michelangelo Zaccarello, pubblicato da Il Sole 24 Ore il 27 novembre 2017. Lo riportiamo ora, con qualche nota.

Scrive Zaccarello: «l’iniziativa LiberLiber-Progetto Manuzio, declinazione italiana del Project Gutenberg internazionale»

La frase può essere equivocata, è forse utile chiarire che, salvo la stima, nulla ci lega con il progetto Gutenberg. Liber Liber è una onlus italiana, indipendente.

Scrive Zaccarello: «La forza di tali progetti è nella quantità di titoli inseriti, più che nell’affidabilità di ognuno di essi»

Oggi Liber Liber ha circa 4.800 titoli, realizzati grazie a un lavoro minuzioso di trascrizione. La nostra forza non è nella quantità, del resto se così fosse dopo più di 20 anni di lavoro dei nostri volontari avremmo decine di migliaia di titoli, forse centinaia di migliaia. Non usiamo procedure automatiche, non ci affidiamo solo agli OCR. Ogni nostro testo subisce 4 fasi di revisioni, più di quelle che subiscono molti testi commerciali. I nostri ebook contengono pochissimi refusi, anche grazie alla collaborazione dei nostri circa 100.000 lettori mensili, che ci segnalano eventuali errori.

La nostra forza è nella qualità del lavoro. E’ questa a motivare i nostri volontari. E’ questa che li spinge a sacrificare settimane, mesi del loro tempo libero, a volte anni! I nostri volontari non sono motivati da una passione compulsiva per l’accumulo di file, ma dall’amore per i libri. Un amore che impone una trascrizione in digitale accurata, preceduta a volte da dibattiti che durano settimane su come riportare una formula matematica, o su come qualificare semanticamente il dialogo interiore di un personaggio.

Scrive Zaccarello: «il guadagno non è diretto, ma deriva dalla mole di utenti della piattaforma, attraverso la pubblicità»

Grazie ai banner pubblicati su Liber Liber, nel corso di tutto il 2017 abbiamo ricevuto da Google un totale di € 641,27 lordi. Come evidente, non è la pubblicità che fa sì che Liber Liber funzioni, ma le donazioni degli utenti, il 5 per mille e soprattutto lo sponsor E-text, che copre quasi tutte le spese. Perché E-text lo fa? Essendo sia presidente di Liber Liber, sia amministratore delle E-text, vorrei dire che lo faccio per dare lustro alla mia azienda. In realtà il ritorno di immagine è limitato. E-text sostiene Liber Liber perché il progetto, dopo 20 anni, mi regala ancora entusiasmo, perché mi consente di entrare in contatto con le persone migliori e perché credo che nel suo piccolo Liber Liber aiuti nella digitalizzazione del patrimonio letterario di pubblico dominio in lingua italiana. Non che fosse questo il nostro intento originale, pensavamo che presto o tardi un qualche progetto pubblico sarebbe intervenuto. Purtroppo non è successo.

Scrive Zaccarello: «ecco una moderna edizione elettronica che nasconde un testo invecchiato e profondamente diverso, nella forma e nella sostanza, da quello oggi accreditato in qualsiasi edizione cartacea»

Temo ci sia un equivoco di fondo, anche se frequente. Il nostro non è un progetto di casa editrice. Il nostro è un progetto di biblioteca digitale. Non pubblichiamo opere recenti né interveniamo redazionalmente sui contenuti. Il nostro scopo è conservare quanto è stato stampato.

Comprese le vecchie edizioni. Comprese le opere il cui curatore ha commesso degli errori. Correggiamo solo i refusi involontari, quando notiamo una scelta errata o discutibile la riportiamo comunque tale e quale, perché “correggerla” vorrebbe dire perdere memoria di quella specifica edizione.

Ovviamente nei limiti delle nostre possibilità cerchiamo di offrire più edizioni, così da consentire ai nostri lettori più scelta.

Scrive Zaccarello: «Tuttavia le stesse caratteristiche di quei testi minano alle fondamenta il processo di scansione OCR»

Scelgo questo passaggio per riassumere le considerazioni fatte sulle difficoltà legate alla tecnologia OCR. Considerazioni per lo più corrette e con le quali negli ultimi decenni abbiamo preso familiarità.

Ovviamente nessun volontario di Liber Liber pensa di affidarsi solo all’OCR. Per questo i nostri testi subiscono quattro fasi di revisione, da almeno due diversi gruppi di lavoro (questo perché di solito un gruppo di lavoro tende a non “vedere” i propri errori, non per cattiva fede ma per un noto fenomeno psicologico). E per questo in 20 anni abbiamo realizzato “solo” 4.800 titoli.

Ci sono anche altre problematiche legate a un testo elettronico sulle quali Zaccarello sorvola, ma che consideriamo importanti. Come l’interoperabilità del file che contiene il testo, la sua accessibilità anche ai portatori di handicap, la sua durata nel tempo, il suo essere uno standard aperto, l’essere libero dalle complicazioni introdotte dal DRM (al quale Liber Liber ha rinunciato), ecc.

Scrive Zaccarello: «fin quando prevarrà la logica del costo zero, è difficile sperare che la certificazione sia svolta da chi mette online i libri digitali»

Opinione legittima, ma dalla quale mi permetto di dissentire. L’affidabilità dei nostri testi è sotto gli occhi dei nostri utenti. Come pure è facile il confronto tra la qualità di impaginazione di un nostro ePub (spesso arricchito da tag semantici) e di una edizione commerciale.

Forse stimo troppo il lavoro dei nostri volontari, ma mi spingerei a dire il contrario: una edizione commerciale sarà sempre un compromesso tra qualità e costi, un equilibrio tre quante risorse si possono dedicare alla cura di un testo e gli introiti che questo può assicurare. Un testo offerto gratuitamente invece non si deve preoccupare di quanto costa realizzarlo, semplicemente perché la variabile costi è cancellata dall’equazione.

Noi ci prendiamo cura dei massimi capolavori della letteratura in lingua italiana semplicemente perché ci piace farlo. Solo questo rende possibile dedicare, in taluni casi, anche alcuni anni a un singolo titolo. Un qualsiasi editore sarebbe costretto a licenziare un curatore così pignolo. Noi lo accogliamo a braccia aperte.

Marco Calvo
presidente di Liber Liber

Ecco l’articolo integrale.

Bugiardo come un libro online
«fake» e letteratura italiana
Di Michelangelo Zaccarello

Nella vita di tutti i giorni, facciamo molta attenzione alla qualità: facciamo colazione con caffè fair trade e biscotti in cui non vogliamo olio di palma, beviamo acqua minerale con pochissimo sodio e ci informiamo accuratamente sui grassi contenuti nei vari cibi. Se però – ad esempio – vogliamo leggere sul nostro tablet un’opera della letteratura italiana, non facciamo abbastanza caso a ciò che scarichiamo da internet. C’è un curioso paradosso nell’uso che facciamo del web: prendiamo per buono quasi tutto ciò che vi troviamo, senza chiederci come vi è stato caricato né come “funziona” la risorsa al di là della semplice interfaccia che ci è offerta.

A partire dagli anni Novanta, si è assistito a una vera e propria corsa alla digitalizzazione di opere letterarie, specie se non soggette a diritti d’autore, ovvero di autori che siano deceduti da almeno settant’anni: per la letteratura italiana, questo include ormai Svevo, D’Annunzio e Pirandello. Dal commercio di biblioteche digitali su CD-ROM, come la Letteratura italiana Einaudi e la LIZ-Letteratura italiana Zanichelli si è presto passati a piattaforme online gratuite, almeno in apparenza, cioè sostenute da donazioni volontarie e/o da pubblicità, che possiamo esemplificare con l’iniziativa LiberLiber-Progetto Manuzio, declinazione italiana del Project Gutenberg internazionale.

Sulla homepage di quest’ultimo leggiamo che è prevista una revisione manuale dei testi digitalizzati: «We digitized and diligently proofread them with the help of thousands of volunteers», ma siamo proprio sicuri che sia così? La forza di tali progetti è nella quantità di titoli inseriti, più che nell’affidabilità di ognuno di essi. In molte di queste iniziative, che si presentano come gratuite, il guadagno non è diretto, ma deriva dalla mole di utenti della piattaforma, attraverso la pubblicità. Negli USA, si discute da tempo sugli importanti mutamenti che, nell’accesso ai testi e nelle pratiche di lettura, ha portato la digitalizzazione di massa (mass digitization): una crescita esponenziale di risorse liberamente consultabili in rete che ha forse allargato la base degli utenti dei testi letterari, ma ne ha certamente abbassato le esigenze.

Di questo nuovo “lettore Google” (definizione di Paola Italia, dell’Università di Bologna) è stata recentemente messa in luce l’assoluta mancanza di sensibilità per la qualità dei testi che legge, e in proposito esistono gravi responsabilità del sistema educativo, gestito da chi professionalmente interagisce con i Classici della letteratura italiana e la loro diffusione. In un circolo vizioso, la vasta disponibilità di e-texts gratuiti e liberamente scaricabili da qualunque dispositivo connesso al web si ricollega a pratiche di lettura frettolose e superficiali, in cui raramente l’opera è letta da cima a fondo. Si preferisce interrogarla per arrivare subito – attraverso ricerche di parole-chiave – al tema o alla sezione che interessa. Non a caso, un anonimo progettista dell’iniziativa Google Books, partita nel 2004 e arrivata a digitalizzare oltre venti milioni di libri, osservava anni fa che tale operazione non era finalizzata alla lettura dell’uomo ma a quella dell’intelligenza artificiale.

Poniamo che, per svolgere un compito scolastico o universitario, ci serva rapidamente un’edizione del Decameron di Giovanni Boccaccio. Se non l’abbiamo in casa, quanti di noi andrebbero in biblioteca? Con una semplice ricerca sul web, troviamo decine di e-texts del capolavoro boccacciano, spesso con una grafica accattivante (come quello di www.booksandbooks.it) e un’impaginazione accurata con font eleganti (come quello di www.letteraturaitaliana.net, derivato dalla Letteratura italiana Einaudi). Le soluzioni tecnologiche con cui vi si accede (tablet o lettori e-reader come il Kindle) sono aggiornate, ma i contenuti? Il lettore fa raramente caso alla fonte dalla quale è tratto il testo, che dovrebbe essere dichiarata nelle informazioni che corredano il file (tecnicamente dette metadati): nel primo dei due casi citati questi ultimi sono assenti, mentre nel secondo è dichiarata un’edizione di riferimento degli anni Cinquanta. Il dato è importante: l’autografo del novelliere boccacciano (oggi Berlin, Staatsbibliothek, Hamilton 90) è stato riconosciuto solo nel 1962, e oggi tutte le più importanti edizioni si basano su quel fedele testimone della volontà d’autore, fino alla recentissima edizione a cura di Maurizio Fiorilla (con Giancarlo Alfano e Amedeo Quondam, Rizzoli-BUR 2013).

Insomma, ecco una moderna edizione elettronica che nasconde un testo invecchiato e profondamente diverso, nella forma e nella sostanza, da quello oggi accreditato in qualsiasi edizione cartacea. Ma c’è di peggio. Alla base del fenomeno della digitalizzazione di massa sta l’uso sistematico di software OCR (Optical Character Recognition), in grado di leggere la scrittura tipografica in una fonte cartacea o nelle immagini da essa derivate. Esso rileva la forma delle singole lettere attraverso il contrasto sullo sfondo bianco (stroke edge technology) e ne confronta la sequenza con le parole contenute in un dizionario integrato. In tal modo, la leggibilità della pagina è strettamente connessa alla “regolarità” delle forme stampate: caratteri nitidi e di forma prevedibile, righe giustificate dal computer, e parole di uso comune possono offrire percentuali di successo elevate, ma quasi mai superiori al 95%, una percentuale che “ammette” comunque la presenza di circa 10-15 errori in una pagina di duemila caratteri. Ma che succede con opere scritte secoli fa, che impiegano una lingua preziosa, ma irta di vocaboli rari o forme oggi infrequenti?

Tornando al nostro esempio del Decameron, non c’è da stupirsi che molti nomi siano ricondotti agli equivalenti moderni (Guiglielmo diventa Guglielmo, Ghismunda diventa Ghismonda); altrettanto avviene con alcune delle forme arcaiche predilette da Boccaccio (veggendo diventa vedendo; prencipe diventa principe). Ma c’è ancora di peggio. Per la letteratura italiana fino all’Ottocento, la digitalizzazione OCR è spesso svolta non direttamente sul libro cartaceo, ma su scansioni già disponibili in rete attraverso Google Books o simili banche dati digitali. Nate da accordi con biblioteche universitarie americane, tali iniziative offrono scansioni di edizioni cartacee che recano esse stesse i segni del tempo: copie ingiallite e sbiadite creano problemi gravi all’occhio elettronico che ne estrae la scrittura, talvolta macchie o annotazioni rendono il tutto ancora più complicato.

Inoltre, in gran parte di questi libri “vintage” i caratteri hanno forme e dimensioni non del tutto simili ai moderni font di stampa, e la loro composizione e giustificazione sulla pagina è stata fatta a mano, ad esempio allargando gli spazi fra le singole lettere. Tutti questi problemi passano del tutto inosservati all’occhio umano, che è abituato a leggere ogni tipo di libro, e riesce non solo a decifrare la complessa mappatura di una pagina scritta (l’uso di diversi font, il rientro dei paragrafi, i titoli correnti in alto o nel margine), ma ne trae utili indicazioni d’uso, ad esempio per trovare una particolare sezione del testo. Tuttavia le stesse caratteristiche di quei testi minano alle fondamenta il processo di scansione OCR, perché ne ostacolano il primo passo: l’identificazione dei blocchi di testo (zoning) in pagine complesse, che contengono ad esempio illustrazioni o elementi ornamentali.

Forse la computer science riuscirà a migliorare i software OCR, anche se sembrano altre le priorità di tale sviluppo (il riconoscimento della scrittura manuale o di alfabeti non latini). Ma anche aguzzando la vista dell’occhio elettronico, difficilmente l’informatica potrà rimediare alla distrazione del lettore moderno, che ai testi accede in modo frettoloso e parcellizzato e non è in grado di riconoscerne gli errori. Un controllo di qualità servirebbe anche per i testi letterari: ma fin quando prevarrà la logica del costo zero, è difficile sperare che la certificazione sia svolta da chi mette online i libri digitali. Un maggiore grado di consapevolezza del lettore è, almeno nel medio termine, l’unico antidoto al rapido scadimento testuale dei Classici della nostra letteratura.

Bugiardo come un libro online : «fake» e letteratura italiana
Il Sole 24 Ore
Di Michelangelo Zaccarello
4 dicembre 2017
http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2017-11-27/bugiardo-come-libro-online-130155.shtml

Milano da leggere

2018-05-01T13:44:06+00:0028 aprile 2018|Categories: Podcast web, Rassegna stampa|Tags: , |

Milano 25 Aprile – La città nelle pagine degli scrittori di ieri e di oggi – MILANO da LEGGERE è un’iniziativa del Sistema Bibliotecario di Milano per far conoscere e diffondere la lettura digitale attraverso testi dedicati al racconto di Milano.

Al via la terza edizione di Milano da leggere (aprile-giugno). Una nuova selezione di dieci ebook liberamente scaricabili che quest’anno raccontano Milano attraverso la lente dell’umorismo e dell’ironia con personaggi, storie, fissazioni e abitudini che ci faranno sorridere bonariamente, anche di noi stessi. Fino al 30 giugno è possibile scaricare liberamente gli ebook (da qui, N.d.R.). (altro…)

Antonia Pozzi, una voce ritrovata della poesia del Novecento

2018-04-26T14:17:10+00:0019 aprile 2018|Categories: Podcast web, Rassegna stampa|Tags: , |

(…) Spiega Molteni: “Tempo fa mi sono innamorato di una meravigliosa poetessa. Si chiama Antonia Pozzi e ha scritto alcune delle cose più belle che io abbia mai letto. Era nata a Milano nel 1912. Scrisse decine di poesie bellissime, senza mai pubblicarle in vita. S’innamorò del suo professore di liceo, prima corrisposta poi respinta. Morì suicida a ventisei anni. Ci resta, di lei, una raccolta di poesie straordinariamente bella, s’intitola “Parole” ed uscì, nella sua forma definitiva, solo nel 1989”. (altro…)

Il Fatto Quotidiano: E-book e e-reader, quale futuro?

2018-03-25T17:23:24+00:0019 marzo 2018|Categories: Podcast web, Rassegna stampa|Tags: , |

Qual è il futuro dell’e-reader? Cos’è Wattpad e perché spopola tra i giovani? Due domande a cui Tempo di Libri ha cercato di dare una risposta. L’edizione 2018 della fiera internazionale dell’editoria, tenutasi dall’8 al 12 marzo a Milano, ha centrato l’obiettivo per numero di visitatori e per il buon livello degli incontri. Di carne al fuoco ce n’era veramente per tutti i gusti, anche sul fronte editoria digitale. Al Digital Cafe si sono affrontati molti argomenti, in particolare desidero soffermarmi sull’incontro dedicato al futuro di e-book e e-reader e su quello che ha esaminato il fenomeno Wattpad. (altro…)

Pianeta donna: Guida al mondo degli audiolibri: come ascoltarli e dove trovarli in italiano e in inglese, anche gratis

2018-03-25T17:27:57+00:0018 marzo 2018|Categories: Podcast web, Rassegna stampa|Tags: , |

Di Federico Vergari

Ascoltare un libro invece di leggerlo, questo ci permettono di fare gli audiolibri che si stanno diffondendo sempre di più tanto in Italiano quanto in Inglese.

(…)

Audiolibri gratis

Molti audiolibri sono recuperabili online anche gratuitamente. Basta fare una semplice ricerca in rete per trovare in maniera sicura e legale delle piattaforme di distribuzione. Consigliamo ad esempio di iniziare a navigare su spotify dove sono presenti diversi titoli anche in lingua straniera (pratica utile per tenere allenata la lingua) e poi Librivivi e LibroAudio dove si possono ascoltare fiabe o i grandi classici della letterature per ragazzi e Liber Liber che garantisce accesso libero e gratuito a grandi classici della letteratura mondiale.

Tra i tanti siti che ci sentiamo di consigliare c’è Libroparlato; si tratta in questo caso di un servizio a pagamento che mette in contatto donatori di voce con persone non vedenti. I donatori leggono (e registrano) libri nei loro momenti liberi seguendo delle semplici indicazioni tecniche che vengono fornite dai gestori del sito e vanno così a integrare una banca audio che potrà essere consultata da non vedenti, rendendo anche per loro la lettura un’esperienza più vicina e coinvolgente. Se qualcuno ha la passione per la lettura e sta tutto il giorno davanti al pc magari potrebbe cimentarsi in questa esperienza sicuramente importante e arricchente.

Insomma gli audiolibri fanno ormai parte della cultura editoriale e sono molto più diffusi di quanto si pensi; in un certo senso l’attitudine a leggere (e l’educazione a libro tout court) è nata con la radio e con la lettura dei radiodrammi. Per chi non avesse ancora provato un audiolibro suggeriamo di iniziare con un’opera che difficilmente leggerebbe in maniera tradizionale per il duplice gusto di fare qualcosa di nuovo e di mettere nello “scaffale delle cose lette” un libro che altrimenti non ci sarebbe mai finito.

Buoni ascolti e buone letture.

Guida al mondo degli audiolibri: come ascoltarli e dove trovarli in italiano e in inglese, anche gratis
Pianeta donna, 16 marzo 2018
di Federico Vergari

Per l’articolo in edizione integrale: https://www.pianetadonna.it/notizie/attualita/come-ascoltare-audiolibri-italiano-inglese-gratis.html

Fox: letture digitali dalla rete

2018-03-11T22:34:41+00:0011 marzo 2018|Categories: Rassegna stampa|

Il sito MondoFox, dei canali satellitari Fox, parla di Liber Liber nell’articolo: “Letture digitali dalla rete: dove trovare ebook gratis online”, di Emanuela Brumana:

I lettori di libri in formato digitale sono sempre di più, ma anche per chi di voi non si è ancora dotato di e-reader, la rete mette a disposizione diversi portali dove leggere e scaricare PDF o libri digitali in formato ePub. Ecco quali sono.

I grandi classici

(…)

Liber Liber

Un altro sito da cui è possibile scaricare i classici è Liber Liber, che affianca alle grandi opere della storia dell’umanità altri testi meno noti. Accanto alla selezione letteraria, Liber Liber propone anche musica, video e audiolibri e ha aperto anche un piccolo shop online dove acquistare sia pacchetti di ebook o file, ma anche strumenti tecnologici come chiavette USB.

Letture digitali dalla rete: dove trovare ebook gratis online
MondoFox
di Emanuela Brumana
5 marzo 2018

L’articolo originale: https://www.mondofox.it/2018/03/…

ILoveTech.it: Liber Liber tra i migliori siti per scaricare ebook gratuiti

2018-03-11T22:30:03+00:002 marzo 2018|Categories: Podcast web, Rassegna stampa|Tags: , , |

(voce di SopraPensiero)

Il magazine “ILoveTech.it” cita Liber Liber tra i migliori siti per scaricare ebook gratuiti:

«Liber Liber. Basta un click per scaricare gli ePub gratuiti di tantissimi libri. Nessuna iscrizione e nessun abbonamento. Su Liber Liber, progetto gestito da una associazione, troverete comunque gli eBook a pagamento, qualora vogliate aiutare e sostenere il progetto; potete farlo anche donando un contributo tramite PayPal o carta di credito.

Gli eBook pubblicati da Liber Liber posso essere prelevati e usati a scopi personali gratuitamente, mentre altri usi sono soggetti a diverse tipologie di licenza consultabili nella pagina dedicata (Libri>Licenze).»

L’articolo originale di Giorgia Fanari: http://www.ilovetech.it/i-migliori-siti…, 26 febbraio 2018.

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