Di Marco Vitruvio Pollione tradotta e comentata dal marchese Berardo Galiani

Il De architectura è l’unico integro testo latino di architettura e pertanto il più importante, tra i pochi giunti, in modo più o meno frammentario, fino a noi; l’influenza sulla cultura occidentale è dovuta soprattutto a questa sua unicità. Tuttavia l’influenza dell’opera di Vitruvio sui suoi contemporanei sembra sia stata molto limitata, anche perché il suo trattato fu scritto in un momento in cui l’architettura romana stava per rinnovarsi profondamente con le grandi costruzioni in laterizio e l’utilizzo di volte e cupole, di cui Vitruvio praticamente non si occupa. D’altro canto, la sua autorità in campo tecnico e architettonico è testimoniata dai riferimenti alla sua opera presenti negli autori successivi come Frontino.

Pare che il trattato non abbia esercitato alcuna influenza sull’architettura per tutto il medioevo, anche se suscitò interesse filologico, per esempio alla corte di Carlo Magno e poi, in seguito, in Petrarca, che annotò di sua mano una copia oggi conservata alla Biblioteca Bodleiana dell’Università di Oxford, e in Boccaccio, che ne possedeva una copia. Visto che altre copie sono documentate in Italia a fine Trecento, perde credito il mito della riscoperta fatta nel 1414 a Montecassino da Poggio Bracciolini che comunque deve averne rinvenuta una copia nelle sue ricerche, forse in area tedesca, contribuendo così alla sua diffusione.

Note tratte da Wikipedia
https://it.wikipedia.org/wiki/Marco_Vitruvio_Pollione

Dall’incipit del libro:

L’essere stato Vitruvio sempre considerato non solo come un trattatista d’Architettura, ma come un Scrittor Latino del secolo d’oro, e come uno Scrittore assai dotto e pieno di varia erudizione, ha sempre invogliati egualmente gli Architetti, che gli Eruditi a leggerlo; ma se quelli il piú delle volte si sono arrestati alla bella prima dalla oscurità della lettura per la novità de’ termini, molti de’ quali non si trovano nè anche tradotti nè vocabolari, questi gli ha sgomentati l’ignoranza della materia. Per quelli si era in qualche modo agevolata la strada colle qualunque traduzioni, che fin oggi n’erano state fatte, e specialmente con quella del Barbaro; per questi, come per lo più non esercitati preventivamente negli studj Architettonici, non è stato, nè è regolarmente così. Non sarà dunque, per questi almeno, fuor di proposito questo piccolo trattatino, che premetto tanto ad oggetto di dare una idea compendiosa dell’economia tenuta dall’Autore in tutta l’opera, quanto per ispiegare in questa occasione colle figure avanti i principali termini, de’ quali bisogna precisamente avere idea chiara ed adequata, prima di mettersi a leggere il testo, e far così acquistare almeno un’idea generale di tutto il corpo dell’Architettura.
Per far capire a un colpo d’occhio l’Economia di tutta l’opera, ho stimato formarne il notato Sistema, in cui oltre alle divisioni e suddivisioni delle materie, si trovano ancora notati o i libri interi, o i capitoli, ne’ quali se ne tratta.

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titolo:
L'Architettura
sottotitolo:
Di Marco Vitruvio Pollione tradotta e comentata dal marchese Berardo Galiani
titolo per ordinamento:
Architettura (L')
descrizione breve:
L'unico testo sull'architettura giunto integro dall'antichità e divenuto il fondamento teorico dell'architettura occidentale, dal Rinascimento fino alla fine del XIX secolo. L'opera costituisce inoltre una delle fonti principali della moderna conoscenza sui metodi costruttivi degli antichi romani, come pure della progettazione di strutture, sia grandi (acquedotti, edifici, bagni, porti) che piccole (macchine, strumenti di misurazione, utensili).
autore:
opera di riferimento:
L'architettura di Marco Vitruvio Pollione tradotta e comentata dal marchese Berardo Galiani... - In Napoli: presso i fratelli Terres, 1790. - [2], XX, 272 p., [1], XXV c. di tav.: ill., antip.; fol.
cura:
Berardo Galiani
licenza:

data pubblicazione:
13 dicembre 2018
opera elenco:
A
soggetto BISAC:
ARCHITETTURA / Generale
FICTION / Classici
affidabilità:
affidabilità standard
impaginazione:
Ruggero Volpes, r.volpes@alice.it
pubblicazione:
Catia Righi, catia_righi@tin.it
revisione:
Carlo Liva, cliva51@gmail.com
traduzione:
Berardo Galiani