Dall’incipit del libro:

Sono giunto in Parigi in luglio in una mattinata te pida, con gli occhi gonfi della lettura notturna e con il cervello offuscato dal sangue dei de litti sui giornali sparsi per i tavolini del treno di lusso. L’impressione macabra è entrata con me nel fiacre-automobile che mi conduceva all’hôtel Continental, via Castiglione, 3. La stessa atmosfera della metropoli francese mi pareva quella di un immenso bagno penale. Io ero come in una capitale d i delinquenti. I cittadini e le cittadine invece di darmi il godimento della loro eleganza, mi disseppellivano dal materiale dei ricordi i truci personaggi che hanno mandato il nome all’immortalità del museo criminale. Fra i pedoni vedevo i tipi di coloro che hanno fantasticato dietro la grandezza o sentito il bisogno di arricchirsi in una notte o sognato di ascendere alla sommità della gioia di vi vere con un fattaccio, con una operazione finanziaria o con una strage umana. Le ruote di gomma filavano tra i veicoli in direzione opposta senza darmi le scosse brutali delle vetture pubbliche del secolo scorso e tra la folla del va e vieni affrettato, additavo mentalmente a me stesso i Troppmann, gli Eyrau, i Prado, i Pranzini, le Gabrielle Bompard, le Humbert, i Bontou, i Cornelius Herz e gli altri scrocconi che han no popolato, i salotti delle mondane.

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titolo:
La donna più tragica della vita mondana
titolo per ordinamento:
donna più tragica della vita mondana (La)
autore:
opera di riferimento:
"La donna più tragica della vita mondana: romanzo ambientale", di Paolo Valera; Casa Editrice 'La Folla'; Milano, 1923
licenza:

opera elenco:
D
soggetto BISAC:
FICTION / Classici
affidabilità:
affidabilità standard
impaginazione:
Paolo Alberti, paoloalberti@iol.it
pubblicazione:
Claudio Paganelli, paganelli@mclink.it Alberto Barberi, collaborare@liberliber.it
revisione:
Claudio Paganelli, paganelli@mclink.it