Discorso della virtù feminile e donnesca

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Discorso della virtù feminile e donnesca2018-01-23T15:24:41+00:00

Dall’incipit del libro:

Serenissima Madama. Sogliono le belle donne con vaghezza rimirare o statua o pittura ove alcuna somiglianza loro si vede espressa, e le giovani particolarmente di vagheggiarsi nello specchio e di vedere ivi ogni loro similitudine ritratta hanno vaghezza: ma Vostra Altezza, tutto che bellissima sia di corpo, né ancora sì attempata che non potesse o altrui piacere o di se stessa compiacersi molto, nondimeno né di suo ritratto né di specchio è tanto vaga, quanto di vedere se stessa rinata e ringiovinita ne’ suoi bellissimi figliuoli, de’ quali il Principe è tale, che ben di lui si può cantare quel verso oraziano:

… quo calet iuventus
Nunc omnis et mox virgines tepebunt;

o più tosto quel di Virgilio:

Gratior et pulchro veniens in corpore virtus.

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titolo:
Discorso della virtù feminile e donnesca
titolo per ordinamento:
Discorso della virtù feminile e donnesca
autore:
opera di riferimento:
Discorso della virtu feminile e donnesca di Torquato Tasso; a cura di Maria Luisa Doglio; collezione: Il divano n.120; Sellerio Editore; Palermo, 1997
cura:
Maria Luisa Doglio
licenza:

data pubblicazione:
17 ottobre 2001
opera elenco:
D
ISBN opera di riferimento:
88-389-1335-8
soggetto BISAC:
FICTION / Classici
affidabilità:
affidabilità standard
impaginazione:
Alessandro Levati, plankton@rete039.it
pubblicazione:
Davide de Caro
revisione:
Claudio Paganelli, paganelli@mclink.it