Dall’incipit del libro:

La mia fanciullezza e la mia prima gioventù fino all’età di quindici anni l’ho passata tutta in campagna, in una tenuta di mia madre; e di tutte le persone che io conobbi in quel tempo ormai lontano, nessuna mi è rimasta così viva nella memoria come uno dei nostri vicini, un certo Martino Petrovich Carlof. Del resto, ciò si spiega facilmente, giacchè in tutta la mia vita non ho mai conosciuto un uomo che gli somigliasse.
Figuratevi un gigante: su d’un tronco colossale, alquanto piegata e senza traccia di collo, una testa enorme, coperta d’una selva di capelli arruffati, di color grigio giallastro, che sulla fronte gli arrivavano giù fin quasi alle folte sopracciglia. Sulla larga superficie del suo volto pavonazzo, completamente sbarbato, spiccava un grosso naso camuso, e scintillavano con espressione di fierezza e d’orgoglio due piccoli occhi azzurri; la bocca con le labbra screpolate era anch’essa molto piccola e dello stesso colore di tutto il resto del volto; la voce che usciva da quella bocca, sebbene alquanto rauca, era d’una forza e d’una sonorità straordinaria: il suo tono faceva pensare al fragore altissimo d’alcune sbarre di ferro che fossero trasportate da un carro su d’una strada malamente lastricata: egli parlava sempre così forte come se avesse dovuto farsi sentire, gridando contro vento, da qualcuno che si trovasse al di là di un’ampia valle.

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titolo:
Un Re Lear delle steppe
titolo per ordinamento:
Re Lear delle steppe (Un)
autore:
opera di riferimento:
Un Re Lear delle steppe / Ivan Turgenief - Roma : Societa' editrice laziale, [1903] - 112p. ; 18 cm
licenza:

data pubblicazione:
3 settembre 2014
opera elenco:
R
soggetto BISAC:
FICTION / Classici
affidabilità:
affidabilità standard
impaginazione:
Ferdinando Chiodo, f. chiodo@tiscali. it
pubblicazione:
Claudio Paganelli, paganelli@mclink.it
revisione:
Bartlevy Bartleby, bartlebythescrivener@outlook.it