Il testo è stato gentilmente fornito dalla casa editrice Carlo Mancosu.

Dall’incipit del libro:

Nel febbraio 1916, proseguendo da Roma il dialogo a distanza con l’amico Giuliotti inamovibile dal con tado senese, Tozzi formulava un sintomatico giudizio sul pensiero di Leopardi che avrebbe potuto funzionare anche in chiave autobiografica: “Il suo pessimismo non è basso e non è ateismo: è dolore”. Già Luigi Baldacci ha posto l’accento sulle ascendenze leopardiane della poetica di Tozzi, una visione del mondo in perenne stato di souffrance ma in prospettiva aideologica. Almeno nel primo e non programmatico Tozzi in linea piuttosto con le pulsioni del profondo. La nota formula d’Autore dei “misteriosi atti nostri” quale oggetto privilegiato della narrazione fa luce sulle pagine criptiche e, si è anche detto, per niente amene di questo contemporaneo così poco compreso. Una poetica del concreto, fatta di cose e di atti, appunto, che mantengono un legame privilegiato con il mistero interiore, con quello che nei precoci aforismi di Barche capovolte è “il profondissimo pozzo dell’anima”. Le coordinate della modernità ci sono tutte, dalla crisi di comprensione del reale alle soluzioni adottate per uscire dall’impasse che puntano, com’è naturale nel Novecento, alla coscienza. E proprio in termini di cultura psicologica e scientifica Marco Marchi ha sorprendentemente e proficuamente affrontato il discorso critico su Tozzi, rivelandoci uno scrittore assai meno sprovveduto e di fatto più conscio della propria arte di quanto non fosse mai stato valutato.

Scarica gratis
HTMLHTML + ZIPPDFRTF + ZIPTXT + ZIP

titolo:
Bestie
titolo per ordinamento:
Bestie
autore:
opera di riferimento:
"Bestie" di Federigo Tozzi. Collana diretta da Plinio Perilli Carlo Mancosu Editore Prima edizione: Roma, 1993
licenza:

data pubblicazione:
14 aprile 1996
opera elenco:
B
soggetto BISAC:
FICTION / Classici
affidabilità:
affidabilità standard
impaginazione:
Carlo Mancosu Editore
pubblicazione:
Redazione Liber Liber.
revisione:
Carlo Mancosu Editore