Per gentile concessione del prof. Goffredo Raponi (cenni biografici) che ha curato traduzione e note. Il testo è stato realizzato in collaborazione con l’associazione “Festina Lente C.I.R.S.A.“.

In Inghilterra Re Giovanni governa da tempo, un giorno riceve un’ambasceria dalla Francia, mandata da Filippo Re di Francia, che gli chiede di cedere il trono al di lui giovane nipote Arturo. Tuttavia Giovanni non accetta la perentoria richiesta di Filippo e si prepara alla guerra per sostenere il suo trono. Nella stessa scena interviene il diverbio tra due gentiluomini che si contendono un’eredità: Roberto di Falconbridge e suo fratello Filippo, spogliato dei beni perché ritenuto figlio illegittimo di Riccardo Cuordileone, fratello di Giovanni e precedente Re. La figura fisica di Filippo ricorda molto quella del Cuordileone, mentre il testamento del defunto Sir Roberto disconosce Filippo adducendo a motivo proprio il concepimento avvenuto da parte di Riccardo mentre lui era in servizio d’ambasceria in Germania. Allora interviene la regina madre Eleonora che, riconoscendolo come nipote grazie alla forte somiglianza nel fisico e nella voce, suggerisce a Filippo di cedere le terre di Falconbridge in cambio di un cavalierato, mutuare il proprio nome in quello del padre biologico, Riccardo Plantageneto, ed accompagnare lei e lo zio nella guerra francese.

Sinossi tratta da Wikipedia
http://it.wikipedia.org/wiki/Re_Giovanni

Dall’incipit del libro:

RE GIOVANNI – Allora, Chatillon, dite, che vuole
Francia( ) da noi?

CHATILLON – Così il re di Francia,
dopo avervi mandato il suo saluto,
parla per il mio mezzo alla maestà
– maestà d’accatto – del re d’Inghilterra.

ELEONORA – “Maestà d’accatto”… Stravagante esordio!

GIOVANNI – Silenzio, madre, udiamo l’imbasciata.

CHATILLON – Filippo re di Francia,
nel legittimo nome e nel diritto
del figlio del fratello tuo Goffredo,( )
defunto, Arturo dei Plantageneti,
accampa la giustissima pretesa
al possesso di quest’isola bella
e dei dominii d’Irlanda, Poitou,
Angiò, Turenna e Maine;( )
e t’invita a deporre quella spada
che quelle terre tiene in suo dominio
da usurpatrice, e rassegnarla in pace
nelle mani del tuo nipote Arturo,
loro legittimo signore e re.

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titolo:
Re Giovanni
titolo per ordinamento:
Re Giovanni
autore:
opera di riferimento:
traduzione originale da William Shakespeare, "The Complete Works", a cura del prof. Peter Alexander, Collins, London & Glasgow, 1960, pagg.XXXII - 1376
cura:
Peter Alexander
licenza:

data pubblicazione:
26 ottobre 1999
opera elenco:
R
soggetto BISAC:
FICTION / Classici
affidabilità:
affidabilità standard
impaginazione:
Goffredo Raponi
pubblicazione:
Alberto Barberi
revisione:
Claudio Paganelli, paganelli@mclink.it Catia Righi, catia.righi@risorsei.it
traduzione:
Goffredo Raponi