Per gentile concessione del prof. Goffredo Raponi (cenni biografici) che ha curato traduzione e note. Il testo è stato realizzato in collaborazione con l’associazione “Festina Lente C.I.R.S.A.“.

Dall’incipit del libro:

ORSINO – Oh, la musica, sì!
S’è vero ch’essa è cibo dell’amore,
somministratemene ancora tanto,
che la mia fame alfine d’esso sazia,
possa ammalarsene, fino morire!
Di nuovo quella melodia! Ancora!
Aveva una sì languida cadenza,
che mi sentivo come carezzare
l’orecchio da un soave venticello
che alitando su un prato di violette
ne rubi e ne diffonda la fragranza…
Ma basta, ora cessate…
Non m’è più così dolce come prima.

(Cessa la musica)

Oh, spirito d’amore,
come sei fresco tu, e vivificante,
tu che, se nella tua capacità
puoi ricevere tutto, come il mare,
non ti lasci da nulla penetrare,
qual che ne sia l’altezza e la sostanza,
senza svilirlo di senso e valore
in men che non si creda!
Perché l’amore è sempre così pieno
d’estrose fantasie
da esser alta fantasia da solo.

CURIO – Andrete a caccia oggi, mio signore?
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titolo:
La dodicesima notte
titolo per ordinamento:
dodicesima notte (La)
autore:
opera di riferimento:
traduzione originale da William Shakespe are "The Complete Works", di William Shakespeare, edizione curata dal prof. Pete r Alexander Collins, London & Glasgow, 1951/60 Pagg. XXXII - 1370
licenza:

data pubblicazione:
15 gennaio 2001
opera elenco:
D
soggetto BISAC:
FICTION / Classici
affidabilità:
affidabilità standard
impaginazione:
Goffredo Raponi, pontinus@alfanet.it
Filippo Raponi
Festina Lente C.I.R.S.A., http://www.mclink.it/assoc/festinalente/
pubblicazione:
Maria Mataluno, m.mataluno@mclink.it
revisione:
Claudio Paganelli, paganelli@mclink.it
Catia Righi, catia.righi@risorsei.it
traduzione:
Goffredo Raponi