Per gentile concessione del prof. Goffredo Raponi (cenni biografici) che ha curato traduzione e note. Il testo è stato realizzato in collaborazione con l’associazione “Festina Lente C.I.R.S.A.“.

La commedia degli errori (The Comedy of Errors), o La commedia degli equivoci, è una delle prime commedie di Shakespeare; si crede sia stata scritta tra il 1589 e il 1594. È il più corto e il più farsesco dei suoi lavori: la maggior parte della comicità è data dallo “slapstick” e dallo scambio d’identità, in aggiunta ai giochi di parole e alle paronomasie. La commedia degli errori, (insieme a La tempesta) è uno dei soli due lavori di Shakespeare che osservi le unità classiche della tragedia.

La commedia degli errori racconta la storia di due coppie di gemelli identici separati dalla nascita. Antifolo di Siracusa ed il suo servo, Dromio di Siracusa, arrivano ad Efeso, che si scopre essere la città in cui vivono i loro fratelli gemelli, Antifolo di Efeso ed il suo servo, Dromio di Efeso. Quando i siracusani incontrano gli amici e i familiari dei loro gemelli, inizia una serie di incidenti basati sullo scambio d’identità che portano a baruffe, seduzioni quasi incestuose, l’arresto di Antifolo di Efeso, e le accuse di infedeltà, furto, pazzia e possessione diabolica.

Sinossi tratta e riassunta da Wikipedia
https://it.wikipedia.org/wiki/La_commedia_degli_errori

Dall’incipit del libro:

EGEONE – Procedi pure, Duca, se lo vuoi,a procurarmi l’ultima rovina,e poni, con la mia condanna morte,fine alle mie disgrazie e a tutto il resto.
DUCA – Mercante di Siracusa, è inutile che seguiti a perorar per te: non io infrangerò le nostre leggi. L’inimicizia e la discordia insorte ultimamente dall’astioso oltraggio fatto dal vostro Duca a dei mercanti, nostri probi ed onesti cittadini che, privi del denaro pel riscatto, han suggellato con il loro sangue il rigore dei suoi ordinamenti, escludono ogni moto di pietà per te dai nostri minacciosi sguardi. E ciò perché, dopo il verificarsi di mortali intestini tafferugli tra i sediziosi tuoi compatrioti e noi, è stato sia da voi Siracusani, che da noi stessi, in solenni assemblee, deciso di vietare ogni commercio tra le nemiche nostre due città. Anzi, di più: è stato stabilito, che se un nativo d’Efeso sia visto circolare a Siracusa in mercati ed in fiere, o se un Siracusano faccia approdo ad Efeso… sia condannato a morte, e le sue merci siano confiscate a vantaggio del Duca, salvo ch’egli non paghi una penale di mille marchi per il suo riscatto. La tua sostanza, valutata al massimo, non può ammontare a più di cento marchi. Perciò per legge tu devi morire.
EGEONE – Avrò almeno questo a mio conforto: che eseguita che sia la tua sentenza, sarà anche, col sole di stasera, tramontata ogni mia interna pena.

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titolo:
La commedia degli equivoci
titolo per ordinamento:
commedia degli equivoci (La)
descrizione breve:
Il più corto e il più farsesco dei suoi lavori: la maggior parte della comicità è data dallo "slapstick" e dallo scambio d'identità, in aggiunta ai giochi di parole e alle paronomasie.
autore:
opera di riferimento:
Traduzione originale da William Shakespeare, "The Complete Works", a cura del prof. Peter Alexander, Collins, London & Glasgow, 1960, pagg.XXXII – 1376.
licenza:

data pubblicazione:
16 giugno 2018
opera elenco:
C
soggetto BISAC:
ARTI RAPPRESENTATIVE / Generale
FICTION / Classici
affidabilità:
affidabilità standard
impaginazione:
Goffredo Raponi
Claudio Paganelli, paganelli@mclink.it
Catia Righi, catia.righi@risorsei.it
pubblicazione:
Catia Righi, catia.righi@risorsei.it
revisione:
Claudio Paganelli, paganelli@mclink.it
Catia Righi, catia.righi@risorsei.it
traduzione:
Goffredo Raponi