Per gentile concessione del prof. Goffredo Raponi (cenni biografici) che ha curato traduzione e note. Il testo è stato realizzato in collaborazione con l’associazione “Festina Lente C.I.R.S.A.“.

Dall’incipit del libro:

Sicilia, il palazzo di Leonte
Entrano ARCHIDAMO e CAMILLO

ARCHIDAMO – Se v’accadrà, Camillo, vi dicevo,
di visitare un giorno la Boemia
per una circostanza come questa
ond’io mi trovo adesso qui in servizio,
constaterete quanto sia diversa
dalla vostra Sicilia.

CAMILLO – Giustappunto
credo che questa estate il nostro re
abbia in mente di rendere al Boemia
la visita di Stato che gli deve.

ARCHIDAMO – Se l’accoglienza che potremo offrirgli
non ci farà arrossire di vergogna,
il nostro affetto ce ne scuserà,
perché davvero noi…

CAMILLO – Ovvia, vi prego…

ARCHIDAMO – No, no, vi parlo assai liberamente,
sapendo quel che dico: noi laggiù
non potremo in egual magnificenza,
in sì prezioso… non so se mi spiego…
Vorrà dire che vi propineremo
tali bevande da indurvi in torpore
e far che i vostri sensi, obnubilati,
s’inclinino, se non proprio a lodare,
a giudicare con minor durezza
la nostra insufficienza.

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titolo:
Il racconto d'inverno
titolo per ordinamento:
racconto d'inverno (Il)
autore:
opera di riferimento:
traduzione originale da William Shakespeare, "The Complete Works", a cura del prof. Peter Alexander, Collins, London & Glasgow, 1960, pagg.XXXII - 1376
licenza:

data pubblicazione:
4 maggio 1998
opera elenco:
R
soggetto BISAC:
FICTION / Classici
affidabilità:
affidabilità standard
impaginazione:
Goffredo Raponi
Filippo Raponi
Festina Lente C.I.R.S.A., http://www.mclink.it/assoc/festinalente/
pubblicazione:
Redazione Liber Liber
revisione:
Catia Righi, adaolio@risorsei.it
Claudio Paganelli, paganelli@mclink.it
traduzione:
Goffredo Raponi