Per gentile concessione del prof. Goffredo Raponi (cenni biografici) che ha curato traduzione e note. Il testo è stato realizzato in collaborazione con l’associazione “Festina Lente C.I.R.S.A.“.

Antonio, triumviro di Roma insieme ad Ottaviano e a Marco Emilio Lepido, si è fermato in Egitto dopo essersi innamorato della regina Cleopatra. Antonio riceve la notizia che sua moglie, Fulvia, si è ribellata contro Ottaviano, ed è morta. Ora il triumvirato è minacciato da Sesto Pompeo, figlio del Pompeo avversario di Giulio Cesare. Pompeo ha raccolto una flotta, insieme ai pirati Menecrate e Mena e controlla la Sardegna e la Sicilia. A causa di questa situazione, Antonio è consapevole che deve tornare a Roma. Nonostante l’opposizione di Cleopatra, parte.

Tornato a Roma, Ottaviano convince Antonio a sposare sua sorella, Ottavia, per saldare i legame tra i due generali. Il luogotenente di Antonio, Enobarbo, sa che Ottavia non potrà appagarlo, dopo esser stato con Cleopatra. In un famoso passo, egli descrive il fascino di Cleopatra con un’iperbole: “L’ età non può appassirla, né l’abitudine rendere insipida la sua varietà infinita: le altre donne saziano i desideri che esse alimentano, ma ella affama di sé laddove più si prodiga: poiché le cose più vili acquistano grazia in lei, così che i sacerdoti santi la benedicono nella sua lussuria.”

Un indovino mette in guardia Antonio: “se giochi con lui ad un gioco qualunque, sei sicuro di perdere”

In Egitto, Cleopatra viene a sapere del matrimonio di Antonio, e mette in atto una terribile vendetta nei confronti del messaggero che le riferisce la notizia. La sua collera si placa solo quando le sue cortigiane le assicurano che Ottavia è brutta, almeno secondo i canoni estetici elisabettiani: bassa, rozza, con il viso rotondo e con capelli sciupati.

Sinossi tratta da Wikipedia
http://it.wikipedia.org/wiki/Antonio_e_Cleopatra_(Shakespeare)

Dall’incipit del libro:

FILONE – Bah, mi pare che il nostro generale
con questa sua amorosa infatuazione
stia davvero passando la misura:
quegli occhi che hanno sempre folgorato
come quelli di un Marte corazzato,
su guerresche falangi, ora dimessi,
in atto di servile devozione
abbassano lo sguardo su una fronte
del colore del bronzo.( )
Quel suo cuore di grande condottiero
che nel cozzo d’asprissime battaglie
gli ha schiantato le fibule sul petto,( )
rinnegato ogni senso di ritegno,
s’è ridotto ad un mantice, a un ventaglio
per raffreddar gli ardori d’una zingara.

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titolo:
Antonio e Cleopatra
titolo per ordinamento:
Antonio e Cleopatra
autore:
opera di riferimento:
traduzione originale da William Shakespeare "The Complete Works", di William Shakespeare edizione curata dal prof. Peter Alexander Collins, London & Glasgow, 1951/60 Pagg. XXXII - 1370
cura:
Peter Alexander
licenza:

data pubblicazione:
15 marzo 2001
opera elenco:
A
soggetto BISAC:
FICTION / Classici
affidabilità:
affidabilità ottima
impaginazione:
Goffredo Raponi, pontinus@alfanet.it Filippo Raponi Festina Lente C.I.R.S.A., http://www.mclink.it/assoc/festinalente/
pubblicazione:
Maria Mataluno
revisione:
Claudio Paganelli, paganelli@mclink.it Catia Righi, catia.righi@risorsei.it
traduzione:
Goffredo Raponi