Luigi Siciliani

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Luigi Siciliani 2015-03-06T11:26:40+00:00

Luigi Siciliani nasce a Cirò (Catanzaro) il 15 febbraio 1881, da Mario e Antonietta Catanzaro. Frequenta a Roma il Collegio Nazareno, per poi laurearsi, presso l’ateneo romano, in giurisprudenza prima (1903), e in lettere poi (1904). Stringe amicizia con Luigi Pietrobono, rettore del Nazareno, e con Luigi Valli; entrato in rapporto con il Pascoli, ne diviene subito, oltreché amico, esegeta e commentatore. La sua prima opera pubblicata è difatti L’opera poetica di Giovanni Pascoli (Ravenna, 1904). Ma già da tempo scriveva poesie. Raccoglie la sua prima produzione lirica in alcuni volumi – Sogni Pagani (Roma 1906; Milano, 1912), Rime della Lontananza (Roma, 1906; Milano, 1912), Corona (Roma, 1907; Milano, 1912), Arida Nutrix (Roma, 1909; Milano, 1912) – di intonazione classicista, ma non senza inclinazioni neo-alessandrine e decadenti.

Nel 1907 il Siciliani sposa Ermelinda D’Angelo (ne avrà un figlio, Ferdinando), e si trasferisce a Milano.

Quivi svolge attività, oltreché letteraria (rilevante la sua collaborazione alla «Riviera Ligure»), politica, costituendo nel 1911, assieme a Gualtiero Castellini, un gruppo nazionalista e successivamente fondando e dirigendo, assieme a Carlo Peverelli, il settimanale interventista «Tricolore». Ma sono del 1909 le satiriche Poesie per ridere e una traduzione delle Lettere di una monaca portoghese; del 1911, una antologia di poeti di lingua inglese voltati in italiano, Canti perfetti (in seconda edizione, Poeti inglesi moderni, 1924); del 1912, L‘Amore oltre la Morte e altre Poesie, una traduzione dei Baci di Giovanni Secondo, e una Commemorazione di Giovanni Pascoli; del 1913, la raccolta Studi e Saggi. Nel 1910 era invece apparso un suo romanzo, Giovanni Francica (seconda edizione, 1974). Dello stesso periodo, una antologia per una «Biblioteca dei ragazzi», Il libro della Poesia, e la prefazione alla traduzione de La reliquia di Eca de Queiroz, che Gramsci ricorderà nei suoi Quaderni (la traduzione è opera, con lo pseudonimo Paolo Silenziario, della moglie del Siciliani).

All’entrata in guerra dell’Italia il Siciliani è volontario, e giunge al grado di capitano di fanteria. È dapprima in zona di operazioni, poi addetto alla Propaganda Nazionale presso il Comitato Supremo.

Nel 1918 raccoglie in volume alcuni scritti critici e polemici (I volti del nemico); nel 1919 è alla Camera dei Deputati, eletto in una lista di ex-Combattenti di Catanzaro. Rieletto nel 1921, fa parte del gruppo nazionalista. Nel 1922 è sottosegretario alle Belle Arti nel ministero Facta; ed è il solo, di quella compagine ministeriale, ad essere confermato nella carica dal nuovo premier Mussolini. Ma anche in questi anni, prevalentemente dedicati alla vita politica, il Siciliani scrive, e traduce, poesie. Pubblica nel 1919 la traduzione di due carmi di Rutilio Namaziano e di Claudiano (A Roma); nel 1920, le liriche di Per consolare l’anima mia; nel 1921 una lungamente preparata versione del V libro della Palatina (Erotici); nel 1923, L‘altare del fauno. La sua attività politica continua con la terza elezione a deputato nel 1924, ma lo stesso anno il Siciliani cade malato di nefrite; muore in Roma il 24 maggio 1925.

Luigi Siciliani è stato in amicizia, dimestichezza e carteggio, oltreché con il Pascoli (il quale gli ha dedicato alcune poesie ), con il D’Annunzio, con Guido Gozzano, Emilio Cecchi, Marino Moretti, Alfredo Panzini, Sem Benelli, Ada Negri, con il Borgese, il Bellonci, la Sarfatti, i futuristi Marinetti e Boccioni, e molti altri. Ha avuto, tra gli illustratori dei suoi libri, Alberto Martini e Duilio Cambellotti. Su di lui hanno scritto Domenico Oliva, Ettore Janni, Francesco Pastonchi, Ettore Romagnoli, G.P. Lucini, Ferdinando Paolieri, Emilio Cecchi, Sem Benelli, Goffredo Bellonci, G.A. Borgese (col quale poi ruppe l’amicizia), Piero Pancrazi, e, in tempi più recenti, Gianfranco Folena, Enrico Ghidetti ed Ennio Bonea. Nel 1977 l’Editore Einaudi ha ristampato Poeti erotici dell’Antologia Palatina, introduzione di Glauco Viazzi. Nel 1979, Enrico Ghidetti ha infine pubblicato, dopo l’anticipazione fattane nel lontano 1926 da Arnaldo Fratelli, Le lettere di Giovanni Pascoli a Luigi Siciliani (editore Sansoni): vi compaiono sessantotto scritti indirizzati da Pascoli al Siciliani. L’archivio Siciliani offre un vasto epistolario tra cui lettere di D’Annunzio, de Unamuno, Gozzano, Panzini, ecc.

Fonti:

  • Spartaco Di Bella, Luigi Siciliani, Tipografia fata Morgana, Reggio Calabria 1932.
  • Notizia, in appendice a Canti pagani e altre poesie classiche, All’insegna del pesce d’oro Milano 1982.

Note biografiche a cura di Paolo Alberti.

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Autore:
Luigi Siciliani
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Siciliani, Luigi
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