Arcadia 2018-01-31T12:37:26+00:00

Arcadia è un prosimetro (componimento misto di prosa e di poesia), di ambientazione pastorale. Il poeta aveva composto fin dal 1480 delle ecloghe in versi di ispirazione classica (Virgilio, Teocrito), e col tempo attorno a queste aggregò le altre egloghe e le parti in prosa; il testo è oggi costituito da 12 egloghe e 12 prose, più un congedo intitolato Alla sampogna. L’opera circolò lungamente manoscritta, ebbe un’edizione scorretta e parziale finché non fu stampata a Napoli nel 1504. Nell’opera si narrano le vicende del pastore Sincero, sotto le cui vesti si nasconde il poeta, nella terra greca dell’Arcadia tra i pastori che trascorrono le loro giornate tra riti e tenzoni di canto (secondo quanto tramandato dalla tradizione classica). L’opera, ricca di riferimenti classici e di complessità metriche, tuttavia, è continuamente pervasa da un ricorrente malinconia (tipica del poeta anche nelle Rime) e da presagi di morte, nel segno dei quali si conclude il testo, con la visione dell’arancio abbattuto (la discesa di Carlo VIII di Francia a Napoli) e la morte della donna amata e il doloroso ritorno alla realtà. L’opera, che sostanzialmente inventava nel mondo moderno il mito di questa terra edenica del mondo classico, ebbe un profondo impatto sulla letteratura di tutta Europa fino alla metà del XVII secolo (Accademia dell’Arcadia) tanto da divenire un vero luogo comune.

Dall’incipit del libro:

Sogliono il più de le volte gli alti e spaziosi alb eri negli orridi monti da la natura produtti, più c he le coltivate piante, da dotte mani espurgate, negli ad orni giardini a’ riguardanti aggradare; e molto più per i soli boschi i selvatichi ucelli sovra i verdi rami cantando, a chi gli ascolta piacere, che per le piene cittadi, dentro le vezzose et ornate gabbie n on piacciono gli ammaestrati. Per la qual cosa ancora, sì come io stimo, addiviene, che le silvest re canzoni vergate ne li ruvidi cortecci de’ faggi dilettino non meno a chi le legge, che li colti ver si scritti ne le rase carte degli indorati libri; e le incerate canne de’ pastori porgano per le fiorite v alli forse più piacevole suono, che li tersi e preg iati bossi de’ musici per le pompose camere non fanno.

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Opera:
Arcadia
Opera ordinamento:
Arcadia
Autore:
Fonte:
Iacopo Sannazzaro, Opere Volgari. A cura di A.l Mauro, Bari, Laterza 1961
Licenza:
Creative Commons "Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale", http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/4.0/

Data:
22 marzo 1999
Opera elenco:
A
Soggetto BISAC:
FICTION / Classici
Affidabilità:
Affidabilità standard
Impaginazione:
Roberto Gagliardi, jaufre@tin.it
Revisione:
Roberto Gagliardi, jaufre@tin.it