Umberto Ricci

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Umberto Ricci 2017-03-16T14:09:39+00:00

Umberto RicciUmberto Ricci nacque a Chieti il 20 febbraio 1879 da Cesario, impiegato in Prefettura, e Filomena Zulli proveniente da famiglia di proprietari terrieri. Nel 1896, a soli 17 anni, consegue il diploma di ragioneria presso il locale Istituto Tecnico situato nella strada che oggi porta il suo nome.

Nel 1897 vinse un concorso per funzionario del Ministero dell’Agricoltura, Industria e Commercio, e si trasferì a Palermo e, successivamente, in Basilicata. Non smise tuttavia di dedicarsi allo studio dell’economia.

Nel 1904 e nel 1905 fece le sue prime pubblicazioni sul “Giornale degli Economisti”; i saggi erano intitolati Curve crescenti di ofelimità elementari e di domanda, e La misurabilità del piacere e del dolore. Già in questi articoli si vedeva la sua presa di distanza dalle teorie ordinaliste di Pareto.

Queste pubblicazioni gli aprirono la strada per l’abilitazione all’insegnamento dell’economia politica, della scienza delle finanze e della statistica, che ottenne superando a pieni voti gli esami presso la Scuola Superiore di Commercio di Venezia.

Ghino Valenti, ben noto economista agrario che faceva parte della commissione d’esame, lo invitò a collaborare con lui alla prima formazione del catasto agrario, e per questa ragione si trasferì a Roma, dove conobbe i maggiori economisti dell’epoca, tra cui Pantaleoni del quale divenne discepolo, e Luigi Einaudi che lo introdusse all’Istituto Internazionale dell’Agricoltura del quale divenne ben preso direttore.

Nel frattempo procedeva la sua carriera di docente universitario, dapprima a Macerata (1912), a Parma (1914), a Pisa (1918) e Bologna (1922), con incarichi sia di statistica che di economia politica. Nel 1924 succede a Pantaleoni, scomparso da poco, nell’insegnamento di economia politica a Roma. Già nel 1919 aderisce al partito liberale diventando rapidamente dirigente della sezione romana.

La sua critica alla politica economica del primo dopoguerra fu serrata. Si dedicò a dimostrare in vari scritti il fallimento delle iniziative della politica annonaria e questo lo condusse ad entrare nel gabinetto De Stefani, noto economista, chiamato da Mussolini al ministero delle finanze e del tesoro. Da ricordare che il partito liberale sosteneva all’epoca il primo governo Mussolini. L’affinità tra De Stefani e Ricci era evidenziata soprattutto dalla convinzione che il settore pubblico dell’economia non contribuisse al processo di accumulazione, ma semmai lo rallentasse. Non si può negare che l’attività dei due raggiungesse dei risultati e il periodo 1922-1925 fu quello, del ventennio fascista, dove l’incremento dei profitti del settore industriale fu più rilevante.

L’illusione di Ricci terminò comunque sei mesi prima delle dimissioni di De Stefani, nel luglio 1925, quando il regime decretò le prime leggi liberticide, di censura, l’abbandono dello stato parlamentare e l’inizio della dittatura vera e propria. Nel 1926 e 1927 pubblica già alcuni scritti sul risparmio e la tassazione in dissenso con la politica economica del regime, ma nel 1928, con lo scritto La scienza e la vita in difesa dell’economia come scienza, la rottura è definitiva. Immediato l’allontanamento dall’insegnamento e la collocazione a riposo. Ricci diventa quindi esule andando a insegnare Scienza delle finanze all’università del Cairo (Egitto) dove rimane per circa dieci anni, continuando ad affiancare all’attività di insegnamento quella dello studioso e del ricercatore.

Ritorna in Italia nel 1940, poco prima dell’entrata in guerra, ma per poco, poiché viene chiamato a Istanbul dal governo turco per insegnare Economia politica teorica nella locale università. A guerra finita e scomparso il regime fascista si appresta a tornare in patria, chiamato ad insegnare economia politica a Roma. Ma il 3 gennaio 1946, proprio mentre attende di imbarcarsi per l’Italia, muore. Le sue spoglie tornarono “a casa” solo il 25 febbraio 1950.

Fonti:

  • P. Bini – A.M. Fusco: Umberto Ricci (1879-1946). Economista militante e uomo combattivo. Firenze, 2004.
  • L. Einaudi: Commemorazione del corrispondente Umberto Ricci. Atti della Accademia nazionale dei Lincei, anno 343, 1946, Serie 8.
  • Giovanni Busino: Materiali per la bio-bibliografia di Umberto Ricci: Bibliografia di Umberto Ricci. Firenze 2002 (Estr. da: Annali della Fondazione Luigi Einaudi).

Note biografiche a cura di Paolo Alberti

Elenco opere (click sul titolo per il download gratuito)

  • Il capitale
    Saggio di economia teoretica
    Uno dei primi grandi lavori di Ricci, incentrato sull'analisi dei concetti di produzione e di consumo.
 
Autore:
Umberto Ricci
Ordinamento:
Ricci, Umberto
Elenco:
R