Jean-Philippe Rameau

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Jean-Philippe Rameau 2017-02-07T15:08:45+00:00
Jean-Philippe Rameau

Jean-Philippe Rameau (Digione, 25 settembre 1683 – Parigi, 12 settembre 1764) è stato un compositore, clavicembalista, organista e teorico della musica francese.

In gioventù, Jean-Philippe si concede un breve soggiorno in Italia, che non lo porta più lontano di Milano, per poi esercitare la sua professione in giovane età e all’inizio della sua carriera in diverse città (Avignone, Lione, Clermont-Ferrand). Si stabilisce successivamente a Parigi e completa gli studi sotto la guida dell’organista Louis Marchand (1669-1732), la cui influenza è ravvisabile nel suo primo libretto (livre di pièces) per clavicembalo.

Rameau diviene quindi titolare di organi in diverse chiese di Parigi, Avignone e Clermont-Ferrand, senza comunque lasciare alcuna opera per questo strumento, solamente le opere teoriche Premier livre de pièces de clavecin e Traité de l’harmonie reduite à ses principes naturales.

Protetto del fattore generale Alexandre Le Riche de la Pouplinière, dal 1744 vive con la moglie Marie-Louise Mangot, anch’ella musicista, in un appartamento nel palazzo di sua proprietà in rue Richelieu a Parigi. La coppia vi risiede per dodici anni, mentre Rameau dirige l’orchestra privata del suo mecenate, con la quale si permette di sperimentare nuovi metodi di strumentazione e composizione.

All’età di cinquant’anni, il suo corpus è ancora limitato a qualche mottetto, qualche cantata e a tre raccolte di pezzi per clavicembalo. A quell’epoca, i suoi contemporanei Vivaldi, Bach e Händel avevano già composto una mole di lavori ben più nutrita. Ad ogni modo, i due ultimi libri fanno vanto di una grande originalità, piazzandosi senza dubbio al vertice della letteratura francese per questo strumento.

Dopo svariate prove infruttuose, riesce nel 1733 a far rappresentare il suo primo lavoro teatrale importante, la tragédie lyrique Hippolyte et Aricie, superiore per ricchezza e profondità strumentale persino alla tradizione di Lully. Malgrado la riprovazione in circolo tra i seguaci di Lully, che consideravano questo tipo di musica troppo moderna, in contrasto con i fan di Rameau stesso che la sapevano geniale, il successo immediato gli concede il posto maiuscolo di compositore di ruolo alla corte di Luigi XV. Tragédies lyriques, pastorals héroïques, atti di balletti si succedono quasi senza interruzione sui palchi di corte fino alla sua morte, avvenuta il 12 settembre 1764.

Rameau cambierà spesso librettista, non riuscendo a trovarne uno che potesse produrre un testo di qualità equivalente alla sua musica. È pur vero che è alquanto esigente, poco accomodante e, sembra, anche assai tirchio.

Rameau è uno degli attori principali nella Querelle des bouffons che lo oppone a Jean-Jacques Rousseau e ad altri musicisti e teorici della musica. La polemica esplose nel 1752, a causa del confronto tra la tragédie lyrique (tradizione francese) e l’opera buffa, importata dall’Italia. Ne risultarono relazioni assai velenose; per il Nostro, è la armonia ad essere inscritta nell’istinto dell’Uomo e nella stessa natura dei suoni, e non già la melodia come il rivale affermava; è pertanto l’armonia a reggere la musica, non essendo la melodia nient’altro che un’estrinsecazione di essa.

La sua opera di teorico (Trattato dell’armonia ridotta ai suoi principi naturali) è assai importante, poiché su di essa si fonda la moderna concezione tonale e la moderna teoria degli accordi e dell’armonia. Essa è anteriore alla sua carriera di compositore di musica per il teatro: per la doppia qualità di teorico e musicista, Rameau ricevette da Voltaire (suo ammiratore, e, in più di un’occasione, suo librettista) il soprannome di Euclide-Orfeo.

Alcuni pezzi composti da Rameau sono conosciutissimi anche dal grande pubblico. Tra le composizioni più celebri, infatti, spiccano dei brani appartenenti alle miscellanee composte per clavicembalo. Celeberrima è La Poule, dalla raccolta delle Nouvelles Suites de Pièces de Clavecin: con questo pezzo Rameau cerca di seguire la strada tracciata da Antonio Vivaldi e partorisce uno dei capolavori assoluti della musica a programma. La breve composizione cerca di imitare il verso della gallina attraverso l’utilizzo di abbellimenti come trilli e acciaccature ed esercita un certo fascino sugli ascoltatori.

Oltre alla Poule, sempre alla stessa antologia appartiene la altrettanto nota Egyptienne. L’Egyptienne, ossia la Fanciulla Egizia, è un altro di quei piccoli gioielli snocciolati dal compositore francese che si sono guadagnati un fascino senza tempo. Il breve pezzo è impreziosito da numerosi abbellimenti che intendono rievocare le atmosfere orientali, l’arrivo della fanciulla a corte e la sua danza sibaritica capace di ipnotizzare qualsiasi uomo.

Da ricordare anche Le Rappel des Oiseaux, dal ritmo vivace e spigliato, imperniata sui motivi tanto cari ai compositori barocchi. Non si può dimenticare il celeberrimo Tambourin, il cui vigore quasi ancestrale ha sedotto miglia di ascoltatori anche dopo la morte di Rameau. Famoso è anche Les Cyclopes, uno squisito spaccato musicale sul fantastico mondo dei Ciclopi, alma di ispirazione per musicisti e poeti.

Tra le ouverture più celebri sono da ricordare quella per Pygmalion, Le Temple de la Gloire, Castor et Pollux, Platée, Les Fêtes d’Hébé, Zoroastre, Dardanus, e le ancor più celebri Les Paladins e Hippolyte et Aricie. Particolarmente noti i ritornelli che includeva nelle sue opere, come quelli in Dardanus e in Hippolyte et Aricie. La sua opera più conosciuta rimane probabilmente Les Indes Galantes, dalla quale Danse du Calumet de la Paix (Rondeau) e la Ciaccona finale.

Note biografiche tratte e riassunte da Wikipedia
https://it.wikipedia.org/wiki/Jean-Philippe_Rameau

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Autore:
Jean-Philippe Rameau
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Rameau, Jean-Philippe
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