Dall’incipit del libro:

Questo libro è l’illustrazione d’una visuale: d’una visuale scettica e pessimista. Giacché, sebbene da molti astrattisti della critica si ponga il dilemma: o pessimismo (che è affermazione d’una conoscenza della realtà) o scetticismo (che è dichiarazione dell’impossibilità di conoscere), e riguardo al Leopardi si dica: non fu definitivamente scettico perché fu pessimista; chiunque non si limita ad anatomizzare, magari acutamente, le situazioni dall’esterno, ma le vive interiormente, sente con perfetta chiarezza che scetticismo e pessimismo sono rami del medesimo tronco. Dalla intuizione scettica la cui affermazione finale è: la realtà è irrazionale ed assurda e perciò incomprensibile, scaturisce ovviamente, e naturalmente con essa si congiunge, l’intuizione pessimista cioè: e appunto perché irrazionale ed assurda questa realtà è dolorosa e disperante. Del resto, meglio di qualsiasi discussione credo che questo libro stesso fornisca la prova che scetticismo e pessimismo (quantunque non sempre e necessariamente avvenga che il pollone scettico dia fuori quello pessimista e talvolta o spesso accada che il primo cresca e perduri pur senza generare il secondo) rampollano spontaneamente dalla medesima radice.

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titolo:
La filosofia dell'assurdo
titolo per ordinamento:
filosofia dell'assurdo (La)
autore:
opera di riferimento:
La filosofia dell'assurdo / Giuseppe Rensi; - Milano : Adelphi, [1991] - 230 p. ; 18 cm. - (Piccola biblioteca Adelphi ; 260)
licenza:

data pubblicazione:
17 gennaio 2012
opera elenco:
F
ISBN opera di riferimento:
978-88-459-0810-1
soggetto BISAC:
FICTION / Classici
affidabilità:
affidabilità standard
impaginazione:
Paolo Alberti, paoloalberti@iol.it
pubblicazione:
Catia Righi, catia_righi@tin.it
revisione:
Catia Righi, catia_righi@tin.it