Giuseppe Rensi

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Giuseppe Rensi2018-02-07T12:06:58+00:00

Giuseppe RensiGiuseppe Rensi nacque a Villafranca di Verona il 31 maggio 1871. Il padre Gaetano era medico e la madre si chiamava Emilia Wallner. Dopo il liceo, frequentato a Verona, frequentò giurisprudenza dapprima a Padova e infine a Roma dove conseguì la laurea nel 1893.

Molto giovane iniziò a collaborare a periodici di ispirazione socialista, come «Rivista popolare», diretta da Napoleone Colajanni e «Critica Sociale», diretta da Filippo Turati. Proprio su invito di quest’ultimo si trasferì a Milano dove iniziò a frequentare più assiduamente gli ambienti socialisti. Collaborò anche con il periodico «La lotta di classe».

Fu costretto a riparare in Svizzera in seguito ai moti del 1898. In contumacia venne condannato a 11 anni di carcere. Nel 1903, ottenuta la cittadinanza svizzera, divenne il primo deputato socialista del parlamento del Canton Ticino. Visse a Bellinzona dove lavorò come avvocato e si sposò con la pedagogista Lauretta Perucchi, dalla quale ebbe due figlie, Emilia e Algisa.

Anche in Svizzera collaborò con diversi giornali locali tra i quali «Il Dovere» di Luigi Colombi e «L’Azione» diretto da Carlo Maggini. Fu caporedattore di «Coenobium» di Enrico Bignami. Al rientro in Italia conobbe a Como Mussolini, anche lui reduce dall’esilio a Lugano. Si concentrò quindi sugli studi filosofici, sviluppando nei volumi Il genio etico ed altri saggi e La trascendenza un neoidealismo trascendente influenzato dal pensiero di Josiah Royce. Fu eletto nel consiglio comunale e provinciale di Verona.

Nel 1911 ebbe la libera docenza in filosofia morale a Bologna, ma si trasferì subito a Ferrara dove insegnò nel biennio 1913-1914, a Firenze nel 1914-16. Dopo una breve permanenza a Messina si trasferì stabilmente a Genova dove abitò in via Palestro.

L’esperienza della prima guerra mondiale mandò in crisi le sue convinzioni idealistiche conducendolo verso le scetticismo; «Fu mentre ero all’università di Messina, intorno al 1916 – Scrive nella sua autobiografia intellettuale – che acquistai io stesso piena consapevolezza dell’indole scettica della mia mente e che gli sparsi ingredienti scettici sempre presenti nel mio spirito, vennero a fondersi in un tutto armonico e completo. E ciò che produsse in me questa “illuminazione” fu soprattutto la guerra».

La prima formulazione teorica di questa linea scettica del suo pensiero sono i Lineamenti di filosofia scettica del 1919. In quell’opera Rensi sosteneva che la guerra aveva distrutto la fede ottimistica nell’universalità della ragione, sostituendola con lo spettacolo tragico della sua pluriversalità. Espose nella Filosofia dell’autorità (1921) la traduzione politica di questa concezione.

Dopo una prima simpatia per il regime fascista divenne oppositore. Certamente anche la “vecchia ira” nei confronti della filosofia idealista concorse a questa sua scelta nel momento in cui la dottrina idealistico-gentiliana divenne copertura ideologica del regime. Rensi caldeggiò infatti il progetto di una “rivistina snella e polemica” contro i neoidealisti, progetto nel quale cercò di coinvolgere Guglielmo Ferrero, Antonio Aliotta, Ettore Romagnoli, Ernesto Bonaiuti, Ernesto Lugaro, Alfredo Cesareo, Piero Martinetti e Adriano Tilgher.

Nel 1925 sottoscrisse il Manifesto degli intellettuali antifascisti di Benedetto Croce, nonostante i rapporti tra i due fossero tutt’altro che buoni. Dopo un intenso e a tratti cordiale rapporto epistolare nel primo decennio del Novecento, anche con Gentile i rapporti furono in seguito tesi e da avversari dichiarati.

Iniziò qui una vera persecuzione nei suoi confronti da parte del fascismo: nel 1927 fu sospeso dall’insegnamento per incompatibilità col regime; fu momentaneamente riammesso all’insegnamento, ma nel 1930 fu arrestato assieme alla moglie per cospirazione politica, arresto al quale seguì una breve reclusione, e nel 1934 fu definitivamente destituito dall’insegnamento con la perdita della cattedra di filosofia morale all’Università di Genova e con il suo confinamento in un ufficio della biblioteca universitaria finalizzato alla stesura di una bibliografia ligure.

In questi anni la sua produzione intellettuale si frammentò e prese prevalentemente la forma di diario (Scheggie, 1930, Impronte, 1931; Cicute, 1931; Sguardi, 1932; Scolii, 1934; Frammenti di una filosofia dell’errore e del dolore, del male e della morte, 1937). Negli ultimi anni scrisse ancora i Paradossi d’estetica (1937), Dialoghi dei morti (1937), Autobiografia intellettuale. La mia filosofia. Testamento filosofico (1939). Postumi sono usciti le Lettere spirituali (1943) e Il sale della vita. Saggi filosofici (1951).

Morì il 14 febbraio del 1941 in seguito a complicazioni seguite a un intervento chirurgico addominale. È sepolto al cimitero di Staglieno e sulla sua lapide è inciso il motto “Etsi omnes non ego”.

Le figlia Emilia, nota libera pensatrice e collaboratrice di riviste anarchiche («Volontà») e di iniziative editoriali in ambito libertario, ha donato l’abbondante archivio di lettere e documenti del padre all’Università Statale di Milano. È deceduta del 1990. La sorella Algisa prese gli ordini monastici e visse nel convento di Lugo di Romagna dove è morta nel 1994.

Bibliografia:

  • Una Repubblica italiana: il Canton Ticino, «Critica sociale», Milano 1899; ristampato da Armando Dadò ed., Locarno, 1994.
  • Gli “Anciens Régimes” e la democrazia diretta. I e II ed., Colombi, Bellinzona 1902. III ed., Libreria Politica Moderna, Roma 1926. Come La democrazia diretta, Adelphi, Milano 1995.
  • L’immoralismo di Nietzsche, Carlini, Genova 1905.
  • Le antinomie dello spirito, Soc. Libr. Ed. Petremolese, Piacenza 1910.
  • Sic et non: metafisica e poesia, Libr. Ed. Romana, Roma 1910.
  • Il genio etico ed altri saggi, Laterza, Bari 1912.
  • Il fondamento filosofico del diritto, Ed. Libr. Petremolese, Piacenza 1912.
  • Sulla risarcibilità dei danni morali, Soc. Coop. Tip., Verona 1913.
  • Formalismo e amoralismo giuridico, Cabianca, Verona 1914.
  • La trascendenza: studio sul problema morale, Bocca, Torino 1914.
  • Istinto, morale e religione, Ist. Tip. Riuniti, Bologna 1917.
  • Lineamenti di filosofia scettica, Zanichelli, Bologna 1919.
  • La scepsi estetica, Zanichelli, Bologna 1920.
  • La filosofia dell’autorità, Sandron, Palermo 1920; ristampato da De Martinis & C, Catania, 1993.
  • Polemiche antidogmatiche, Zanichelli, Bologna 1920.
  • L’orma di Protagora, Treves, Milano 1920.
  • Principi di politica impopolare, Zanichelli, Bologna 1920.
  • Introduzione alla scepsi etica, Perrella, Napoli 1921.
  • Teoria e pratica della reazione politica, La Stampa Commerciale, Milano 1922.
  • L’amore e il lavoro nella concezione scettica, Soc. Ed. Unitas, Milano 1923. Ristampa Battiato, Catania 1933.
  • Dove va il mondo?, «Inchiesta fra gli scrittori italiani», Libreria Politica Moderna, Roma 1923.
  • L’irrazionale, il lavoro, l’amore, Soc. Ed. Unitas, Milano 1923.
  • Interiora rerum, Soc. Ed. Unitas, Milano 1924. Rielaborato ne La filosofia dell’assurdo, Corbaccio, Milano 1937. Ripubblicato a cura di R. Chiarenza, Adelphi, Milano 1991.
  • Apologia dell’ateismo, Formiggini, Roma 1925. Ristampato a cura di R. Chiarenza, La Fiaccola, Ragusa s.d. (ma 1967) e a cura e con introduzione di Armando Torno, La vita Felice Milano 2009.
  • Realismo, Soc. Ed. Unitas, Milano 1925.
  • Apologia dello scetticismo, Formiggini, Roma 1926.
  • Autorità e libertà: le colpe della filosofia, Libreria Politica Moderna, Roma 1926. Ristampato a cura di G. Perez, Roma 1991 e a cura di A. Montano, Bibliopolis, Napoli 2003.
  • Il materialismo critico, Casa Ed. Sociale, Milano 1927. Ampliato, Casa del Libro, Roma 1934.
  • Spinoza, Formiggini, Roma 1929. Ampliato (ed. postuma) Bocca, Torino 1942. Ristampato a cura di A. Montano, Guerini, Milano 1999.
  • Scheggie: pagine di un diario intimo, Bibl. Ed., Rieti 1930.
  • Cicute: dal diario di un filosofo, Casa Ed. Atanor, Todi 1931. Ristampato, La Mandragora, Imola 1998.
  • Impronte: pagine di un diario, Libr. Ed. Italia, Genova 1931.
  • Raffigurazioni: schizzi di uomini e di dottrine, Guanda, Modena 1932. Ristampa 1934.
  • Le aporie della religione, Casa Ed. Etna, Catania 1932.
  • Sguardi: pagine di un diario, La Laziale, Roma 1932.
  • Passato, presente, futuro, Cogliati, Milano 1932.
  • Motivi spirituali platonici, Gilardi e Noto, Milano 1933.
  • Scolii: pagine di un diario, Montes, Torino 1934.
  • Vite parallele di filosofi: Platone e Cicerone, Guida, Napoli 1934.
  • Critica della morale, Casa Ed. Etna, Catania 1935.
  • Paradossi di estetica e dialoghi dei morti, Corbaccio dall’Oglio, Milano 1937.
  • Frammenti di una filosofia del dolore e dell’errore, del male e della morte, Guanda, Modena 1937.
  • Figure di filosofi: Ardigò e Gorgia, Guida, Napoli 1938. Gorgia, ristampato nel 1981 con premessa di A. M. Battegazzore e saggio di Mario Untersteiner, già pubblicati in «Rivista di Storia della Filosofia», H.I.F. 1946.
  • Autobiografia intellettuale. La mia filosofia. Testamento filosofico, Corbaccio, Milano 1939. Ristampato a cura di R. Chiarenza, Dall’Oglio, Milano 1989.
  • Poemetti in prosa e in verso, Ist. Tip. Ed., Milano 1939.
  • La morale come pazzia, Postumo. Con prefazione di Adriano Tilgher, Guanda, Modena 1942.
  • Lettere spirituali, prefazione di A. Galletti, Bocca, Milano 1943. Ristampato a cura di Leonardo Sciascia e R. Chiarenza, Adelphi, Milano 1987.
  • Governi di ieri e di domani (prefazione di Arcangelo Ghisleri). Riduzione de «Gli anciens Régimes» del 1902. Libr. Ed. Milanese, Milano 1945.
  • Forme di governo del passato e dell’avvenire, ristampa parziale de «Gli anciens Régimes» (prefazione di G. Conti), Libr. Politica Moderna Roma 1945.
  • Trasea, contro la tirannia (prefazione di A. Poggi), Dall’Oglio, Milano 1943.
  • Sale della vita (saggi filosofici) (a cura di P. Rossi), Dall’Oglio, Milano 1951.
  • La filosofia dell’assurdo, Adelphi, Milano, 1991.
  • La religione. Spirito religioso, misticismo e ateismo, a cura di Antonio Vigilante, Sentieri Meridiani, Foggia 2006

Fonti:

  • E. Bonaiuti: Rensi, Lo scettico credente, Roma 1945.
  • G. Mignone: Rensi, Leopardi e Pascal, Milano 1954.
  • G. Morra: Scetticismo e misticismo nel pensiero di Giuseppe Rensi, Siracusa, 1958.
  • AA.VV. Atti della “Giornata Rensiana” aprile 1966, a cura di M.F. Sciacca, Milano, 1967.
  • N. Emery: Lo sguardo di Sisifo. Giuseppe Rensi e la via italiana alla filosofia della crisi, Milano 1997.
  • A. Montano: introduzione a Autorità e libert°, Napoli 2003.
  • Nota biobibliografica in appendice a Cicute, Imola, 1998.

Nota biografica a cura di Paolo Alberti.

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