Silvio Pellico

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Silvio Pellico 2018-02-14T14:30:10+00:00

Silvio PellicoSilvio Pellico nacque a Saluzzo il 25 giugno 1789.

Dopo aver studiato a Pinerolo ed a Torino, andò a Lione per fare pratica nel settore commerciale; rientrato in Italia nel 1809, si stabilì a Milano.

Qui conobbe il Monti ed il Foscolo e qui cominciò a scrivere, all’incirca dal 1812, specialmente per il teatro, ideando tragedie formalmente ancora classiche, ma già romantiche da un punto di vista contenutistico.

Nel 1815 fu rappresentata la sua tragedia Francesca da Rimini, in cui l’episodio dantesco venne interpretato alla luce delle forti influenze romantiche e risorgimentali con le quali Silvio Pellico era entrato in contatto nella città lombarda; sempre a Milano fu per qualche tempo direttore del Conciliatore.

Fu proprio a causa del suo profondo afflato patriottico che nel ’20 venne arrestato con l’accusa di carboneria: condannato a morte, la sentenza fu commutata in 15 anni di carcere duro, da scontare
nella fortezza di Spielberg, in Moravia.

Nel 1830 arrivò anticipatamente la grazia imperiale e, tornato in Italia, lo scrittore scelse Torino, si ritirò completamente dalla politica attiva e si estraniò dai circoli letterari, vivendo grazie ad un posto di bibliotecario presso la marchesa di Barolo.

Ad ogni modo non dimenticò l’esperienza carceraria, un evento che divenne il soggetto dell’opera memorialistica Le mie prigioni, del 1832.

Nello scritto, il più conosciuto dell’autore, si narrano l’arresto, la vita nel carcere e la liberazione dello stesso Pellico, che volle però porre l’accento (in stile manzoniano) sul percorso spirituale legato alla vicenda, i cui effetti furono la riscoperta della fede ed una rassegnata indulgenza verso l’esistenza e verso gli esseri umani.

Tanto in carcere quanto dopo la liberazione compose diverse tragedie (Ester d’Engaddi, Iginia d’Asti, Gismonda, Erodiade, Tommaso Moro), delle cantiche (Tancredi, Morte di Dante) e varie liriche.

Morì a Torino il 31 gennaio 1854.

Note biografiche a cura di Maria Agostinelli.


Approfondimenti

Autori e opere legati al Risorgimento presenti nella biblioteca
del “Progetto Manuzio”:

  • Alla spedizione dei Mille partecipò anche Ippolito Nievo; nel suo romanzo Le confessioni di un italiano disegnò un quadro della storia italiana dal 1775 al 1856, analizzando quindi alcune fasi della lotta per l’indipendenza italiana.
  • Un altro garibaldino fu Felice Cavallotti.
  • Carlo Pisacane, patriota e scrittore, nel 1849 guidò la difesa della Repubblica romana; nel 1857 organizzò la fallimentare spedizione di Sapri, nella quale trovò la morte.
  • Giuseppe Cesare Abba, volontario garibaldino, rievocò in varie opere la spedizione dei Mille.
  • Avvenimenti risorgimentali relativi alla città di Firenze sono descritti nell’opera Firenze Vecchia di Giuseppe Conti.
  • Temistocle Solera, collaboratore di Cavour, scrisse per Verdi alcuni libretti, tra i quali quello
    del celeberrimo Nabucco; l’opera, rappresentata per la prima volta nel 1842, trattando il tema dell’oppressione dei popoli, contribuì a creare il mito di Verdi patriota. Alcuni hanno proposto di utilizzare come inno nazionale, in luogo di quello scritto da Goffredo Mameli e musicato da Novaro, l’amatissimo Coro dell’opera.
  • Altri autori legati al Risorgimento furono Carlo Cattaneo, Gino Capponi, Giuseppe Mazzini.
  • Rapporti con la mazziniana Giovane Italia ebbe Carlo Bini che, proprio per questo, fu imprigionato all’Isola d’Elba; nella biblioteca di Liber Liber sono presenti opere composte durante
    la detenzione.
  • Profondi sentimenti patriottici, evidentissimi nella tragedia Adelchi e nell’ode Marzo 1821, ebbe anche, come è noto, Alessandro Manzoni.
  • Lo Statuto albertino:
    la Costituzione del Regno di Sardegna concessa da Carlo Alberto nel 1848, anno della prima guerra d’indipendenza, successivamente estesa al Regno d’Italia.

Approfondimenti a cura di Giuseppe D’Emilio.

Elenco opere (click sul titolo per il download gratuito)

 
Autore:
Silvio Pellico
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Pellico, Silvio
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