Giuseppe PeanoGiuseppe Peano nacque il 27 agosto 1858, presso il villaggio di Spinetta di Cuneo. Fu il secondogenito di Bartolomeo Peano e Rosa Cavallo. Dopo il trasferimento della famiglia a Cuneo, il fratello della madre (avvocato e sacerdote), resosi conto delle sue notevoli capacità, lo invitò a raggiungerlo a Torino dove continuò i suoi studi presso il Liceo classico Cavour. In seguito, divenne assistente di Angelo Genocchi all’Università di Torino e poi professore di calcolo infinitesimale presso lo stesso ateneo a partire dal 1890.

Numerosi i settori della matematica a cui portò rilevanti contributi. Se ne citano qui solo alcuni.

Nel 1887 scoprì un metodo di risoluzione di sistemi lineari di equazioni differenziali usando approssimazioni successive.

Nel 1889 pubblicò i suoi famosi assiomi (detti poi assiomi di Peano) che definivano i numeri naturali in termini di insiemi.

Nel 1891 fondò la Rivista di matematica, principalmente dedicata alla logica e ai fondamenti della matematica.

Intorno al 1892 cominciò a dedicarsi ad un progetto estremamente ambizioso, che sfocerà nel Formulario Mathematico, portato a termine nel 1908. In poche parole, Peano mirava a creare una notazione logico-matematica per mezzo della quale sarebbe stato possibile esprimere in modo compatto e omogeneo tutti i risultati matematici. Tale grandioso tentativo, all’avanguardia per i suoi tempi, fu compreso da pochi, ma lo fa oggi ritenere uno dei padri della logica matematica.

Il Formulario Mathematico fu redatto in “Latino sine flexione”, una lingua di sua invenzione (una sorta di latino semplificato, con imprestiti da inglese, francese e tedesco). Tale scelta di una lingua “internazionale” è ulteriormente rivelatricedella sua profonda esigenza intellettuale, volta alla semplificazione e alla generalizzazione.

Infine, Peano è da considerare uno degli inventori del calcolo vettoriale. Divenne socio nazionale dei Lincei nel 1929.

Morì il 20 aprile 1932 nella sua casa di campagna a Cavoretto, presso Torino, per un attacco di cuore che lo colse nella notte. La pronipote Lalla Romano lo ricorda nel romanzo biografico Una giovinezza inventata.

Fonti:

Note biografiche a cura di Roberto Rogai

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  • Sulla definizione di probabilità
    Peano osserva in questo breve scritto che la definizione di probabilità in uso ai suoi tempi sia viziata da un evidente circolo vizioso (e riporta a sostegno l'opinione di due altri illustri matematici: Poincaré e Borel). Prosegue poi con la sua definizione di probabilità, che poi altro non è che il classicissimo rapporto casi favorevoli/casi possibili (supposti questi ultimi in numero finito).
 
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Giuseppe Peano
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Peano, Giuseppe
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