Myricae 2017-02-28T11:08:34+00:00

Pubblicata a più riprese tra il 1891 e il 1903, questa raccolta contiene molti di quei componimenti nei quali si scorge l’inizio della poesia novecentesca italiana. Myricae costituiscono alcuni dei primi esempi di “poesia pura”: impressioni veloci, ricchezza e complessità di simbolismi. In queste brevi poesie (così chiamate dai tamerici, dei piccoli fiori) la sintassi tradizionale e la solenne letterarietà lirica vengono frantumate a favore della preziosità della parola, ricercata nel toscano e nel romagnolo dei contadini e dei paesani.

Dall’incipit del libro:

Io vedo (come è questo giorno, oscuro!),
vedo nel cuore, vedo un camposanto
con un fosco cipresso alto sul muro.

E quel cipresso fumido si scaglia
allo scirocco: a ora a ora in pianto
sciogliesi l’infinita nuvolaglia.

O casa di mia gente, unica e mesta,
o casa di mio padre, unica e muta,
dove l’inonda e muove la tempesta;

o camposanto che sì crudi inverni
hai per mia madre gracile e sparuta,
oggi ti vedo tutto sempiterni

e crisantemi. A ogni croce roggia
pende come abbracciata una ghirlanda
donde gocciano lagrime di pioggia.

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Opera:
Myricae
Opera ordinamento:
Myricae
Autore:
Fonte:
"Myricae" di Giovanni Pascoli. Biblioteca Universale Rizzoli, 1981.
Licenza:
Creative Commons "Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale", http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/4.0/

Data:
13 luglio 1996
Opera elenco:
M
Fonte ISBN:
8817122874
Soggetto BISAC:
FICTION / Classici
ISBN:
9788897313083
Affidabilità:
Affidabilità standard
Impaginazione:
Ezio Pavia, smgoria@provincia.asti.it Patrizia Vayola
Pubblicazione:
Marco Calvo, http://www.marcocalvo.it/
Revisione:
Ezio Pavia, smgoria@provincia.asti.it
Patrizia Vayola