Dall’incipit del libro:

Una sentenza di Pitagora, riferita da gli antichi filosofi, dice che nessuno, senza comando del duce, che vuol dir di Dio, si deve partire da la sua stazione ne la vita; significando con ciò come, anche per i credenti, essa sia triste e non valga la pena d’essere vissuta. Ora, ai nostri tempi, vi fu un uomo credente che avea nome G. Giacomo il quale, non a malincuore, ma lietamente fece la sua scolta in questo breve periodo de la vigilia dei sensi, ed amò la vita e gli piacque di vivere. Egli era cresciuto secondo certe massime semplici, che sono il fondamento dell’Evangelo, perdurando in quelle per più di settant’anni; ed inconsciamente le aveva contemperate con le leggi de la natura, senza che queste si trovassero in disaccordo con quelle; anzi le une si avvalorarono per virtù de le altre con felice armonia. Ma ciò forse avvenne perchè egli fu un uomo semplice e non un filosofo; e la sua fede era troppo viva per venire a contrasto con la ragione; la quale era molto rimessa e più intenta a le piccole cose de la vita che a speculare di metafisica.Una sentenza di Pitagora, riferita da gli antichi filosofi, dice che nessuno, senza comando del duce, che vuol dir di Dio, si deve partire da la sua stazione ne la vita; significando con ciò come, anche per i credenti, essa sia triste e non valga la pena d’essere vissuta. Ora, ai nostri tempi, vi fu un uomo credente che avea nome G. Giacomo il quale, non a malincuore, ma lietamente fece la sua scolta in questo breve periodo de la vigilia dei sensi, ed amò la vita e gli piacque di vivere. Egli era cresciuto secondo certe massime semplici, che sono il fondamento dell’Evangelo, perdurando in quelle per più di settant’anni; ed inconsciamente le aveva contemperate con le leggi de la natura, senza che queste si trovassero in disaccordo con quelle; anzi le une si avvalorarono per virtù de le altre con felice armonia. Ma ciò forse avvenne perchè egli fu un uomo semplice e non un filosofo; e la sua fede era troppo viva per venire a contrasto con la ragione; la quale era molto rimessa e più intenta a le piccole cose de la vita che a speculare di metafisica.

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titolo:
Il libro dei morti
titolo per ordinamento:
libro dei morti (Il)
autore:
opera di riferimento:
Il libro dei morti: romanzo / Alfredo Panzini. - Milano: Casa ed. Galli di C. Chiesa e F. Guindani, 1893. – 216 p. ; 20 cm.
licenza:

data pubblicazione:
26 maggio 2010
opera elenco:
L
soggetto BISAC:
FICTION / Classici
affidabilità:
affidabilità standard
impaginazione:
Paolo Alberti, paoloalberti@iol.it
pubblicazione:
Catia Righi, catia_righi@tin.it
revisione:
Paolo Oliva, paulinduliva@yahoo.it