Aleksandr Sergeevič PuškinAleksandr Sergeevič Puškin (Mosca, 6 giugno 1799, 26 maggio del calendario giuliano – San Pietroburgo, 10 febbraio 1837, 27 gennaio del calendario giuliano) è stato un poeta, saggista, scrittore e drammaturgo russo. In filologia egli è considerato il fondatore della lingua letteraria russa contemporanea.

Non venne educato dai genitori, assidui frequentatori di salotti mondani, ma dalla nonna materna, dallo zio materno Vasilij, che apparteneva a un circolo letterario d’avanguardia chiamato Arzamas, e dalla balia Arina Rodionovna. Lettore accanito, formò la sua prima cultura nella ricca biblioteca paterna, sui classici di Boileau, Racine, Molière, Parny, Chénier, Rousseau, Montesquieu, Voltaire.

Nel 1811 Puškin entrò al Liceo imperiale di Carskoe Selo, che diventerà la sua seconda casa: qui conobbe il futuro poeta Del’vig, i futuri decabristi I. I. Puščin e V. K. Kjuchel’beker. Nel 1814 alcune sue poesie comparvero sul “Vestnik Evropy” (Messaggero d’Europa), e prima ancora di lasciare il liceo egli venne invitato a far parte della celebre società letteraria dell’Arzamas dove fu in grado di gareggiare con poeti già molto affermati come Žukovskij e Batjuškov. Nello stesso periodo conobbe Čaadaev e Karamzin.

Dopo aver completato i suoi studi, nel 1817, Puškin diventò funzionario del Ministero degli Esteri, anche se di fatto non risulta che abbia mai svolto alcun lavoro ministeriale. A San Pietroburgo, dove risiedeva in quegli anni, condusse una vita all’insegna del piacere. In questo periodo frequentò Pavel Aleksandrovič Katenin e Aleksandr Sergeevič Griboedov.

Ai salotti alternava tuttavia la partecipazione a società letterarie politiche progressiste, come l'”Arzamas” e la “Lampada verde” tanto che la poesia ispirò i lavori poetici di quel periodo (“La libertà”, “La campagna”, “Nöel”) facendolo cadere in sospetto di attività sovversive tanto che fu confinato da un provvedimento di polizia nella Russia meridionale.

Puškin trasse vantaggio dal confino viaggiando al seguito del generale V. F. Raevskij, nominato suo custode, e visitando la Crimea, il Caucaso e la Bessarabia spingendosi, libero sulla parola data al generale con cui nel frattempo aveva stretto un forte legame di amicizia, fino a Kamenka e Chisinau. A Kamenka frequentò Pavel Ivanovič Pestel’, capo della società segreta “Associazione del Sud”.

Durante i due anni di confino scrisse Il prigioniero del Caucaso e una serie di liriche e poemetti in stile byroniano oltre ai primi tre canti dell’Evgenij Onegin. Nel 1823 venne trasferito ad Odessa alle dipendenze del principe Voroncov, governatore generale della Nuova Russia. Odessa era allora un grande centro commerciale e una città cosmopolita per la presenza di stranieri, in particolare greci, ed era un ambiente piuttosto stimolante per uno scrittore (tra l’altro qui inizia il poema Gli zingari, pubblicato poi nel 1827).

Colà Puskin venne iniziato alla Libera Muratoria nella Loggia “Ovidio”. Si profilarono peraltro dissapori con Voroncòv il quale, volendo vendicarsi della corte di Puškin verso la moglie Elisabetta, lo denunciò per attività sovversiva alla polizia. Come prova produsse una lettera, sottratta dallo stesso Voroncòv, in cui Puškin scriveva a un suo interlocutore di Pietroburgo con frasi giudicate atee. La polizia lo spedì quindi in esilio presso Pskov, nella tenuta materna di Michajlovskoe, dove rimase, senza la possibilità di allontanarsene, fino al 1826.

Intanto nel 1825 finì il poema drammatico Boris Godunov (rappresentato solo nel 1831) e il racconto in versi Il conte Nulin, oltre a diverse poesie. Tornato a San Pietroburgo, l’autore visse il momento più prolifico della sua esistenza di scrittore, coronato nel 1831 con il matrimonio con la bellissima Natal’ja Nikolaevna Gončarova.

Nello stesso anno Puškin incontra Gogol’, e con lui instaura un forte rapporto di amicizia e reciproca stima, tanto che, quando nel 1836 avvia una sua rivista, pubblica al suo interno alcuni dei racconti più belli e famosi di Gogol’. Intanto Puškin e sua moglie cominciarono a frequentare la società di corte e gli eventi mondani. Ne derivò un periodo di grandi problemi finanziari e umiliazioni per lo scrittore, soprattutto a causa della moglie e dei suoi numerosi ammiratori, tra i quali lo zar stesso. Nel 1833 uscì in volume Evgenij Onegin (con un capitolo censurato) e pubblicò La dama di picche, nel 1835 l’antologia Poemi e racconti.

Nel 1837, a seguito d’una lettera anonima che insinuava l’infedeltà della moglie, Puškin fu sfidato a duello. Rimase ferito e morì due giorni dopo, ad appena 38 anni per complicanze settiche della ferita all’addome. Dato che il governo temeva rivolte e dimostrazioni popolari, il funerale fu celebrato nella massima semplicità e il corpo di Puškin fu trasportato segretamente nella notte per essere sepolto nella proprietà di famiglia.

Note biografiche tratte e riassunte da Wikipedia
https://it.wikipedia.org/wiki/Aleksandr_Sergeevič_Puškin.

Elenco opere (click sul titolo per il download gratuito)

 
autore:
Aleksandr Sergeevič Puškin
ordinamento:
Puškin, Aleksandr Sergeevič
elenco:
P