Dall’incipit del libro:

V’immaginerete certamente che in questa storiella parlerò molto di me. Ah il parlare di se è una gran tentazione! una tentazione che non si vince con tutta la grazia abituale, e straordinaria che ci somministra la nostra Santa Madre Chiesa Apostolica Roman a. Parlerò dunque molto di me e pochissimo di voi, se me lo permettete, e vi racconterò delle cose molte che vi faranno ridere, o piangere a vostra scielta. Ma siccome so che voi siete un accanito partigiano di Democrito, e più ancora dell’opera Buffa, e più ancora delle Coriste dell’opera Buffa; così vi confesserò, qualmente tre anni fa io mi credessi un uomo di consigli; e spero che riderete di cuore, poiché (potete immaginarlo) io era invece uno scempiatello, com’è tutto il genere umano a sedici anni. Io ciarlava molto, perché non sapeva cosa fossero i fatti, e badava poco a quel che diceva perché non abbadava a quel che ascoltava. Viè mai saltato in testa d’essere uno spirito forte? Quella è una gran bella idea! e mi congratulo con voi se non la viè ancora capitata, perché una volta, o l’altra ella vi capiterà, e voi sarete perfettamente felice per una quindicina di giorni cioè finché vi durerà quella persuasione. Ma per me quell’idea è sfumata, e convengo oramai d’essere un minchione come siete voi.. . zitto! altrimenti non avreste le convulsioni. Dunque, come vi diceva, io era persuaso d’essere un uomo di consigli ed uno spirito forte. M’incontrai in un giovane della mia età, che aveva precisamente la vostra magagna, ma in grado così sublime ch’egli dimenava non solamente le gambe, e le braccia come voi, ma la bocca, e gli occhi, e tutto il resto il che era uno spettacolo mirabile. Povero lui che allora non aveva storiella da raccontargli! del resto egli sarebbe guarito, ed io non sarei qui a raccontarvi la sua Odissea. Si pretende che gli estremi si tocchino, che i contrari si attraggano, e che un Re possa essere il Liberatore d’un popolo; io attribuisco a questi tre celebri assiomi il legame d’amicizia che si strinse tra me, ed Augusto, cioè tra il Signore che ora vi parla, ed il Signore di cui poco fa vi parlava. Chiunque però vi abbia il merito d’una tale amicizia, io ne lo ringrazio infinitamente, per ché la nostra relazione è tanto stretta che dopo morti saremo certo annoverati fra le coppie indissolubili d’Amici, come Castore e Polluce. Se però in tale congiuntura ci trasformeremo in istelle, ciò non sarà certo nella Costellazione d’Amore.

Scarica gratis
PDFRTF + ZIPTXT + ZIPvai a Yeerida

titolo:
Antiafrodisiaco per l'amor platonico
titolo per ordinamento:
Antiafrodisiaco per l'amor platonico
autore:
opera di riferimento:
"Antiafrodisiaco per l'amor platonico", di Ippolito Nievo; a cura di Sergio Romagnoli; Collana Archivio del Romanzo N. 8: Guida Editori; Napoli, 1983
cura:
Sergio Romagnoli
licenza:

data pubblicazione:
21 settembre 2005
opera elenco:
A
ISBN opera di riferimento:
88 - 704 - 2337 - 9
soggetto BISAC:
FICTION / Classici
affidabilità:
affidabilità standard
impaginazione:
Paolo Alberti, paoloalberti@iol.it
pubblicazione:
Claudio Paganelli, paganelli@mclink.it
Alberto Barberi, collaborare@liberliber.it
revisione:
Claudio Paganelli, paganelli@mclink.it