Temistocle 2018-02-22T12:06:54+00:00

Dall’incipit del libro:

TEMIS. Che fai?
NEOC. Lascia ch’io vada
Quel superbo a punir. Vedesti, o padre,
Come ascoltò le tue richieste? E quanti
Insulti mai dobbiam soffrir?
TEMIS. Raffrena
Gli ardori intempestivi. Ancor supponi
D’essere in Grecia, e di vedermi intorno
La turba adulatrice,
Che s’affolla a ciascun quando è felice?
Tutto, o Neocle, cambiò. Debbono i saggi
Adattarsi alla sorte. È del nemico
Questa la reggia: io non son più d’Atene
La speranza e l’amor. Mendico ignoto,
Esule, abbandonato,
Ramingo, discacciato,
Ogni cosa perdei: sola m’avanza,
E il miglior mi restò, la mia costanza.
NEOC. Ormai, scusa, o signor, quasi m’irrìta
Questa costanza tua. Ti vedi escluso
Da quelle mura istesse
Che il tuo sangue serbò; trovi per tutto
Della patria inumana
L’odio persecutor che ti circonda,
Che t’insidia ogni asilo, e vuol ridurti
Che a tal segno si venga,
Che non abbi terren che ti sostenga:
E lagnar non t’ascolto!
E tranquillo ti miro! Ah! come puoi
Soffrir con questa pace
Perversità sì mostruosa?

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Opera:
Temistocle
Opera ordinamento:
Temistocle
Autore:
Fonte:
"Tutte le opere" di Pietro Metastasio a cura di B. Brunelli, volume I Mondadori Milano, 1954
Cura:
B. Brunelli
Licenza:

Data:
6 aprile 2003
Opera elenco:
T
Soggetto BISAC:
FICTION / Classici
Affidabilità:
Affidabilità standard
Impaginazione:
Claudio Paganelli, paganelli@mclink.it
Pubblicazione:
Claudio Paganelli, paganelli@mclink.it
Stefania Ronci, stefaniaronci@libero.it
Revisione:
Vittorio Bertolini, vittoriobertolini@inwind.it