L’olimpiade 2018-02-22T11:31:11+00:00

Dall’incipit del libro:

LIC. Ho risoluto, Aminta;
più consiglio non vuo’.
AMI. Licida, ascolta.
Deh modera una volta
questo tuo violento
spirito intollerante.
LIC. E in chi poss’io
fuor che in me più sperar? Megacle istesso,
Megacle m’abbandona
nel bisogno maggiore. Or va, riposa
su la fé d’un amico.
AMI. Ancor non dèi
condannarlo però. Breve cammino
non è quel che divide
Elide, in cui noi siamo,
da Creta ov’ei restò. L’ali alle piante
non ha Megacle al fin. Forse il tuo servo
subito nol rinvenne. Il mar frapposto
forse ritarda il suo venir. T’accheta:
in tempo giungerà. Prescritta è l’ora
agli olimpici giuochi
oltre il meriggio, ed or non è l’aurora.
LIC. Sai pur che ognun, che aspiri
all’olimpica palma, or sul mattino
dee presentarsi al tempio; il grado, il nome,
la patria palesar; di Giove all’ara
giurar di non valersi
di frode nel cimento.

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Opera:
L'olimpiade
Opera ordinamento:
olimpiade (L')
Autore:
Fonte:
Pietro Metastasio. Opere. A cura di Mario Fubini. Riccardo Ricciardi Editore, Milano-Napoli, 1968
Cura:
Mario Fubini
Licenza:
Creative Commons "Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale", http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/4.0/

Data:
4 novembre 1997
Opera elenco:
O
Soggetto BISAC:
FICTION / Classici
Affidabilità:
Affidabilità standard
Impaginazione:
Marina De Stasio, Marina_DeStasio@rcm.inet.it
Pubblicazione:
Marco Calvo, http://www.marcocalvo.it/
Revisione:
Marina De Stasio, Marina_DeStasio@rcm.inet.it