L’endimione 2018-02-22T10:43:47+00:00

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Dall’incipit del libro:

DIA.
Nice, Nice, che fai? Non odi come
Garriscon tra le frondi
De’ floridi arboscelli
I mattutini augelli,
Che al rosseggiar del Gange
Escono a consolar l’Alba che piange?
E tu mentre fiammeggia
Su l’Indico orizzonte
Co’ primi rai la rinascente aurora,
Placida dormi, e non ti desti ancora,
E poi dirai: son io
Della casta Diana
La fortunata Nice
Compagna cacciatrice?
Lascia, lascia le piume,
Neghittosa che sei; sorgi e raguna
Per la futura caccia
Dai lor soggiorni fuori
Silvia, Aglauro, Nerina, Irene e Clori.
NIC.
Tu mi condanni a torto,
Bella Dea delle selve. E quando mai
O per scosceso monte,
O per erta pendice
A seguir l’orme tue fu lenta Nice?
Fra quante a te compagne
Gli strali e l’arco d’or trattaron mai,
Seguace più fedel di me non hai.
Ed or, perchè un momento
Forse più dell’usato
Al sonno m’abbandono,
Neghittosa mi chiami, e pigra io sono?

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Opera:
L'endimione
Opera ordinamento:
endimione (L')
Autore:
Fonte:
"Opere drammatiche e poetiche di Pietro Metastasio"; Volume 4, Tomo 10; Editore Giuseppe Pomba; Torino, 1829
Licenza:

Data:
22 marzo 2004
Opera elenco:
E
Soggetto BISAC:
FICTION / Classici
Affidabilità:
Affidabilità standard
Impaginazione:
Distributed proofreader Europe, http://dp.rastko.net/
Pubblicazione:
Claudio Paganelli, paganelli@mclink.it
Alberto Barberi, collaborare@liberliber.it
Revisione:
Carlo Traverso, traverso@dm.unipi.it