Ezio2018-02-22T11:01:59+00:00

Dall’incipit del libro:

MASS. Signor, mai con più fasto
La prole di Quirino
Non celebrò d’ogni secondo lustro
L’ultimo dì. Di tante faci il lume
L’applauso popolar turba alla notte
L’ombre e i silenzi; e Roma
Al secolo vetusto
Più non invidia il suo felice Augusto.
VAL. Godo ascoltando i voti
Che a mio favor sino alle stelle invia
Il popolo fedel: le pompe ammiro:
Attendo il vincitor: tutte cagioni
Di gioia a me. Ma la più grande è quella,
Ch’io possa offrir con la mia destra in dono
Ricco di palme alla tua figlia il trono.
MASS. Dall’umiltà del padre
Apprese Fulvia a non bramare il soglio,
E a non sdegnarlo apprese
Dall’istessa umiltà. Cesare imponga:
La figlia eseguirà.
VAL. Fulvia io vorrei
Amante più, men rispettosa.
MASS. È vano
Temer ch’ella non ami
Que’ pregi in te che l’universo ammira.
(Il mio rispetto alla vendetta aspira).
VARO Ezio s’avanza. Io già le prime insegne
Veggo appressarsi.
VAL. Il vincitor s’ascolti:
E sia Massimo a parte
De’ doni che mi fa la sorte amica. (Valentiniano va sul trono, servito da Varo)
MASS. (Io però non oblio l’ingiuria antica).

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Opera:
Ezio
Opera ordinamento:
Ezio
Autore:
Fonte:
"Tutte le opere" di Pietro Metastasio a cura di B. Brunelli, volume I Mondadori Milano, 1954
Cura:
B. Brunelli
Licenza:

Data:
27 gennaio 2003
Opera elenco:
E
Soggetto BISAC:
FICTION / Classici
Affidabilità:
Affidabilità standard
Impaginazione:
Claudio Paganelli, paganelli@mclink.it
Pubblicazione:
Claudio Paganelli, paganelli@mclink.it
Stefania Ronci, stefaniaronci@libero.it
Revisione:
Vittorio Bertolini, vittoriobertolini@inwind.it
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