Modest Petrovič Musorgskij

Home/Autori/Autori M/Modest Petrovič Musorgskij
Modest Petrovič Musorgskij 2016-10-14T03:21:50+00:00

Modest Petrovič MusorgskijModest Petrovič Musorgskij (Pskov, 21 marzo 1839 – San Pietroburgo, 28 marzo 1881) fu un compositore russo. Musicista dello stile romantico, è da ricordare come un appartenente al cosiddetto Gruppo dei Cinque (compositori che alla loro musica conferirono un’impronta nazionale, e anche nazionalista, intesa come riscoperta delle musiche russe tradizionali e del loro impatto sulla cultura nazionale).

Pur destinato a una carriera militare, il suo interesse principale era la musica, per cui seguì questa passione anche se essa gli procurò una vita misera.

Le sue composizioni, esprimono l’inquietudine dell’uomo; affetto da disturbi nervosi e depressione, causati in parte dal vizio del bere, durante un soggiorno in campagna dal fratello – durato tre anni – si dedicò con fervore ad alcune delle sue opere più importanti, come Una notte sul Monte Calvo (1867, riv. nel 1875) per orchestra, e diverse liriche per canto e pianoforte; ancora nel 1874 musicò alcune poesie del conte Goleniščev-Kutuzov, fra cui Canti e danze della morte. Dello stesso periodo è la celebre suite per pianoforte Quadri di un’esposizione (Kartinki s vystavki, composto fra il 2 e il 22 giugno 1874), un tentativo di tradurre in musica alcuni disegni e acquerelli dell’amico artista Viktor Aleksandrovič Hartmann (1834-1873) visti ad una mostra. L’opera fu pubblicata postuma e destinata ad avere una particolare fortuna soprattutto per la ricchezza ritmica e la novità di timbri, che indurranno Maurice Ravel a scriverne una magistrale orchestrazione. Una versione moderna dell’opera è stata eseguita dal gruppo progressive rock inglese Emerson, Lake & Palmer. Inizialmente il titolo del ciclo era Hartmann.

Quadri di un’esposizione fu pubblicato la prima volta nel 1886, cinque anni dopo la morte dell’autore, a cui seguì una seconda edizione, con una prefazione di Vladimir Stasov. In entrambi i casi il revisore fu Nikolaj Rimskij-Korsakov che – per rovinare una delle più belle composizioni mai scritte – ammorbidì i tocchi audaci di Musorgskij, con il risultato che il lavoro non fu stampato nella sua forma originale.

Il suo capolavoro è considerato l’opera Boris Godunov (da un dramma di Puškin), l’unico suo melodramma rappresentato mentre era ancora in vita, mentre le successive Kovancina e La Fiera di Sorocinzi sono rimaste incompiute alla sua morte, e completate e/o orchestrate da altri musicisti russi (Nikolaj Rimskij-Korsakov il più noto), nelle cui versioni vengono oggi messe in scena.

Modest nacque a Karevo nel 1839, figlio di un ricco proprietario terriero: fu avviato alla carriera militare, ma continuò nel contempo a studiare pianoforte con Anton Herke, il più famoso insegnante di Pietroburgo; dal 1856 si dedicò completamente alla musica. Nel 1856 iniziò a frequentare l’ambiente da ufficiale, e conobbe il musicista Dargomyžskij: quest’ultimo gli consentì di venire a contatto con il gruppo di musicisti che intorno al 1860 formò il noto Gruppo dei Cinque o “Russian Five” o ancora Scuola Nazionale di Pietroburgo (in netta opposizione con la tendenza occidentalizzante di Mosca, rappresentata da Pëtr Il’ič Čajkovskij) che, con la sua partecipazione, si impegnò a cambiare le caratteristiche della musica composta in Russia.

Gli altri musicisti furono Cezar’ Antonovič Kjui (César Cui), Aleksandr Borodin, Milij Balakirev e Nikolaj Rimskij-Korsakov; in particolare Balakirev fu anche suo maestro di composizione. Nel 1861, però, in seguito all’approvazione della legge che abolì la servitù della gleba, il suo reddito si ridusse notevolmente, e fu costretto ad abbandonare la vita in città, troppo dispendiosa, e a ritirarsi in campagna. Questo passaggio fu fondamentale per lo sviluppo della sua creatività musicale: il contatto più diretto con i canti e le danze popolari della sua terra segnò in maniera indelebile la sua produzione. Nel 1863, essendo sopraggiunte altre difficoltà economiche, accettò un impiego presso un ufficio governativo.

Dopo la morte della madre, con la quale aveva avuto un rapporto molto intenso, cominciò ad aumentare il consumo di alcol. Dal 1867, dopo aver abbandonato l’impiego, si dedicò completamente ai suoi lavori musicali, di compositore e concertista: il vizio dell’alcol però lo portò a un rapido degrado fisico, quindi al ricovero in ospedale e alla morte avvenuta nel 1881. La sua tomba si trova nel Cimitero Tichvin del Monastero di Alexander Nevskij di San Pietroburgo.

Il significato della produzione di Musorgskij va molto al di là di quello degli altri membri del Gruppo dei Cinque, mirando ad esiti ben più radicali e rivoluzionari; la sua musica fu molto in anticipo sul suo tempo, sia sul piano ritmico che quello armonico: in particolare nei fraseggi vocali e strumentali si riscontra la tendenza a riprodurre le inflessioni del parlare quotidiano della lingua russa (della sua avanzatissima lezione timbrico-armonica seppe servirsi C. Debussy).

Infatti il Gruppo dei Cinque era di fatto già dissolto quando Musorgskij scrisse le opere maggiori. Pur essendo contestato dall’ambiente musicale del tempo – persino dagli amici Balakirev e Rimskij-Korsakov, che lo consideravano, dal punto di vista dell’orchestrazione, carente ed immaturo – e inizialmente respinto dalla censura, il Boris Godunov (1868/69) rappresenta con estremo coraggio la vera realizzazione di quei principi che i Cinque tentarono di definire; il popolo oppresso e sfruttato diventa, più ancora che nel dramma di Puškin, reale protagonista e giudice, pur in costante rapporto di vittima degli intrighi e delle lotte dei potenti.

Rimskij-Korsakov propose, dopo la morte dell’autore, una propria revisione e ristrumentazione del Boris, pur intuendo che esso sfuggiva alle convenzioni, allora dominanti anche in Russia, del Grand-Opéra; fu nel 1925 che il governo sovietico acconsentì alla richiesta di ripristinare la versione originale di Musorgskij, e incaricò Paul Lamm di curare un’edizione filologica dell’opera omnia. Il Boris originale – nelle due versioni del 1869 e del ’72 – fu un’autentica rivelazione: quelle che in precedenza erano state considerate inesattezze o addirittura errori si rivelarono come geniali anticipazioni di conquiste molto recenti. Già Debussy, che aveva analizzato il Boris nell’edizione revisionata da Rimskij-Korsakov, lo aveva intuito; gli elementi modali, ritmici e melodici dei materiali etnici russi si ripresentavano ora nella loro genuinità, che Korsakov aveva addolcita e ovattata. Da allora la versione più eseguita risulta quella di Lamm, ma anche quella di Korsakov figura ancora nel repertorio dei teatri lirici.

La sua musica non fu sufficientemente apprezzata dalla critica ufficiale a lui contemporanea, ed alcuni eventi personali (in particolare la scomparsa della madre e della donna amata), lo fecero precipitare in uno stato depressivo e favorirono la tendenza all’alcolismo (contratto durante la vita militare e del quale non riuscì mai a liberarsi), provocandogli un grave collasso; il 28 marzo 1881, a soli quarantadue anni, morì nell’ospedale militare Nicola di Pietroburgo, assistito dai suoi amici musicisti che provvidero a far innalzare, nel 1885, un monumento in suo onore.

Note biografiche tratte (e riassunte) da Wikipedia
http://it.wikipedia.org/wiki/Modest_Petrovic_Musorgskij

Elenco opere (click sul titolo per il download gratuito)

 
Autore:
Modest Petrovič Musorgskij
Ordinamento:
Musorgskij, Modest Petrovič
Elenco:
M