Dall’incipit del libro:

Scrivo senza rancore. Il rancore genera l’odio e la vendetta, ed è appunto contro l’odio e la vendetta, brutalmente esercitata dalla collettività in nome di una pretesa civiltà, di una pretesa giustizia, che mi accingo a scrivere. La via del progresso è segnata nella sua spira ascendentale da terribili errori, da croci enormi, da roghi spaventosi.La persecuzione degli eretici, gli auto-da fe, la tortura e la berlina, pene inflitte dalla ignoranza alla infelicità, il trattamento feroce usato fino a pochi lustri or sono verso i poveri dementi, sono altrettante macchie sociali, vergogna del passato, monito al presente. Monito al presente della nostra bestialità, monito al presente perché la persecuzione dei governanti microcefali trovi un limite nella coscienza evoluta del popolo, il quale colla forza dovrà pure imporsi perché altre infamie, altre terribili torture, altre barbare uccisioni non vengano più compiute in nome della giustizia e della civiltà! È con raccapriccio che noi oggi osserviamo nei Musei gli strumenti di tortura coi quali si angariavano i delinquenti nei secoli scorsi, è con raccapriccio che noi pensiamo ai sotterranei umidi e tetri dove venivano incatenati i poveri ammalati di spirito, i pazzi; e la ruota, ed il cavalletto, e la forca ed il rogo, destano in noi due sentimenti: un di dolore e di pietà per quei tempi passati e un altro di consolazione per il presente.

 

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titolo:
Il tramonto del diritto penale
titolo per ordinamento:
tramonto del diritto penale (Il)
autore:
opera di riferimento:
Il tramonto del diritto penale / Luigi Molinari. - Bergamo : Vulcano, 1995. - 60 p. : ill., 1 ritr. ; 19 cm.
licenza:

data pubblicazione:
22 ottobre 2012
opera elenco:
T
soggetto BISAC:
FICTION / Classici
affidabilità:
affidabilità standard
impaginazione:
Paolo Alberti, paoloalberti@iol.it
pubblicazione:
Catia Righi, catia_righi@tin.it
revisione:
Paolo Oliva, paulinduliva@yahoo.it