di una limpidezza già vicina alla forma moderna
(De Sanctis)

Lorenzo Magalotti
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di Storia della Scienza
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Lorenzo Magalotti (Roma 1637 – Firenze 1712).

Nato a Roma da una famiglia patrizia fiorentina (il padre era Prefetto dei Corrieri Pontifici), studiò nell’Università di Pisa, essendo allievo dell’anatomico Malpighi e del fisico e matematico Borelli. A Firenze, studiò presso il Viviani, ultimo e prediletto allievo di Galileo. “D’animo smanioso, d’intelletto squisitamente critico, di gusti difficili e stanchi.” (L. Montano), fu scienziato e letterato, raffinato uomo di corte ed intelligente diplomatico al servizio dei Medici.

Proprio da Leopoldo de’ Medici, collezionista d’arte e creatore della Galleria degli Uffizi, oltre che protettore dell’Accademia della Crusca, fu nominato nel 1660 Segretario dell’Accademia del Cimento ed in questa veste, nel ‘67 (anno di chiusura dell’Accademia), curò la stampa dei Saggi di Naturali Esperienze, nei quali raccolse i più notevoli risultati scientifici conseguiti dagli accademici. Il libro, sontuosamente illustrato, riscosse un notevole successo.

Passato al servizio del granduca Ferdinando II, in sette-otto anni fece un numero impressionante di viaggi, che lo videro toccare, anche in compagnia del principe ereditario Cosimo, tutti i paesi d’Europa, fino a meritarsi il soprannome, datogli dal Redi, di «Ulisse della Toscana». Instancabile ed attento, in diverse opere raccolse vivaci e brillanti relazioni di viaggio, la cui prosa colta e raffinata è, contemporaneamente, anche libera, ricca e sciolta come lingua parlata.

Nel 1675 venne fatto conte e mandato come Ambasciatore residente a Vienna, essendo ormai granduca a Firenze quel Cosimo III, che lo aveva accompagnato in un lungo viaggio a Londra,Parigi, Madrid e Lisbona.

Svolse un’attività politico-diplomatica così intensa ed accorta da essere considerato ancora oggi uno dei fondatori della diplomazia moderna, almeno fino al 1678, quando Cosimo III lo rimosse improvvisamente dall’incarico. Il Magalotti, allora, si ritirò nella villa di Lonchio, presso Firenze, e vi restò fino al 1690, quando una crisi religiosa lo fece entrare, anche se per breve tempo, nella Congregazione di San Filippo Neri.

Una difesa dell’ortodossia cattolica, e moderate riserve sulle possibilità conoscitive della scienza, emergono dalle Lettere familiari contro l’ateismo, pubblicate nel 1719.

Solo nel 1691 tornò alla vita pubblica, e con grande successo.

Sollevato - Ove per sè non sale
La pala della Accademia della Crusca di Magalotti

Fu Accademico della Crusca e, insieme al suo grande amico Francesco Redi, svolse un ruolo importante nella preparazione della terza edizione (1689) del famoso Vocabolario. Nella sua pala della Crusca, lo scienziato (che scelse il soprannome di Sollevato) fece raffigurare un pezzo di pane che assorbe il vino, a ricordare l’effetto fisico del sollevarsi dei liquidi per capillarità; a ciò aggiunse il motto: “Sollevato – Ove per sè non sale”.

La sua conoscenza di numerose lingue (classiche e straniere) lo portò a promuovere all’interno della Crusca una lingua italiana più vicina al parlato ed aperta ai neologismi; per questo, in Accademia, le sue tesi non vennero sempre apprezzate.

Galileiano, poi libertino, amico e traduttore di Saint-Évremond ed infine seguace della filosofia corpuscolaristica di Pierre Gassendi, pubblicò numerosi scritti di divulgazione scientifica, quasi tutti sotto forma di lettere o di relazioni.

Famosissime ed originali le Lettere sulle terre odorose d’Europa e d’America dette volgarmente buccheri, del 1693, dove l’autore, a partire dalla moda tardo-seicentesca delle argille profumate, con “l’anima a fior di pelle” insegue l'”incognito indistinto” di un profumo, di un’impalpabile essenza. “Nessun antico o moderno s’è mai addentrato con tanta avidità né così a fondo tra questi volatili piaceri, li ha così sottilmente esplorati.” (L. Montano). Tutto ciò, con i toni di una conversazione filosofica galante e sensuosa la quale, però, non nasconde la profondità dei suoi solidi interessi scientifici. Da questo atteggiamento, insieme rigoroso ed ispirato, sperimentale e fantasioso, ebbe l’appellativo – piuttosto indovinato – di «filosofo morbido».

Interessante anche la Relazione della China (1697), che il Magalotti scrisse a partire da una conversazione tenuta col gesuita Giovanni Grueber, che – di ritorno dalla Cina – era passato da Firenze due anni prima.

Le sue Lettere scientifiche ed erudite (raccolte poi in un volume postumo nel 1721),occupandosi di mille argomenti diversi, mostrano come interessi scientifici veri – anche se spesso virati verso lo straordinario ed il raro – fossero riusciti a farsi strada nella società elegante dell’epoca: si parla della luce, del morso delle vipere (come il Redi), dell’«anima de’ bruti», degli aeroliti, della meraviglia che suscitano le molteplici forme dei fiori, dell’intaglio dei diamanti, degli odori e via dicendo.

“La sua curiosità scientifica, il suo piacere della vita sociale, la passione ed il gusto di esprimersi, si riflettono in qualsiasi più trascurabile frammento.” (E. Cecchi).

Con il nome di Lindoro Elateo fu membro dell’Arcadia; compose alcune Canzonette Anacreontiche (per es. sui buccheri, sui gelati ecc.) edite nel 1723, e un piccolo canzoniere, La donna immaginaria, scritto nel 1690 e pubblicato postumo nel 1762.

Scrisse anche alcune novelle sul modello del Boccaccio ed un noto Commento ai primi cinque canti dell’Inferno di Dante (postumo, 1819)

Tradusse opere classiche ed inglesi, fra le quali Il Paradiso Perduto di Milton (non terminato) e Il Sidro di J. Philips. Importante fu inoltre la sua attività di traduttore dallo spagnolo, dall’inglese, dall’arabo e dal greco.

Morì nella sua villa di Tonchio, nel 1712.

Bibliografia essenziale:

  • Lorenzo Magalotti, Saggi di naturali esperienze, Sellerio di Giorgianni, 2001
  • Lorenzo Magalotti, Relazioni di viaggio in Inghilterra, Francia e Svezia, Laterza, 1968
  • Lorenzo Magalotti, Relazioni d’Inghilterra (1668-1688), Olschki, 1972
  • Lorenzo Magalotti, Relazione della China, a c. di T. Poggi Salani, Milano, Adelphi, 1974.
  • Lorenzo Magalotti, Lettere sulle terre odorose d’Europa e d’America dette volgarmente buccheri (1693) – a c. di Gabrio Pieranti, Dalla Costa ed. 2004
  • M. Praz, (ed.), Lorenzo Magalotti: Lettere sopra i buccheri con l’aggiunta di lettere contro l’ateismo, scientifiche ed erudite e di relazioni varie, Firenze 1945
  • L. Montano (a c. di), Le più belle pagine di Lorenzo Magalotti, Milano, Treves, 1924.
  • Emilio Cecchi, Lorenzo Magalotti, da “Ritratti e profili”, 1957
  • Georges Güntert, Un poeta scienziato del Seicento: Lorenzo Magalotti, Olschki 1966
  • M. De Benedictis, L’ideologia dell’uomo di Garbo: Studio su Lorenzo Magalotti, Ateneo & Bizzarri 1978
  • Voce: Lorenzo Magalotti, in Catalogo Multimediale-Biografie, Istituto e Museo di Storia della Scienza, Firenze 2004 – www.imss.it
  • P. Galluzzi, L’Accademia del Cimento: Gusti del Principe, filosofia e ideologia dell’esperimento, in “Quaderni Storici”, 1981, n.48
  • R. Manica, Il galileo stralunato, Alias-La talpa libri, 12-1-2002, p. 19

Note biografiche a cura di Andrea Carlo Pedrazzini.

Elenco opere (click sul titolo per il download gratuito)

 
autore:
Lorenzo Magalotti
ordinamento:
Magalotti, Lorenzo
elenco:
M