Rime 2017-06-08T14:25:02+00:00

Dall’incipit del libro:

Tanto crudel fu la prima feruta,
sí fèro e sí veemente il primo strale,
se non che speme il cor nutrisce ed ale,
saremi morte giá dolce paruta.
E la tenera etá giá non rifiuta
seguire Amore, ma piú ognor ne cale;
volentier segue il suo giocondo male,
poi c’ha tal sorte per suo fato avuta.
Ma tu, Amor, poi che sotto tua insegna
mi vuoi sí presto, in tal modo farai,
che col mio male ad altri io non insegna.
Misericordia del tuo servo arai,
e in quell’altera donna fa’ che regna
tal foco, onde conosca gli altrui guai.

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Opera:
Rime
Opera ordinamento:
Rime
Autore:
Fonte:
Opere / Lorenzo de' Medici il Magnifico ; a cura di Attilio Simioni. Vol. 1. - Bari : G. Laterza e Figli, 1913. - 8. - (Scrittori d'Italia ; 59)
Licenza:
Creative Commons "Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale", http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/4.0/

Data:
26 agosto 2014
Opera elenco:
R
Soggetto BISAC:
FICTION / Classici
Affidabilità:
Affidabilità standard
Impaginazione:
Umberto Corradini, ucorradini@libero.it
Pubblicazione:
Catia Righi, catia_righi@tin.it
Revisione:
Elena Macciocu, elena_672002@yahoo.com
Traduzione:
Attilio Simioni