Canti carnascialeschi

Canti carnascialeschi2017-06-08T14:04:37+00:00

Dall’incipit del libro:

Berricuocoli, donne, e confortini!
Se ne volete, i nostri son de’ fini.
Non bisogna insegnar come si fanno,
ch’è tempo perso, e ‘l tempo è pur gran danno;
e chi lo perde, come molte fanno,
convien che facci poi de’ pentolini.
Quando gli è ‘l tempo vostro, fate fatti,
e non pensate a impedimenti o imbratti:
chi non ha il modo, dal vicin l’accatti;
e’ preston l’un all’altro i buon vicini.
Il far quest’arte è cosa da garzoni:
basta che i nostri confortin son buoni.
Non aspettate ch’altri ve li doni:
convien giucare e spender bei quattrini.
Non abbiam carte, e fassi alla «bassetta»,
e convien che l’un alzi e l’altro metta;
e poi di qua e di lá spesso si getta
le carte; e tira a te, se tu indovini.

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Opera:
Canti carnascialeschi
Opera ordinamento:
Canti carnascialeschi
Autore:
Fonte:
Opere / a cura di Attilio Simioni. Vol. 2. - Bari : G. Laterza e Figli, 1914. - 8. p. 383. - (Scrittori d'Italia ; 59)
Licenza:

Data:
4 giugno 2013
Opera elenco:
C
Soggetto BISAC:
FICTION / Classici
Affidabilità:
Affidabilità standard
Impaginazione:
Catia Righi, catia_righi@tin.it
Pubblicazione:
Catia Righi, catia_righi@tin.it
Revisione:
Umberto Corradini, umberto.corradini@alice.it