Dall’incipit del libro:

Gli uomini mediocri, quelli cioè che i Romani solevano chiamare “vulgares” o che da se stessi si autodefiniscono pratici, per il fatto che non riescono ad elevarsi da alcuni dati della conoscenza empirica ai principi universali del Sapere, partendo da una pretesa contraddittorietà o da una cosiddetta nebulosità della Filosofia, arrivano a concludere con l’affermazione della inutilità di essa per i fini pratici della Vita e le negano ogni ragion d’essere. Giustamente dinanzi a queste negazioni i Filosofi ufficiali, siano essi astri di prima o di seconda grandezza, non trovan che da fare una scrollatina di spalle e da ripetere con Dante:

«Non ragioniam di lor ma guarda e passa»,

e non potrebbe essere diversamente per colui che, avendo davanti alla mente i più grandi problemi dello spirito, sarebbe costretto a considerare un puro perditempo occuparsi di tanto poco. Ben diversa è la nostra posizione di semplici e modesti cultori per i quali questo scendere a polemizzare coi “vulgares” potrebbe essere invece un salto alle più alte vette della Filosofia umana, se non di quella ufficiale: per questo, senza perdere quella calma e quella serenità di spirito che la Filosofia ha sempre preteso anche dagli ultimi suoi cultori, ci addentreremo nel processo che vogliamo fare fino in fondo, prima di emanare una sentenza di condanna.

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titolo:
La Ragion d'essere della Filosofia
titolo per ordinamento:
Ragion d'essere della Filosofia (La)
autore:
opera di riferimento:
"La Ragion d'essere della Filosofia" di Giuseppe Mannarino, Premiato Stabilimento tipografico "G. Abramo" Catanzaro, 1931
licenza:

data pubblicazione:
28 giugno 2000
opera elenco:
R
soggetto BISAC:
FICTION / Classici
affidabilità:
affidabilità standard
impaginazione:
Tomaso Mannarino, tomaso@gedy.it
pubblicazione:
Alberto Barberi
revisione:
Giovanni Mannarino