Una notte di Dante

Una notte di Dante 2017-06-15T15:52:50+00:00

Opera in poesia dei primi anni dell’Ottocento.

Dall’incipit del libro:

Su pel selvaggio dorso d’Apennino
In quella parte ove di sè fa schermo
Dal torbid’Austro al glorïoso Urbino,
Chi tre miglia affatichi il piè mal fermo
Vede al fin, sotto a bianco scoglio alpestre,
Le vecchie mura nereggiar d’un ermo.
Anime belle e di virtù maestre
Giunte in vincol di legge e di concordia,
Se furor scellerato armi le destre
E spiri al mondo l’infernal Discordia,
Lassù co’ preghi, col digiun, col pianto
Chiama dal regno suo misericordia.
Già dal remoto monistero santo
Che nome tien dell’Avellana fonte
Alto suonava e non bugiardo il vanto
Fra le italiche genti, che sì pronte
Torcean le maledette armi in lor danno;
Quando solingo testimon fu ‘l monte
Di ciò che le mie rime oggi diranno.
Dopo mille e trecento dal fecondo
Virgineo grembo, il diciottesim’anno,
Era del quinto mese il dì secondo,
L’ora appressava del silenzio amica,
E il vespertino zefiro giocondo
Movea le chiome della selva antica,
Quand’uom di dolce maestate adorno,
Cui visibil pensier grave affatica,
Parve in sull’uscio di quel pio soggiorno:
Il volto sollevò pallido e scarno,
E lentamente girò gli occhi intorno.

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Opera:
Una notte di Dante
Opera ordinamento:
notte di Dante (Una)
Autore:
Fonte:
"Fiore di classiche poesie italiane" Guigoni, Milano, 1873
Licenza:

Data:
2 aprile 1998
Opera elenco:
N
Soggetto BISAC:
FICTION / Classici
Affidabilità:
Affidabilità standard
Impaginazione:
Pino D'Emilio, g.demilio@fastnet.it
Revisione:
Pino D'Emilio, g.demilio@fastnet.it
Claudio Paganelli, paganelli@mclink.it