Giacomo Meyerbeer

Home/Autori/Autori M/Giacomo Meyerbeer
Giacomo Meyerbeer 2016-10-14T03:21:51+00:00

Giacomo MeyerbeerGiacomo Meyerbeer (Vogelsdorf, 5 settembre 1791 – Parigi, 2 maggio 1864) è stato un compositore tedesco attivo soprattutto in Francia.

È importante, nella storia dell’opera, per aver fatto da tramite tra Rossini e i compositori romantici, fondendo elementi desunti dalla scuola tedesca, italiana e francese. È stato il più rappresentativo e popolare compositore di grands opéras, opere da grande spettacolo tipicamente francesi.

Nacque a Tasdorf, un sobborgo di Berlino, da Jakob Herz Beer, ricchissimo industriale ebreo (possessore tra l’altro di importanti raffinerie di zucchero), e Amalie ("Malka") Meyer Wulf, discendente di una dinastia di banchieri e di rabbini (suo antenato l’illustre rabbi Herschel). Il suo vero nome era Jakob Meyer Beer. La fusione del cognome originario (Beer) con quello materno risale al 1810, quando morì il nonno materno, Jakob Liebmann Meyer Wulf: rimasto senza eredi maschi che ne perpetuassero il nome, l’avo gli lasciava una ricca eredità purché aggiungesse Meyer al cognome paterno. L’italianizzazione del nome, Giacomo, risale invece al suo periodo italiano (1815-1826).

Diede prove di grande precocità. Studiò intensamente sotto maestri privati; innanzitutto composizione con il famoso Carl Zelter (maestro anche di Felix Mendelssohn) e con il più grande didatta tedesco dell’epoca, Georg Joseph Vogler, col quale studiò insieme con Carl Maria von Weber, inizialmente suo grande amico ed estimatore, più tardi severo con lui per la sua scelta di volgersi allo stile italiano invece di partecipare alla nascita del dramma romantico tedesco; pianoforte, invece, con Muzio Clementi.

Esordì come concertista nel 1800, incontrando un grande successo; Ignaz Moscheles lo definì incomparabile. Alla stessa epoca risalgono le primissime composizioni.

Il suo primo lavoro di un certo respiro fu l’oratorio Gott und die Natur (Dio e la Natura, 1811). I successivi tentativi musico-drammatici (tra cui l’opera-oratorio con dialoghi parlati Jephtas Gelübde (Il voto di Iefte), Monaco 1812 e il Singspiel (anzi Lustspiel) ispirato alle Mille e una notte, Wirth und Gast, oder Aus Scherz Ernst, Stoccarda 1813), appesantiti da un eccessivo accademismo, non ebbero alcun successo. In particolare Meyerbeer teneva a quest’ultima opera, quella a cui era toccata l’accoglienza peggiore: negli anni seguenti la fece ripetutamente rappresentare, continuamente rivista, a Vienna col titolo Die Beyden Kalifen nel 1814, a Praga nel 1815, e, in una fase più matura della propria carriera, ormai apparentemente avviata, a Dresda come Alimelek nel 1820, ma senza mai ottenere lo sperato successo.

Dopo alcuni tentativi, nel 1815-16, di opéras-comique da rappresentarsi a Parigi, fu per breve tempo a Londra; dopodiché, seguendo il consiglio di Antonio Salieri, si recò in Italia.

A Venezia fu per la prima volta spettatore di un’opera di Gioachino Rossini, Tancredi, un’esperienza fondamentale e rivelatrice. Sulla scorta di Rossini, ma sempre memore della sua esperienza accademica in Germania, compose sei opere in stile italiano, che incontrarono complessivamente un grande successo:

  • Romilda e Costanza (opera semiseria, melodramma semiserio, 1817).
  • Semiramide riconosciuta (opera seria, dramma per musica, 1819).
  • Emma di Resburgo (opera seria, melodramma eroico, 1819).
  • Margherita d’Anjou (opera semiseria, melodramma semiserio 1820).
  • L’esule di Granata (opera seria, melodramma serio, 1822).
  • Il crociato in Egitto (opera seria, melodramma eroico, 1824).

Trasferitosi a Parigi, trascorse sei anni senza comporre, anche per impegni familiari (tra cui il matrimonio con la cugina Minna Mosson, che gli darà cinque figli), ma soprattutto per fermarsi a studiare quanto più possibile in profondità la musica e la cultura francesi.

Sicuramente Meyerbeer, più di Halévy, Auber e qualunque altro compositore attivo nella Francia coeva, fece la parte del leone fino alla morte, inquantoché più di chiunque altro (insieme al drammaturgo e suo librettista favorito Eugène Scribe) pronto ad adeguare la sua vena compositiva alla struttura produttiva dell’Opéra, già in sé espressione elettiva dell’ideologia borghese imperante.

I grand-opéras di Meyerbeer, ai quali collaborò come librettista Eugène Scribe sono quattro:

  • Robert le diable (Roberto il diavolo, 1831)
  • Les Huguenots (Gli Ugonotti, 1836)
  • Le Prophète (Il profeta, 1849)
  • L’Africaine (L’Africana, rappresentata postuma nel 1865).

Meyerbeer fu colto dal breve malore che l’avrebbe condotto alla tomba mentre attendeva all’orchestrazione dell’interminabile L’Africaine. A Verdi in visita si fece trovare a letto, debolissimo ma sempre attivo, mentre lavorava alla partitura. Il compositore settantatreenne aveva sofferto sempre per via della fragile costituzione, ma era consapevole della morte vicina, e disse a Verdi che gli premeva di completare l’orchestrazione prima che altri lo facesse. La morte, sopraggiunta il 2 maggio 1864 non glielo permise, e l’Opéra affidò la partitura da completare, sulla base delle indicazioni lasciate da Meyerbeer, al musicologo e compositore François-Joseph Fétis.

Oltre ai grand-opéras, è da ricordare anche l’opéra comique Le pardon de Ploërmel, (1858), noto fuori dalla Francia come Dinorah; l’aria della protagonista, Ombre légère (Ombra leggera), di grande difficoltà virtuosistica, è stata per buona parte del Novecento in repertorio come aria da concerto; ma nell’intera partitura, certamente uno dei capolavori di Meyerbeer, è notevole l’evocazione ambientale, debitrice del romanticismo tedesco e di Mendelssohn in particolare, e il melodismo patetico; dal punto di vista strettamente musicale è posta da taluni al disopra dei grand-opéras.

Al 1844 risale l’ultima sua opera in tedesco, i 6 quadri viventi con diorami, Ein Feldlager in Schlesien (Un accampamento in Slesia), più tardi rielaborata in francese col titolo L’étoile du nord (La stella del nord), 1854, importante per l’uso del leitmotiv, o "motivo conduttore", presente in nuce in diversi melodrammi romantici tedeschi e protoromantici italiani (tra cui Lucia di Lammermoor di Donizetti, per esempio) ma portato a perfezione e reso asse portante di una poetica musicale da Richard Wagner.

Note biografiche tratte (e riassunte) da Wikipedia
http://it.wikipedia.org/wiki/Giacomo_Meyerbeer

Elenco opere (click sul titolo per il download gratuito)

 
Autore:
Giacomo Meyerbeer
Ordinamento:
Meyerbeer, Giacomo
Elenco:
M