Dall’incipit del libro:

La salita al potere della sinistra parlamentare fu salutata dal paese come l’alba del giorno della riparazione, chè se il programma che questa deponeva sul banco dei Ministri non segnava le colonne d’Ercole nelle vie della libertà, accennava almeno alla fine di quella Via crucis, che s’andava dirupando sotto i passi degli italiani.
Gli uomini che il voto del 18 Marzo avea recati in alto, compresero il senso di quel voto e tosto, dopo il famoso programma di Stradella, si bucinò di un largo piano ricostitutivo dell’ordine amministrativo e si nominarono numerose commissioni incaricate di raccogliere elementi alla compilazione di progetti di legge, che dovevano sostituire la realtà laddove, secondo la frase felicissima del presidente del Consiglio, non v’era che la nuda presunzione legate.
Il paese accolse con tali entusiasmi questi sprazzi di luce che il Governo fu quasi sgomento del proprio successo e sbigottito della sua immensa popolarità, dacchè travedeva sopra di sè il potere irresponsabile che projettava la sua ombra poderosa sulle liete speranze del popolo.
Questa poco ricreativa situazione, che oggi tutti gli italiani avvertono, consigliava parecchi liberali a starsene cheti nella aspettazione benevola e paziente anzichè incalzare impazientemente il Ministero.

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titolo:
Del voto politico alle donne
titolo per ordinamento:
Del voto politico alle donne
autore:
opera di riferimento:
Del voto politico delle donne / lettura tenuta da Anna Maria Mozzoni. - Venezia : tip. M. Visentini, 1877. - 36 p. ; 22 cm. - (Estr. da: La donna, 9(1877), n. 290.)
licenza:

data pubblicazione:
24 aprile 2014
opera elenco:
D
soggetto BISAC:
FICTION / Classici
affidabilità:
affidabilità standard
impaginazione:
Catia Righi, catia_righi@tin.it
pubblicazione:
Catia Righi, catia_righi@tin.it
revisione:
Paolo Oliva, paulinduliva@yahoo.it