Anna Maria Mozzoni

Anna Maria Mozzoni nasce il 5 maggio 1837 a Milano; la madre Delfina Piantanida, proviene da una nota famiglia milanese, il padre Giuseppe è un ingegnere architetto.

Anna Maria trascorre i suoi primi anni a Rescaldina, un paese situato a 25 km da Milano, che nella prima metà dell’Ottocento è un tranquillo centro agricolo. Nel 1842 viene ammessa al collegio milanese della Guastalla, riservato alle giovani nobili e povere; l’educazione qui subita contribuirà a suscitare in lei una profonda avversione per la cultura tradizionale e reazionaria che vi si impartisce.

All’uscita dal collegio della Guastalla, nel 1851, inizia a costruirsi una cultura da autodidatta, leggendo Plutarco, La Bruyère, Balzac, Filangieri, gli illuministi francesi e lombardi, il Porta, il Parini, Mazzini, la Sand e i romanzieri contemporanei. Nel 1855 pubblica il suo primo scritto, una commedia in tre atti, scritta in francese, dal titolo: La Masque de fer, comédie en trois actes, Chez Joseph Chiuse, imprimeur-libraire. È del 1864 la sua prima opera dedicata al problema femminile, dal titolo: La donna ed i suoi rapporti sociali, Milano, Tipografia Sociale. Segue nel 1865 La donna in faccia al progetto del nuovo Codice Civile Italiano, Milano, Tipografia Sociale. Si inserisce nei gruppi mazziniani dove inizia a dibattere sulla questione della emancipazione femminile. Nel 1866, in risposta a un opuscolo della Signora Elvira Ostacchini, pubblica Un passo avanti nella cultura femminile. Tesi e progetto, Milano, Tipografia Internazionale.

Collabora con Salvatore Morelli, nell’iniziativa volta alla «reintegrazione giuridica della donna» e con le sorelle Caracciolo a Napoli nell’ambito di un comitato femminile, di orientamento mazziniano e garibaldino. Nel 1870 traduce l’opera dello Stuart Mill: The subiection of women, col titolo: La servitú delle donne. Insegna filosofia morale nella Scuola Superiore femminile «Maria Gaetana Agnesi», dove conosce Maria Antonietta Torriani, insegnante di letteratura, più tardi giornalista col nome di Marchesa Colombi, con la quale in seguito organizzerà un ciclo di conferenze. Collabora al quindicinale milanese dei Liberi pensatori cristiani, «La riforma del secolo XIX», il quale pubblica, nel numero del 15 agosto, una sua lettera, inviata all’inglese Joséphine Butler, che rappresenta uno dei primi tentativi di inchiesta sulla prostituzione in Italia. Nello stesso periodo tiene una rubrica di divulgazione scientifica (Fisica Sintetica) su «La donna», giornale scritto da donne e fondato nel 1869 a Venezia, e fa parte del redazione della Rivista mazziniana «La Roma del popolo», sulla quale pubblica alcuni scritti sulla condizione della donna in Italia, dal titolo: La questione dell’emancipazione della donna in Italia; vi pubblica inoltre un articolo a carattere politico: È la Comune possibile soltanto a Parigi.

Nel 1876 scrive a S. Morelli una lettera: Sulla riforma delle scuole rurali, pubblicata dapprima su «La Donna» e poi edita a Venezia, Tipografia del commercio di M. Visentini. Partecipa nel 1877 al Congresso di Ginevra, che ha come scopo l’abolizione delle norme sulla prostituzione, ed è tra i membri della commissione giuridica assieme a Giuseppe Nathan; in tale occasione pronuncia un breve discorso all’Assemblea generale di legislazione sulla questione della ricerca della paternità. Tiene una conferenza: Del voto politico alle donne, presso la Società Democratica di Milano, che ha come scopo di far notare i limiti del governo Depretis di fronte alla questione del suffragio universale, e presenta una petizione per il voto politico alle donne. La sua esperienza in merito ai problemi pedagogici relativi all’istruzione femminile la porta ad avere incarichi nell’ambito del ministero della Pubblica Istruzione presieduto da Francesco De Sanctis. Nel 1879 entra a far parte della Lega della Democrazia, con Jesse White Mario e Alaide Beccari, direttrice di «La donna». Tra le varie attività di conferenze e scritti di questo periodo spicca una interessante lettera aperta indirizzata alla Serao, di cui deplora le idee monarchiche e antifemministe, pubblicata su «La Lega della democrazia».

Fonda quindi nel 1881 a Milano una associazione indipendente, «Lega promotrice degli interessi femminili», volta a dare alle donne coscienza dei loro diritti e doveri nella società. È attiva insieme a Bertani sui temi della riforma agraria e si schiera con decisione contro la pena di morte. È sempre più vicina alle tematiche socialiste e internazionaliste e nel 1889 fonda, con Turati, Lazzari e la Kuliscioff, la Lega Socialista Milanese. Si sposa a Milano nel 1886 con un procuratore che diventerà più tardi presidente di un comitato suffragista: il conte Malatesta Covo Simoni, di circa 10 anni più giovane di lei. Inizia una collaborazione con il giornale di Dario Papa, «L’Italia del popolo», con articoli di argomento politico-sociale. Nel novembre dello stesso anno (1890) aderisce al «Comitato di propaganda pei diritti della donna», costituito a Bologna sotto la presidenza del mazziniano Lipparini, e ne inaugura i lavori con una conferenza popolare: La donna nella famiglia, nella città, nello Stato. Collabora a «Critica Sociale», inaugura con il Turati la Casa del popolo a Milano. Fa parte, con Bertini, Cattaneo, Cremonesi, Croce, Maffi, del Comitato Centrale Provvisorio che prepara il Congresso di Genova del 1892 che dà vita al Partito Socialista.

Nel 1894 si trasferisce con la famiglia a Roma e si iscrive alla «Società per la donna». Inizia alla fine degli anni ’90 una polemica con i socialisti riguardo alle leggi di tutela sul lavoro delle donne e a tal proposito scrive su l’«Avanti!» l’articolo: Legislazione a difesa delle donne lavoratrici. Su «Rivista Critica del socialismo»: pubblica due importanti articoli: La trasformazione del lavoro domestico, e Il ministero dei poveri. Nel settembre del 1900 partecipa come invitata al VI Congresso Socialista e interviene brevemente, e nel 1901 partecipa al Congresso del Partito Mazziniano Italiano. Partecipa nel 1902 alla fondazione dell’Alleanza femminile, una associazione democratica, apartitica e aconfessionale, che ha come scopo l’azione in favore del suffragio femminile. Importanti articoli pubblicati su l’«Avanti!» sono: La legge Sorani per non trovare la paternità; La politica del Papato nel divorzio; Gli aforismi del miliardario Carnegie. Nel 1906 scrive, assieme alla Montessori, una petizione per il voto alle donne indirizzata al governo e firmata dalle rappresentanti dei gruppi più disparati di varie città e l’anno successivo, ormai anziana e malferma, è presente alla relazione dell’on. Mirabelli in Parlamento per la riforma elettorale. L’attività in seno al Comitato per la ricerca della paternità è tra le sue ultime attività.

Il 14 giugno 1920 muore nel Policlinico di Roma, a 83 anni.

L’«Avanti!» del 18 giugno 1920 dà notizia così della sua morte:

La oscura fine di una illustre femminista

«Alla prima alba di lunedì 14, è morta al Policlinico, in età di anni 83, la signora Anna Maria Mozzoni, vedova Malatesta, che fu a suo tempo, se non la prima, certo una delle più geniali e più amabili assertrici dei diritti e della emancipazione femminile in Italia. A Milano, dove svolse quarant’anni fa la sua migliore attività e la sua più utile propaganda, era assai conosciuta. Fu grande amica di Agostino Bertani, col quale collaborò intensamente alla compilazione del Codice di Sanità e nei primi albori del movimento socialista fu una delle poche personalità che ne seppero comprendere e coraggiosamente difendere le ragioni. Invecchiata ed ormai fuori dalla vita militante, aderì alla guerra più forse per atavica tradizione della famiglia patriottica fin dai tempi della dominazione austriaca in Lombardia che per convinzione, ma rispettò il contegno dei socialisti coi quali mantenne sempre buoni rapporti di amicizia e di stima. Si è spenta oscuramente, ma le tracce della sua opera di un tempo restano incancellabili nella storia della causa femminile e la sua memoria rimane simpatica ed indelebile nell’animo dei vecchi amici che le sopravvivono.»

Fonti:

  • Franca Pieroni Bortolotti, Alle origini del movimento femminile in Italia (1848-1892), Einaudi, Torino, 1963.
  • AA.VV. L’emancipazione femminile in Italia, a cura della Società Umanitaria, Firenze 1963.
  • AA.VV. L’educazione della donna in Italia, a cura dell’Associazione Mazziniana in Italia, Pisa, 1966.
  • Maria Livia Contini, Nota biografica in appendice al volume La liberazione della donna, Mazzotta, Milano, 1975.
  • Rosalba Spagnoletti, I movimenti femministi in Italia, La nuova Sinistra Samonà e Savelli, Roma 1971.

Note biografiche a cura di Paolo Alberti.

Elenco opere (click sul titolo per il download gratuito)

 
autore:
Anna Maria Mozzoni
ordinamento:
Mozzoni, Anna Maria
elenco:
M