Adolfo Levi Adolfo Levi nacque a Modena il 28 agosto 1878.

Conseguita la laurea in filosofia fu per alcuni anni professore di Liceo. Nel 1922 fu chiamato a ricoprire la cattedra di storia della filosofia all’università di Pavia, insegnamento che ricoprì fino al 1938.

In tale anno fu costretto dai provvedimenti contro gli ebrei, susseguenti alle famigerate leggi razziali, a ritirarsi. Non smise in questo periodo di occuparsi di ricerca e nel 1944 potè riprendere a Napoli l’insegnamento universitario, dopo aver rifiutato la cattedra offertagli dall’università di Roma.

La posizione teoretica di Levi manifestataci dall’opera Sceptica (1921), è quella del solipsismo. Levi sostiene uno scetticismo completo, non dogmatico, ma tale che dubita di essere esso stesso in errore. In quest’opera, che resta – nel vasto panorama degli scritti del Levi – la più significativa ed organica, confuta in maniera sistematica gli indirizzi di pensiero maggiormente seguiti in quegli anni, sforzandosi di dimostrarne l’infondatezza teorica.

Numerosi i lavori storici di Levi, fra i quali eccelle quello Sulle interpretazioni immanentistiche della filosofia di Platone (1920).

Dice Laura Pasquino nel suo studio su Adolfo Levi: Il messaggio ultimo di Levi ai propri lettori è, in fin dei conti, l’unica certezza a cui egli fu in grado di pervenire: il senso della vita coincide proprio con il vivere per ricercarne il senso.

Morì a Roma il 9 agosto 1848.

Fonti:

  1. P. Nessi, Il solipsismo di Adolfo Levi. Milano, 1957.
  2. O. Venturelli, Scepsi e nichilismo. Studio su Adolfo Levi. Casale Monferrato, 1984.
  3. Pasquino, Adolfo Levi (1878-1948). Critica scettica e Storia della filosofia. Bologna, 1998.

Note biografiche a cura di Paolo Alberti

Elenco opere (click sul titolo per il download gratuito)

  • Il problema dell’errore nella filosofia di B. Spinoza
    Il problema dell’errore non riceve molta attenzione nella filosofia contemporanea, in ossequio all’idealismo hegeliano che non ammette la possibilità dell’errore, non distinguendola dalla possibilità stessa delle conoscenza.
  • I rapporti tra la filosofia e la scienza nel pensiero contemporaneo
    L’autore, dopo aver brevemente esaminato e discusso il neo-realismo americano, il logicismo della scuola di Marburg, l’idealismo critico di Brunschicg e l’idealismo di Croce e di Gentile, conclude che la la filosofia può insegnare alla scienza quale valore di oggettività può accordare alle proprie costruzioni, ma deve imparare dalla scienza a criticare principi o proposizioni che ha ammessi senza esame sufficiente.
  • Sceptica
    Coerente con il suo interesse filosofico rivolto allo studio della conoscenza e dell'errore, Levi compendia in “Sceptica” l'essenziale della sua concezione filosofica, per la quale il “conoscere” non può allontanarsi dall'essere un atto di fede nella legittimità e funzionalità del pensiero come atto conoscitivo.
 
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Adolfo Levi
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Levi, Adolfo
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