Margit Kaffka

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Margit Kaffka 2017-07-04T17:22:05+00:00

Margit KaffkaMargit Kaffka nacque a Nagykároly, l’attuale Carei, in Romania, il 10 giugno 1880. La sua famiglia apparteneva alla piccola nobiltà. Il padre, che morì quando la piccola Margit aveva solo sette anni, era un procuratore generale del Regno d’Ungheria, e la madre era una nobildonna discendente da un’antica famiglia nobiliare magiara.

Riuscì a diventare maestra studiando presso le suore di carità di Szatmár, e poi professoressa, e insegnò molti anni in varie scuole principalmente a Miskolc, prima di stabilirsi a Budapest nel 1907. Qui, dopo una prima esperienza matrimoniale fallita, si risposò nel 1914 con Ervin Bauer, noto biologo e giornalista, un uomo di scienza di notevole capacità che sempre apprezzò e cercò di condividere le inclinazioni letterarie della moglie dalla quale fu amato intensamente fino alla precoce morte di lei unitamente a quella dell’unico figlio, verso la fine della guerra, a Budapest il primo dicembre 1918 a causa della influenza spagnola.

Margit Kaffka frequentò gli ambienti intellettuali più avanzati e progressisti della Budapest d’inizio Novecento, in particolare aderì alla corrente letteraria “Nyugat” (“Occidente”) già dalla sua nascita nel 1908 e subito fu annoverata fra i suoi più illustri esponenti. Questa corrente letteraria fu la principale artefice della traghettatura della vecchia e conservatrice letteratura ungherese di fine Ottocento verso la moderna cultura occidentale europea.

Margit Kaffka fu la prima grande prosatrice ungherese: i temi della sua produzione, strettamente connessi, sono il declino della nobiltà di campagna e il ruolo della donna in un’epoca di svolte storiche. Colori e anni (Színek és évek 1911) è un notevole affresco del mondo feudale in decadenza; la protagonista Marta Pórtelky, racconta in prima persona le vicende della sua vita rovinata da un cattivo matrimonio. Nell’opera Gli anni di Maria (Mária évei, 1913, tradotto in italiano col titolo Destino di donna) è tracciato il ritratto di una donna emancipata che la scarsa maturità dei tempi condanna allo scacco: si sentono echi del pensiero di Ady, notissimo poeta e pubblicista al quale la Kaffka fu legata da fraterna amicizia e che di Margit era grande estimatore. Pubblicato nel 1917, ma apparso già prima in forma più concisa su un periodico, nel 1914, Stazioni o Tappe (Állomások, 1914) è la storia romanzata delle lotte letterarie della Kaffka, delle sue crisi di pioniera nel quadro dell’evoluzione letteraria dell’Ungheria.

Questi tre romanzi formano in pratica una trilogia, in cui veniamo a conoscere tre tipi di donna: la vittima del passato; la protagonista degli inizi di un nuovo assetto sociale; e, infine, la donna che impara a dominarlo. Questo sviluppo interno – basato su un autobiografismo scoperto – si manifesta anche nello stile delle tre opere, passando dall’impressionismo della prima al metodo psicologizzante della seconda e all’ambizioso ritratto d’epoca della terza. Anche se si tratta di opere tipicamente “ungheresi” la problematica che illustrano si può estendere alla vita e alle condizioni di una “signora di provincia” in un qualsiasi luogo d’Europa all’inizio del secolo.

Del 1917 è anche l’ultimo romanzo, Hangyaboly (Il formicaio), ambientato in un convento femminile ungherese ai primi del Novecento, dove ferrea disciplina e conservatorismo estremo dominano incondizionatamente. Ma alla morte della madre superiora, le monache si dividono in due fazioni, la prima legata alla tradizione e alla continuità conservatrice e l’altra ispirata invece dall’anelito del rinnovamento. In questo ambito si intrecciano numerose vicende imperniate sul destino delle donne rinchiuse in questo “formicaio”, tra vicende amorose tra consorelle, tentativi di seduzione da parte di due preti insegnanti, raggiri fondati su interessi economici e la storia di Kiraly, che si decide a una vita senza scrupoli e piena di compromessi (si rassegna a vivere nel convento pur di diventare insegnante, visto che le donne non hanno accesso all’università…), fidandosi dell’aiuto di un amante deputato. Da questo romanzo è stato tratto nel 1971 il film omonimo (Hangyaboly, in italiano Le Monache) di Zoltán.

La Kaffka scrisse anche cinque libri di poesie nell’arco dal 1903 al 1918 (“Versek” Poesie, 1903; “Kaffka Margit könyve” Il libro di M. K., 1906; “Utólszor a lyrán” L’ultima volta sulla lira, 1912), e numerosi racconti raccolti in volumi: Crisi silenziose(1910), Un romanzo incompleto e novelle(1911), Sulla suola cedevole(1912), Il ballo di Sant’Ildefonso(1914). Sono per lo più confessioni, spesso gonfie di disillusione di chi rifiuta armonie bugiarde e vuole dare un assetto ai casi turbinosi dell’esistenza. Non avendo mai smesso di esercitare l’attività di insegnante scrisse anche libri di testo e opere pedagogiche.

Bibliografia Italiana:

  • Colori e anni, Casale Monferrato, 1984, poi: Milano, 2011.
  • Destino di donna, Roma 2006.
  • Il formicaio, Milano 2010.
  • Signore (racconto) su Osservatorio letterario N. 2 Febbraio/Marzo 1998 (da “A szegények öröme”,,- Magyar írók elbeszélései “La gioia dei poveri” – Racconti degli scrittori ungheresi, 1900-1945, Szépirodalmi Könyvkiadó, Budapest, 1967).

Fonti:

  • Higonnet Margaret R.: Women writers of World War I. Plume 1999.
  • Paul Tabori: Margit Kaffka, in: In Quest of the Miracle Stag: The poetry of Hungary. Vol. I. 1996.
  • Nora Séllei: A Hungarian New Woman writer and a hybrid autobiographical subject. In: New Woman Hybridities. Femininity, feminism and international consumer culture, 1880-1930. London e New York, 2004.

Nota biografica a cura di Paolo Alberti.

Elenco opere (click sul titolo per il download gratuito)

 
Autore:
Margit Kaffka
Ordinamento:
Kaffka, Margit
Elenco:
K