Ricarda HuchRicarda Huch nacque a Braunschweig il 17 luglio 1864 in una colta famiglia di commercianti. Il fratello Rudolf dice che una nonna paterna veniva da nobile stirpe scozzese trapiantata ad Amburgo, e altri antenati, secondo la tradizione familiare, provenivano dalla Spagna.

Dopo l’infanzia trascorsa nella sua terra di origine, si trasferì in Svizzera giovanissima e completò i suoi studi a Zurigo tra il 1888 e il 1891 laureandosi in filosofia; ebbe come insegnanti, tra gli altri, Conrad Ferdinand Meyer e Gottfried Keller. Da quest’ultimo, secondo alcuni, Ricarda sembra abbia preso le mosse e gli stimoli per incamminarsi sul sentiero letterario. Certamente da quell’ambiente si è comunque sviluppata l’opera della scrittrice che a stento può essere collocata all’interno di una “scuola” letteraria che, all’epoca, vedeva evolvere il naturalismo verso, parallelamente, l’espressionismo e il neo-romanticismo.

Stimolata da questo fermento culturale temporalmente collocato nell’ultima decade dell’800, scrisse due brevi drammi, di cui uno, Evoè, di ambientazione italiana e, come testimonia il fratello Rudolf, ispirato addirittura a un vecchio lavoro infantile del tipo tragedia cavalleresca, con il quale Ricarda contribuì ad una rappresentazione nella casa paterna allestita dai fratelli. In “Evoè” è rappresentato il mondo sfrenato ed orgiastico dell’aristocrazia romana al tempo di Leone X. Dopo queste giovanili esperienze il genere drammatico fu poi abbandonato.

Nel 1893 vede la pubblicazione il suo primo romanzo Ludolf Ursleu, che la portò subitaneamente alla notorietà facendola annoverare tra gli scrittori tedeschi di primo rango. Dice Von de Leyen di questo romanzo: “Era il prodotto della giovinezza ed è passato con essa; se gli altri possono vantare maggiore ponderazione ed un maggiore valore umano, nessuno possiede quella speciale attrazione che viene qui dal fantasioso e dal soprannaturale”. Molti indicano questo romanzo come il “fondatore” del cosiddetto neo-romanticismo. Certamente il Buddenbroock di Thomas Mann, successivo di otto anni, prende dal primo romanzo di Ricarda Huch abbondante ispirazione. Nel romanzo non sono pochi gli spunti autobiografici.

Dopo un breve periodo nel quale fu bibliotecaria – periodo durante il quale la sua vita intellettuale le rese familiari i grandi scrittori francesi e italiani contribuendo alla sua successiva capacità di sintetizzare efficacemente gli elementi di cultura latina che la Svizzera riesce a far confluire dalle nazioni vicine – si trasferì a Brema, come insegnante, e poi a Vienna. Qui si sposò, nel 1897, con un medico italiano, Ermanno Ceconi e con con lui dimorò a Trieste (dove nel 1898 nacque la figlia Maria Antonia) e a Monaco. Ottenuto il divorzio, sposò in seconde nozze (1907) il cugino Richard Huch, noto giurista, da cui si separò tre anni dopo. Visse in seguito a Monaco, a Berlino, e infine a Francoforte.

Fu l’unica donna a far parte della “Dichterakademie”, sorta alla fine del 1926 e incorporata nella Preussische Akademie der Künste, dalla quale uscì all’avvento del nazismo, nel 1933.

Dopo il Ludolf Ursleu aveva pubblicato Erzählungen (Racconti) nel 1897 e il suo romanzo più famoso Aus der Triumphgasse (Via del Trionfo, 1902), nel quale il protagonista rievoca la misera vita del vicolo dei Trionfi a Trieste, nell’antico quartiere d’origine romana. Vita somnium breve (1903) divenuto nelle successive edizioni Michael Unger, è la storia di una famiglia della Germania settentrionale.

I suoi interessi per la storia, in particolare quella italiana risorgimentale, si riflettono nei racconti storici: Die Geschichten von Garibaldi (Le storie di Garibaldi, 1906-07), in 2 voll.; Die Verteidigung Roms (1907; La difesa di Roma, Milano 1944); Der Kampf um Rom (La lotta per Roma, 1908); e Das Leben des Grafen Federigo Confalonieri (1910; Federigo Confalonieri, Roma 1949), notevole esempio della penetrazione della scrittrice nordica nel clima e nell’ambiente storico mediterraneo.

Nello stesso spirito di attrazione verso il Risorgimento italiano rientrano i saggi di Das Risorgimento (1908) più tardi ripubblicati con il titolo Menschen und Schicksale aus dem Risorgimento (Uomini e destini del Risorgimento).

Dedicato invece alla storia del suo paese è il poema in prosa Der grosse Krieg im Deutschland (La grande guerra in Germania, 1912-14), gigantesco affresco della guerra dei Trent’anni. Nato nello stesso clima fantastico è il saggio critico su Wallenstein (1915); dello stesso periodo, benché di diversa ispirazione, sono il romanzo Der lezte Sommer (1910; L’ultima estate, Roma 1942), che si svolge nell’ambiente di lotta dei rivoluzionari russi, e Der Fall Deruga (1917; Il processo Deruga, Firenze 1931), oltre a novelle umoristiche e a studi di varia natura, storici e filosofici, tra i quali ricordiamo: Natur und Geist (Natura e spirito, 1914); Luthers Glauben (La fede di Lutero, 1916); Der Sinn der Heiligen Schrift (Il significato della Sacra Scrittura, 1919).

Ispirati da un vivace interesse per le trasformazioni sociali e politiche del primo dopoguerra sono i libri critici Entpersónlichung (Spersonalizzazione, 1921); Michael Bakunin und die Anarchie (1923), biografia del noto esponente della prima internazionale; Stein (1925); Der wiederkehrende Christus (Cristo che ritorna, 1926), di intonazione satirica; mentre a una concezione liberale e a un tempo religiosa dello sviluppo della storia s’ispirano i tre volumi di Deutsche Geschichte (Storia tedesca, 1934-49).

Un cenno a parte meritano le poesie, pubblicate in varie riprese, ma raccolte in un volume unico: Gesammelte Gedichte (Poesie raccolte, 1929), di vario tono, dallo scherzoso al nostalgico, dal mitico all’appassionato. Un altro volume di liriche (Herbstfeuer, Fuochi d’autunno) apparve ancora nel 1944.

Ma soprattutto merita una considerazione a parte la sua notissima opera critica, fra le maggiori sull’argomento, Die Romantik (Il Romanticismo), in due parti: Blütezeit der Romantik (Fioritura del Romanticismo, 1899) e Ausbreitung und Verfall der Romantik (Diffusione e decadenza del Romanticismo, 1902). Sono anche da menzionare i saggi su Gottfried Keller (1904) e su Jeremias Gotthelf (1917).

Avendo spaziato in campi così differenti e vasti nella sua attività di scrittrice, non può che emergere dai suoi scritti una varietà e così tante sfumature di stile, che vanno da quelle tipiche della passione e del desiderio, a quelle della fantasia della lirica, alla malizia umoristica e sarcastica tipica di molti racconti, fino all’impassibilità dello storico abbinata tuttavia all’entusiasmo per la figura dell’eroe.

Morì a Schönberg im Taunus, Francoforte sul Meno, il 17 novembre 1947.

Fonti:

  • Alcune poesie tradotte in: R. PAOLI, Poesia tedesca da Nietzsche all’espressionismo, Parma 1954.
  • Poesie d’amore, Caltanissetta-Roma 1965.
  • L. ZANIBONI: I romanzi di Ricarda Huch; Napoli, 1932.
  • O. WALZEL, R. H, ein Wort über die Kunst des Erzählens. Lipsia 1916.
  • L. VINCENTI, R. H, in «Nuova antologia», 1924.

Note biografiche a cura di Paolo Alberti

Elenco opere (click sul titolo per il download gratuito)

  • Le memorie di Ludolf Ursleu il giovane
    Romanzo sotto forma di ricordi, narrato in prima persona da Ludolf Ursleu il giovane, ultimo discendente e primogenito di un'antica famiglia di commercianti ricchi ed esperti residente in una vecchia città anseatica nella quale si riconosce facilmente Amburgo.
 
autore:
Ricarda Huch
ordinamento:
Huch, Ricarda
elenco:
H