Traduzione di Ippolito Pindemonte.

Dall’incipit del libro:

Musa, quell’uom di multiforme ingegno
Dimmi, che molto errò, poich’ebbe a terra
Gittate d’Ilïòn le sacre torri;
Che città vide molte, e delle genti
L’indol conobbe; che sovr’esso il mare
Molti dentro del cor sofferse affanni,
Mentre a guardar la cara vita intende,
E i suoi compagni a ricondur: ma indarno
Ricondur desïava i suoi compagni,
Ché delle colpe lor tutti periro.
Stolti! che osaro vïolare i sacri
Al Sole Iperïon candidi buoi
Con empio dente, ed irritâro il nume,
Che del ritorno il dì lor non addusse.
Deh! parte almen di sì ammirande cose
Narra anco a noi, di Giove figlia e diva.

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titolo:
Odissea
titolo per ordinamento:
Odissea (traduzione Pindemonte)
descrizione breve:
Traduzione di Ippolito Pindemonte
autore:
opera di riferimento:
"Odissea", di Omero, Rizzoli editore, collana B.U.R., 1961
licenza:

data pubblicazione:
19 giugno 1997
opera elenco:
O
soggetto BISAC:
FICTION / Classici
affidabilità:
affidabilità standard
impaginazione:
Amedeo Marchini
pubblicazione:
Marco Calvo
revisione:
Claudio Paganelli, paganelli@mclink.it