Volume secondo

Scritto nel 1843, il Primato segue di qualche anno la Teorica del Soprannaturale e l’Introduzione allo studio della filosofia; il pensiero del Gioberti si svolge con coerenza attraverso queste tre opere. Il presupposto di base è che la storia civile degli uomini non può vedersi separata dalla storia religiosa: il cristianesimo, procedendo dalla rivelazione, è destinato a conquistare il genere umano. Primo passo diventa quindi obbligatoriamente la restaurazione dell’unità cattolica d’Europa. Di questa unità non può che essere punta di diamante proprio l’Italia, che da 18 secoli ospita il papato. Gli italiani sono dunque il popolo eletto da Dio nell’epoca moderna, come lo furono gli israeliti nell’antichità. È da queste premesse che Gioberti prende le mosse per intessere le basi di quello che per lui era il principio della resurrezione dell’Italia, evolvendo il suo sogno di teocrazia repubblicana verso un progetto più ragionevole e almeno apparentemente più attuabile.

Sinossi a cura di Paolo Alberti

Dall’incipit del libro:

Quantunque le riforme civili onde abbisogna l’Italia debbano esser fatte dai governanti, che sono la sorgente naturale e sincera di ogni miglioramento, esse vogliono venire aiutate e promosse dall’opinione pubblica; il che m’invita a passare dal debito dei principi a quello dei popoli. Perchè, siccome i primi debbono conciliarsi l’amor del secondi, non ripugnando ai ragionevoli progressi, i secondi hanno l’obbligo di amicarsi i primi, rendendosi meritevoli dei beni che ne ricevono e se ne promettono. Due cose concorrono a far degna una nazione degli incrementi civili: l’una è lo zelo animoso, necessario per cavarne profitto; l’altra è la moderazione assennata, richiesta per non abusarne; perchè chi abusa del bene lo rende malefico, e chi non sa prevalersene, nè, maneggiandolo a proposito qual capitale vivo, farlo fruttare, lo rende inutile. Per evitare questi due inconvenienti, la via più semplice è appunto quella che dee essere seguita altresì dai governi, e sta nel consigliarsi col senno patrio, nell’erudirsi ed accendersi cogli antichi esempi, nel dismettere al tutto le tratte esotiche e le imitazioni peregrine. Io non mi stancherò mai di ripeterlo, giacchè questa massima così triviale è l’epilogo della italiana sapienza in ogni genere di cose e di cognizioni, e l’unica via che ci soccorra, per riacquistare nei pensieri e nelle opere l’antica grandezza.

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titolo:
Del primato morale e civile degli italiani
sottotitolo:
Volume secondo
titolo per ordinamento:
Del primato morale e civile degli italiani
descrizione breve:
Scritto nel 1843, il Primato segue di qualche anno la Teorica del Soprannaturale e l’Introduzione allo studio della filosofia; il pensiero del Gioberti si svolge con coerenza attraverso queste tre opere. Il presupposto di base è che la storia civile degli uomini non può vedersi separata dalla storia religiosa: il cristianesimo, procedendo dalla rivelazione, è destinato a conquistare il genere umano.
autore:
opera di riferimento:
{Del primato morale e civile degli italiani} 2 ; Vincenzo Gioberti ; Torino ; UTET, 1925, 275 p. : ill. ; 18 cm. - (Collezione di classici italiani con note ; 24). Fa parte di: Del primato morale e civile degli italiani / Vincenzo Gioberti ; introduzione e note di Gustavo Balsamo-Crivelli.
cura:
Gustavo Balsamo-Crivelli
licenza:

data pubblicazione:
16 novembre 2017
opera elenco:
D
soggetto BISAC:
FILOSOFIA / Generale
affidabilità:
affidabilità standard
impaginazione:
Mario Sciubba Caniglia
pubblicazione:
Catia Righi, catia_righi@tin.it
revisione:
Carlo Liva, cliva51@gmail.com