Dall’incipit del libro:

«Ma vòltati in qua, figliuolo! Quanto sei buffo! Che specie di sottane vi hanno messo addosso? E vanno tutti in giro così alla accademia?». Con queste parole il vecchio Bulba accolse i suoi due figliuoli che avevano studiato al seminario di Kiev e ora tornavano a casa dal padre.
I figliuoli erano appena smontati da cavallo. Erano due giovani dall’aspetto ancora impacciato, come seminaristi allora usciti di scuola. I loro visi energici, sani erano coperti da una lanuggine non per anco tocca dal rasoio. Confusi per quell’accoglienza del padre, stavano immobili, con gli occhi fissi in terra.
«Fermi, fermi! Lasciate che vi guardi un poco», seguitò il vecchio, rigirandoli da tutte le parti, «che lunghi palandrani avete addosso! Non ce ne sono dei simili al mondo! Si provi a correre uno di voi altri! Starò a vedere se non inciampa nelle falde e ruzzola in terra».
«Non ridere, non ridere, padre!»; disse finalmente il maggiore dei due.
«Guarda come pigli fuoco! E perchè non dovrei ridere?».

Contiene “Il pastrano” dai Racconti di Pietroburgo.

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titolo:
Tarass Bulba
titolo per ordinamento:
Tarass Bulba
autore:
opera di riferimento:
Tarass Bulba ; Il pastrano / Nikolai Vassilievic Gogol ; A cura della Duchessa D'Andria. - Torino : U.T.E.T., 1937. - 202 p. : tav. 1 ; 19 cm
licenza:

data pubblicazione:
20 ottobre 2014
opera elenco:
T
soggetto BISAC:
FICTION / Classici
affidabilità:
affidabilità standard
impaginazione:
Bartleby, bartlebythescrivener@outlook.it
Catia Righi, catia_righi@tin.it
pubblicazione:
Catia Righi, catia_righi@tin.it
revisione:
Catia Righi, catia_righi@tin.it
traduzione:
D'Andria Duchessa