Romanzo

Dall’incipit del libro:

Mio padre, Renato Dubardeau, aveva un altro figlio, oltre me: l’Europa. Questa era, in altri tempi sorella maggiore, dopo la guerra, minore. Invece di parlarmi di lei come di una sorella anziana e piena di esperienza, quasi accasata, ne pronunziava il nome con più tenerezza ma con più inquietudine come di ragazza ancora nubile, e per la quale i miei consigli di giovanotto non gli sembravano del tutto inutili. Mio padre era, se se ne eccettui Wilson, il solo plenipotenziario di Versailles che abbia ricreato l’Europa con generosità e, senza eccezione di sorta, con competenza. Aveva fede nei trattati, nella loro virtù, nella loro forza. Nipote di colui che introdusse la sintesi nella chimica, stimava possibile, sopratutto a questi lumi di luna, di creare degli Stati nuovi. Vesfalia aveva dato la Svizzera, Vienna il Belgio, Stati che dovevano all’artificio stesso della loro origine uno spirito naturale di neutralità e di pace. Versailles aveva il dovere di partorire anch’essa le nazioni di cui l’Europa era adesso gravida e che si sviluppavano senza profitto nel suo centro. Mio padre aiutò Wilson in questo còmpito, e fece meglio ancora, diede un movimento all’Europa centrale. Al gioco dell’arrotondamento, tutte le giovani nazioni avanzavano adesso verso il Nord o verso il Sud, l’Est o l’Ovest, esse erano tutte in punto per una partenza.

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titolo:
Bella
sottotitolo:
Romanzo
titolo per ordinamento:
Bella
autore:
opera di riferimento:
Bella : romanzo / Jean Giraudoux. - Milano : Edizioni Vitagliano, 1928. - 249 p. ; 19 cm.
licenza:

data pubblicazione:
23 luglio 2015
opera elenco:
B
soggetto BISAC:
FICTION / Classici
affidabilità:
affidabilità standard
impaginazione:
Paolo Alberti, paoloalberti@iol.it
pubblicazione:
Catia Righi, catia_righi@tin.it
revisione:
Catia Righi, catia_righi@tin.it