Vincenzo da Filicaia

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Vincenzo da Filicaia 2017-10-04T14:49:09+00:00

“Gentil cavaliere e splendor del nostro tempo”
(F. Redi, lettera a Francesco Ridolfi, 30 maggio 1684)

 Vincenzo da FilicaiaVincenzo del Senator Braccio da Filicaia nacque a Firenze nel 1642, da famiglia patrizia.

Dopo gli studi presso i Gesuiti e la laurea in Legge a Pisa, nel 1664 divenne membro dell’Accademia della Crusca (col nome di Polibio Emonio) e collaborò attivamente alla compilazione del Vocabolario. La sua produzione comprende carmi latini, orazioni, elogi, canzoni e sonetti.

Per le relative ristrettezze economiche in cui versava, lasciò Firenze e si ritirò nella tenuta di famiglia a Figline.

Dopo la pubblicazione (1684) delle Canzoni in occasione dell’assedio e liberazione di Vienna, che lo resero famoso, lo troviamo a Roma. Qui la regina Cristina di Svezia (1626 – 1689) – convertita al cattolicesimo ed avendo ormai abdicato al trono – risiedeva dal 1655, riunendo intorno a sé intellettuali e poeti, che aiutava anche economicamente. Nel 1687, infatti, la regina aiutò il poeta nel pagamento della retta del Collegio “Tolomei” per il figlio Braccio.

Dopo la morte di Cristina, nel 1689, il Filicaia fece in modo che il proprio figlio Braccio venisse accolto come paggio alla corte medicea. La scomparsa prematura di costui, però, lo indusse ad accettare “non per ambizione ma per bisogno” la carica di Senatore, che gli fu offerta da Cosimo III, Granduca di Toscana (1695).

L’anno seguente fu nominato anche Governatore di Volterra (1696) e, successivamente, di Pisa (1700). Fu nominato anche Segretario delle Tratte.

Oltre che della Crusca, il Filicaia fu membro anche dell’Accademia degli Apatisti, che diede un importante contributo ad uno studio della lingua toscana, volto anche all’affermazione del fiorentino come lingua ufficiale per la diffusione del sapere.

Volendo cercare di arginare le “degenerazioni” artificiose del gusto barocco, insieme a vari letterati non solo toscani, contribuì una sorta di recupero classicista, che ebbe un momento fondamentale nella fondazione dell’Accademia dell’Arcadia (1690). Questa fu un movimento letterario animato dal desiderio di far tornare la poesia italiana alla semplicità ed alla naturalezza del periodo “classico” ( di Petrarca, cioè, ma anche, per esempio, di Ariosto, Poliziano…)I letterati arcadici dunque si orientarono verso uno stile chiaro, lineare ed immediato, che si fondasse su sentimenti e temi intimi e lirici, più personali rispetto alle costruzioni teatrali e macchinose del tardo barocco.

Il Filicaia, in Arcadia, fu tra coloro che proposero di cantare “in grande” e di restituire eroicità e dignità di toni e di temi ad una poesia di forte impronta toscana.

Le Canzoni in occasione dell’assedio e liberazione di Vienna (1684), che trattano appunto della vittoria contro i Turchi e della complessa situazione politica di quegli anni, gli permisero di raggiungere – come detto – una grande notorietà ed ebbero tale successo che il Granduca Cosimo III volle addirittura che gli venissero lette “pubblicamente alla sua tavola mentre desinava”, come Francesco Redi scrisse allo stesso Filicaia in una lettera del26 settembre 1683.

Queste canzoni, più tardi, furono per l’Alfieri un importante modello per la poesia d’argomento eroico-patriottico.

Vincenzo Filicaia morì nel 1707 di “mal di petto” e fu sepolto nella chiesa di S. Pier Maggiore a Firenze. Una lapide lo ricorda in S. Croce.

Nell’anno stesso della sua morte vennero pubblicate ( e ristampate l’anno dopo a Venezia, a testimoniare il favore che incontrarono ) le Poesie toscane, a cura del figlio Scipione, con dedica al Granduca Cosimo III.

Bibliografia essenziale:

  • Vincenzo da Filicaia, Canzoni in occasione dell’assedio e liberazione di Vienna. – Matini, Firenze1684
  • Vincenzo da Filicaia, Poesie toscane, Firenze, Piero Matini, 1707
  • Vincenzo da Filicaia, Opere, Napoli 1824
  • Vincenzo da Filicaia, Lettere inedite a Lorenzo Magalotti, Proemio e note di Ferruccio Ferrari, Nistri Pisa, 1885
  • Aa.Vv., Scelta di lirici più insigni d’Italia. dei secoli XVII e XVIII. con brevi biografie. Firenze, Poligrafia Italiana, 1852
  • E. Bertana, In Arcadia : saggi e profili, Napoli 1909
  • M. Maylender, Storia delle Accademie d’Italia, Bologna 1926-1930
  • F. Demolli, La lirica barocca in Italia, in: Aa Vv, Poeti dell’età barocca, Milano 1973
  • Voce Filicaia in: Letteratura Italiana, Gli autori – dizionario bio-bibliografico, vol. 1, Torino 1990
  • C. D’Onofrio, Roma val bene un’abiura : storie romane tra Cristina di Svezia, Piazza del Popolo e l’Accademia d’Arcadia, Roma 1976
  • a cura di Barbara Tellini Santoni, Arcadia Accademia letteraria italiana, Roma 1991
  • C. Di Biase, Arcadia edificante : Menzini, Filicaia, Guidi, Maggi, Lemene,Napoli 1969

Note biografiche a cura di Andrea Pedrazzini.

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Vincenzo da Filicaia
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