Si ringraziano la Prof.ssa Vittoria Caso e gli studenti della IV classe, a.s. 1999-2000, dell’ITC “Andrea Torrente” di Casoria per aver realizzato l’edizione elettronica del testo.

Dall’incipit del libro:

S’io v’amo al par de la mia propria vita,
donna crudel, e voi perché non date
in tanto amor al mio tormento aita?
E se invano mercé chieggio e pietate,
perch’almen con la morte quelle pene,
ch’io soffro per amarvi, non troncate?
So che remunerar non si conviene
mia fé cosí; ma quel mal, che ripara
a un maggior mal, vien riputato bene
piú d’ogni morte è la mia doglia amara,
e morir di man vostra, in questo stato,
grazia mi fia desiderata e cara.
Ma com’esser può mai che, dentro al lato
molle, il bianco gentil vostro bel petto
chiuda sí duro cor e sí spietato?
Com’esser può che quel leggiadro aspetto
voglie e pensier cosí crudi ricopra,
che ‘l servir umil prendano in dispetto?

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titolo:
Rime
titolo per ordinamento:
Rime
autore:
opera di riferimento:
"Rime" di Veronica Franco; a cura di Stefano Bianchi; collezione: Letture della civilta letteraria; edizione: Mursia; Milano, 1995
cura:
Stefano Bianchi
licenza:

data pubblicazione:
7 maggio 2002
opera elenco:
R
ISBN opera di riferimento:
88-425-1945-6
soggetto BISAC:
FICTION / Classici
affidabilità:
affidabilità standard
impaginazione:
Prof.ssa Vittoria Caso e gli alunni della IV classe
a.s. 1999/2000, dell'ITC Andrea Torrente di Casoria
pubblicazione:
Davide de Caro
revisione:
Walter Pepe Russo, br1pr@libero.it
Claudio Paganelli, paganelli@mclink.it